Madre 38enne arrestata a Bergamo per tortura sui figli: “Ci vieta di ridere, ci picchia e dice che non ci voleva”

Una 38enne residente in un paese della provincia di Bergamo si trova in carcere dallo scorso 17 aprile con l'accusa di aver torturato e maltrattato i suoi quattro figli minorenni per anni. Stando a quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla procuratrice Annaelena Mencarelli e condotte dai carabinieri, la donna non avrebbe sottoposto i bambini "solo" a vessazioni e punizioni eccessive, ma li avrebbe resi "vittime di quotidiana, incessante e immotivata umiliazione, a prescindere dal comportamento da loro tenuto" usando modi volti ad "annichilire lo spirito". Difesa dall'avvocato d'ufficio Manuel Ghezzi, la 38enne ha respinto tutte le accuse definendole "fantasie", ma il giudice per le indagini preliminari Riccardo Moreschi ha convalidato il suo arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.
Come riportato dal Corriere della Sera, di fatto la vicenda ha avuto inizio nel 2019, quando il padre della 38enne sporse una prima denuncia per segnalare la trascuratezza dei due figli gemelli della donna che, a suo dire, lei non aveva accettato. Il Tribunale per i Minorenni di Brescia, però, archiviò il fascicolo ad agosto 2020 perché i bambini non parlarono. Il caso, però, è stato riaperto lo scorso novembre, quando il preside della scuola frequentata dai due figli della donna ha consegnato ai carabinieri la relazione che raccoglieva le confidenze fatte dai bambini a un'educatrice.
Le testimonianze dei quattro fratelli
Lo scorso venerdì si è svolta, in incidente probatorio, la perizia affidata a due psicologhe per stabilire la capacità testimoniale dei bambini. Già a dicembre, uno dei bimbi raccontava che la madre "lo insultava e picchiava continuamente, gli vietava di ridere dicendo che non meritava di essere felice, lo costringeva a dormire nella doccia, di farsi la doccia e di cambiarsi gli indumenti, lo aveva costretto ad andare a scuola in pigiama o con scarpe da femmina per umiliarlo" poi anche che "legava lui e i suoi fratelli alla sedia e li percuoteva" e che "gli spegneva le sigarette sulle gambe".
Il ragazzino, che oggi ha 12 anni, ha raccontato anche di quando nel marzo del 2025 la madre gli avrebbe ustionato il volto. La sorella maggiore, di un anno più grande, ha ricordato che il fratello "stava soffiando sulla minestra perché scottava", mentre la loro madre sosteneva che non scottava. Così, la donna gli avrebbe "preso la testa e gliel’ha messa dentro il piatto" e l'indomani, quando a scuola gli chiedevano cosa avesse in faccia, "lui rispondeva di essersi scottato al sole". La ragazzina ha spiegato che in realtà la madre avrebbe picchiato tutti i quattro figli, chi più chi meno, con il bastone della polenta e il manico della scopa e, oltre a insultare i gemelli, gli avrebbe ripetuto "che non li voleva".
Infine, il quarto fratello, il più piccolo che oggi ha 10 anni, ha raccontato di quando la madre gli avrebbe lanciato un coltello contro ferendolo a una mano e di un altro episodio in cui glielo avrebbe puntato contro perché aveva lasciato una gruccia in giro per casa. L'unico a non aver ancora testimoniato è il secondo fratello. Il 12enne, infatti, da luglio del 2025 si trova in una comunità terapeutica per gravi difficoltà nella gestione delle emozioni. Gli altri tre si trovano in altre diverse comunità, con l'avvocata Marta Vavassori nominata curatrice speciale.
"Racconti che trovano riscontri nelle fotografie delle lesioni dei bimbi"
Alla 38enne, dunque, sono contestati i maltrattamenti aggravati sulla figlia primogenita e sull'ultimogenito, che si sarebbero ripetuti dal 2016 fino al giorno dell'arresto, e il reato di tortura. Durante l'interrogatorio di garanzia la donna, difesa dall'avvocato Ghezzi, ha respinto tutte le accuse definendole "fantasie" che i gemelli avrebbero espresso già in passato. Secondo il giudice Moreschi, però, ai loro racconti si sono aggiunti quelli dei due fratelli che definisce "perfettamente convergenti e riscontrati dalle fotografie delle lesioni riportate dai bambini".
Il gip ha, dunque, convalidato l'arresto della donna e respinto l'istanza di alleggerimento della misura di custodia cautelare confermando il carcere. La 38enne ha negato di avere problemi di dipendenze, non sono emersi disturbi psichiatrici e pare che la difesa non sia intenzionata, almeno in questa fase, a sollecitare approfondimenti in tal senso.