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Gestisce giro di prostituzione minorile tra Lecco e Milano, confermata la condanna a 14 anni per Graziano Rigamonti

È stata confermata la condanna a 14 anni e 4 mesi emessa dal Tribunale di Lecco nei confronti di Graziano Rigamonti. Il 35enne, cantante di una tribute band dei Blues Brothers ed ex gestore di un bar nel Lecchese, è stato riconosciuto anche in Appello colpevole di reati sessuali su minori.
A cura di Enrico Spaccini
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Graziano Rigamonti (foto da Facebook)
Graziano Rigamonti (foto da Facebook)

La Corte d'Appello di Milano ha confermato la condanna a 14 anni e 4 mesi di reclusione per Graziano Rigamonti, ritenuto responsabile di violenza sessuale di gruppo, prostituzione minorile, produzione di materiale pedopornografico e induzione alla prostituzione. Stando a quanto ricostruito dalle indagini, il 35enne brianzolo avrebbe gestito un giro di prostituzione minorile partendo dal suo ‘Bar dello Zoo‘ a Beverate di Brivio (in provincia di Lecco). Una volta depositate le motivazioni, l'avvocato difensore Giancarlo Ascanio probabilmente ricorrerà in Cassazione.

Le indagini erano scattate nell'agosto del 2023 a seguito della denuncia presentata dai familiari di una ragazza di 17 anni trovata semi nuda e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti all'interno del ‘Bar dello Zoo'. I carabinieri della Compagnia di Merate avevano poi scoperto un presunto giro di prostituzione minorile, trovando nei dispositivi di Rigamonti video che ritraevano "incontri sessuali che promuoveva con minorenni da lui reclutati". Per l'accusa, il 35enne avrebbe creato account a ragazzi di 16 e 17 anni nelle app di incontri e poi li avrebbe accompagnati in motel nella provincia di Milano e di Lecco per offrirsi a uomini adulti. A quanto emerso, avrebbe anche indicato una sorta di tariffario.

Nel febbraio del 2024 Rigamonti, conosciuto anche per la sua attività di cantante nella ‘Italian Blues Brothers Band', una tribute bande dei Blues Brothers, è stato arrestato con le accuse di violenza sessuale di gruppo, prostituzione minorile, produzione di materiale pedopornografico e induzione alla prostituzione. Nel processo con rito abbreviato, la Procura aveva chiesto nei suoi confronti una pena pari a 14 anni di reclusione, ma il Tribunale di Lecco aveva deciso lo scorso giugno per 14 anni e 4 mesi.

Come riportato dal quotidiano La Provincia Unica, lo scorso febbraio la Corte d'Appello di Milano ha confermato la condanna pronunciata in primo grado per Rigamonti, attualmente sottoposto alla misura dell'obbligo di dimora per motivi di salute. Nei prossimi giorni verranno depositate le motivazioni del collegio di giudici, dopodiché la difesa del 35enne potrà decidere se ricorrere in Cassazione.

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