Maltratta e picchia una bimba con autismo in una scuola di Brescia, educatrice condannata a 2 anni e 6 mesi

La Corte d'Appello di Brescia ha condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione un'educatrice di 37 anni imputata per lesioni e maltrattamenti aggravati ai danni di una bimba affetta da autismo che, al momento dei fatti contestati, non aveva ancora compiuto 7 anni. I giudici hanno, infatti, accolto le richieste del sostituto procuratore generale Pier Umberto Vallerin e più che raddoppiato la precedente sentenza pronunciata in primo grado. I difensori della 37enne, gli avvocati Marco Soldi e Piergiorgio Vittorini, avevano chiesto l'assoluzione da tutte le accuse e hanno annunciato ricorso in Cassazione.
L'arresto in flagranza e la condanna in primo grado
Le indagini erano scattate nella primavera del 2022, quando la madre della bimba aveva scoperto sul corpo della piccola una serie di lividi. Una volta raccolta la denuncia, i carabinieri avevano installato telecamere nascoste nell'aula della scuola elementare della Bassa Brescia dove la bambina, affetta da autismo, solitamente stava insieme alla sua assistente ad personam. I militari avevano proceduto all'arresto in flagranza della donna il 28 aprile, interrompendo la lezione e portando via l'alunna.
A processo per lesioni e maltrattamenti aggravati, la 37enne era stata condannata in primo grado a 1 anno, con pena sospesa, solo per il primo capo d'accusa. Secondo i giudici, infatti, mancavano "le dichiarazioni della bambina a riscontro dei maltrattamenti", quindi dell’abitualità della condotta "violenta" e avevano riconosciuto solo gli episodi del 27 e 28 aprile 2022, immediatamente precedenti all'arresto.
La decisione della Corte d'Appello
Facendo ricorso in Appello, il sostituto procuratore generale Vallerin ha sottolineato come la presunta vittima avesse già detto "più volte, alla mamma, pur con tutte le difficoltà dettate dalla sua condizione, chi fosse stata a farle male, indicando in foto l’imputata" e che il suo malessere profondo, che l'aveva portata a non voler più andare a scuola, era migliorato in seguito al trasferimento. Per i consulenti, considerate le sue condizioni di salute, la bambina "è incapace di mentire. O addirittura simulare, in maniera abile e sopraffina.
La Corte ha, dunque, deciso di accogliere le richieste dell'accusa, condannando la 37enne a 2 anni e 6 mesi per lesioni, ma anche per maltrattamenti aggravati. I giudici hanno, quindi, condiviso la ricostruzione della Procura secondo la quale le condotte violente si sarebbero perpetrate dal 10 aprile, con "vessazioni non solo fisiche ma psicologiche, anche in termini di abbandono". Sono state riconosciute le attenuanti generiche prevalenti sull’aggravante. L'educatrice, infatti, non sarebbe stata adeguatamente formata per gestire la bambina.
I difensori della 37enne avevano chiesto l'assoluzione da tutte le accuse. Secondo i legali Soldi e Vittorini, la bimba nella primavera del 2022 era andata a scuola "pochi giorni" e aveva passato con la sua educatrice "una decina di ore", per tanto quelle lesioni non sarebbero "riconducibili a lei".
