Matteo Salvini parla di "mangiatoia finita". Questa mattina al Viminale è stato illustrato il nuovo bando tipo di capitolato per i servizi di prima accoglienza ai richiedenti asilo. I tagli alla "diaria" per i migranti, frutto di un accordo tra Viminale e Anac, che entreranno in vigore nel 2019, dopo il via libera della Corte dei conti e arriveranno ai Prefetti per le applicazioni pratiche sui territori.

"I costi di riferimento da mettere a base d'asta saranno notevolmente inferiori rispetto alla media dei 35 euro pro capite spesi oggi: parliamo di una cifra compresa tra i 19 euro dei centri più grandi, dove sono possibili maggiori economie di scala, e i 26 euro dei centri più piccoli" – ha spiegato Gerarda Pantalone, capo del Dipartimento Immigrazione e Libertà civili del Viminale – "La rivisitazione dei servizi di accoglienza – ha aggiunto – nasce dalla direttiva emanata dal ministro il 23 luglio e dalle raccomandazioni della Corte dei Conti ed è frutto di una attenta analisi della realtà del fenomeno e della sua evoluzione: il numero dei migranti in accoglienza, seppure ancora significativo, ad oggi si è ridotto a 144mila, i centri sono diversi per tipologie e dimensioni, i servizi andavano ricalibrati sulle singole realtà. Quello che è importante è che nulla è stato tolto: non sono stati toccati i servizi tesi a garantire la dignità della persona, dall'assistenza sanitaria alla mediazione linguistico culturale passando per i kit di ingresso, i pocket money e le schede telefoniche, mentre sono stati tagliati i servizi di integrazione e inserimento nel tessuto territoriale, riservati ai soli titolari di protezione internazionale".  

La pensa diversamente l'Associazione studi giuridici per l'immigrazione. Secondo l'associazione, tagliando le risorse, si fa un danno ai cittadini, perché si pregiudica la qualità degli interventi: il servizio offerto ai migranti ne risentirà, ma il peso ricadrà tutto sui servizi sociali dei Comuni, visto che queste persone saranno regolarmente residenti, e saranno comunque titolari di protezione. "Questo taglio è un'evidente forzatura. Era in corso uno studio dell'Anac. E mi pare ci sia stata un'accelerazione improvvisa, senza che fossero stata rese note le conclusioni dall'Autorità nazionale anticorruzione. Non è un dettaglio da nulla" –  ha detto Gianfranco Schiavone (Asgi), contattato da Fanpage.it – "E se la qualità degli interventi mirati all'accoglienza cala a picco avremo soltanto una dissipazione di soldi pubblici, non certo un risparmio". Tradotto: se un centro non offre nulla, o offre poco, il risultato è un danno per la collettività, perché le strutture si trasformeranno in un mero parcheggio. All'interno di questi centri, che costeranno meno, le persone non avranno comunque fatto dei percorsi per rendersi ‘autonomi': "Queste persone, dopo un anno i migranti sembreranno appena arrivati in Italia, senza aver potuto usufruire di servizi mirati a una futura integrazione nella società". 

Il sistema Sprar non si occuperà più dei richiedenti asilo: "Il sistema Sprar si basava sulla qualità del percorso di accoglienza, non è un caso che venga smantellato in modo così violento. La spesa giornaliera di 35 euro era rendicontata in modo analitico, perché prevedeva l'inesistenza dei margini di guadagno per i gestori.Questi soldi erano impiegati per avere un numero adeguato di operatori sociali italiani nei centri, personale qualificato. Nessuno sta tenendo conto del fatto che demolendo questo sistema si perderanno migliaia di posti di lavoro, sottratti probabilmente a giovani laureati, esperti in settori come pedagogia, psicologia, interculturalità. Perché adesso i centri non si potranno permettere altro, se non un guardiano alla porta. E sembra che al governo non interessi nulla della disoccupazione che crea".

"Nessuno studioso potrà mai avallare in buona fede questi tagli, che creano disagio sociale, emarginazione, dissipazione di spesa pubblica, e allontana l'integrazione. Può essere considerata solo una misura ideologica. Questo esecutivo Lega-M5S sta scegliendo di non ascoltare gli ‘esperti', i ‘professionisti', relegandoli a ruoli marginali, chiamandoli in modo sprezzante ‘casta', considerandoli nemici del popolo". Ci saranno effetti nell'immediato? "Avremo comunque decine di migliaia di persone da gestire e il guaio è che li gestiremo male. Ma gli effetti catastrofici si vedranno nel medio periodo. Nella migliore delle ipotesi spenderemo il doppio per recuperare a posteriori ciò che non viene fatto più nelle strutture dedicate all'accoglienza". 

"Questo è un grande regalo alla criminalità organizzata – ha aggiunto Schiavone – Perché solo persone senza scrupoli o speculatori potranno accettare di gestire strutture in condizioni disumane, con gente che vivrà ammassata, con personale dequalificato. È solo un accanimento contro le migliori professionalità che abbiamo in questo Paese. Gli italiani devono rendersi conto che vengono solo utilizzati all'interno di una grossa macchina di propaganda. Gli stranieri sono solo le vittime, ma alla fine il vero bersaglio è lo sviluppo della nostra società".