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Accusato di aver molestato una hostess a Malpensa, la Procura chiede 2 anni nel processo “bis” al sindacalista

La Procura generale di Milano ha chiesto una condanna a 2 anni di reclusione per l’ex sindacalista accusato di violenza sessuale ai danni dell’ex hostess Barbara D’Astolto. Il processo ‘bis’ per il 48enne si è aperto dopo due assoluzioni e l’annullamento dei verdetti deciso dalla Corte di Cassazione.
A cura di Enrico Spaccini
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Barbara D'Astolto
Barbara D’Astolto, ex hostess

Il sostituto procuratore generale di Milano, Angelo Renna, ha chiesto una condanna a 2 anni di reclusione per l'ex sindacalista accusato di aver abusato sessualmente dell'ex hostess Barbara D'Astolto durante un incontro in un ufficio dell'aeroporto di Malpensa (in provincia di Varese) nel 2018. La richiesta arriva nel corso del processo di secondo grado ‘bis', dopo che il 48enne era già stato assolto, sia in primo che in secondo grado, a seguito dell'annullamento del verdetto da parte della Cassazione. Durante i procedimenti, infatti, era stato dichiarato che in "30 secondi" la donna avrebbe potuto sottrarsi alle molestie, ma per i giudici della Corte Suprema il "ritardo nella reazione" della "vittima" è "irrilevante".

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D'Astolto aveva raccontato in un'intervista a Fanpage.it di aver chiesto un confronto con il sindacato nel marzo del 2018 per via di cause civili pendenti con la sua azienda. La donna, che poi ha cambiato lavoro, ha raccontato che, durante l'incontro con l'ormai ex sindacalista, questo avrebbe iniziato a "toccarmi, a baciarmi e massaggiarmi le spalle e la schiena. Sono rimasta gelata, incredula". Dopo circa 30 secondi, D'Astolto si era alzata ed era uscita da quella stanza.

Sia nel 2022, in primo grado, che nel 2024, in secondo grado, il 48enne era stato assolto dall'accusa di violenza sessuale in quanto, secondo i giudici, la donna avrebbe avuto circa "30 secondi" di tempo per sottrarsi dagli abusi. Tuttavia, nel febbraio del 2025, la Cassazione ha accolto il ricorso della Procura generale: ha annullato l'ultimo verdetto e rinviato per un nuovo processo d'Appello a Milano.

Secondo i giudici della Corte Suprema, infatti, il "ritardo nella reazione" della "vittima", ovvero "nella manifestazione del dissenso" è "irrilevante" per la "configurazione della violenza sessuale". Nelle motivazioni era stato indicato che su questo aspetto "la giurisprudenza è netta", perché la "sorpresa" di fronte all'abuso "può essere tale da superare" la "contraria volontà", ponendo chi subisce nella "impossibilità di difendersi".

Oggi, giovedì 14 maggio, il sostituto pg Renna ha chiesto di nuovo una condanna a 2 anni per l'ex sindacalista. Nella precedente udienza, che si è tenuta a porte chiuse, D'Astolto ha reso la sua testimonianza, assistita dall'avvocato Gionata Bonuccelli. La sentenza è attesa per il 10 luglio.

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