Nonostante il marito è rimasto ucciso in un assurdo quanto tragico incidente in gondola a Venezia mentre era in vacanza in Italia, lei non ha più alcun diritto di rivalersi sul gondoliere quindi non solo non riceverà i sei milioni di euro richiesti ma dovrà sborsarne addirittura 400mila per le spese legali sostenute dai soggetti trascinati in giudizio. È la storia di Gundula Schafer vedova di Joachim Vogel, il criminologo tedesco morto il 17 agosto 2013 sul Canal Grande, nei pressi del ponte di Rialto, quando un vaporetto investi la gondola su cui viaggiava la coppia e i tre figli. La Corte d’appello di Venezia infatti nelle scorse ore ha confermato la sentenza del tribunale civile del capoluogo veneto che nel dicembre scorso ha stabilito che la citazione in giudizio è avvenuta troppo tardi quando ormai era subentrata la prescrizione.

In effetti nessuno nega che ci sia stata colpa nell'episodio mortale costato la vita al 50enne ma per la legge si tratta di un incidente nautico per il quale la prescrizione per avviare una causa civile scatta appena dopo sei mesi. L'avvocato della donna sosteneva che, pur in presenza di sinistro nautico, vi era un reato e dunque la prescrizione doveva essere più lunga. In entrambi i gradi di giudizio, però, i giudici hanno stabilito che il gondoliere non aveva colpe nello schianto a differenza dell'altro gondoliere che poi ha provocato l'incidente a catena che ha coinvolto un taxi e ben tre vaporetti, uno dei quali è finito sulla gondola del 50enne tedesco.

Per la donna dunque è arrivata la sentenza beffa che ha fatto lievitare a circa 400mila le spese a suo carico. Una cifra enorme in quanto il gondoliere citato in giudizio ha chiamato in causa tutte le assicurazioni degli altri mezzi coinvolti con conseguente lievitazione delle spese legali. La signora, che ha già ricevuto in altre sedi un risarcimento di un milione e 700mila euro, conta ora sui contenziosi ancora aperti contro le tre società assicuratrici coinvolte.