È salita su un treno nonostante fosse incinta al nono mese, da sola e senza alcuna documentazione sanitaria. Faith è una degli oltre 500 migranti allontanati dal Cara di Catselnuovo di Porto, alle porte di Roma, per effetto del Decreto Sicurezza voluto dal Ministro dell'Interno, Matteo Salvini. Non ha accettato il ricollocamento ed ha preso un treno per la Puglia in avanzato stato di gravidanza. Per fortuna, però, è riuscita ad arrivare a Galatina, in provincia di Lecce, dove è stata presa in carico dall'Arci che gestisce alcuni centri di accoglienza, e grazie ad alcuni medici dell'ospedale locale ha potuto dare alla luce la sua bambina. La piccola Aliya è nata lo scorso venerdì e sta bene, al di là di ogni previsione. "Quando è arrivata, giovedì sera, ci siamo immediatamente stupiti che fosse in quelle condizioni – ha raccontato a Repubblica Anna Caputo, dell'Arci di Lecce -. Le abbiamo immediatamente chiesto notizie sul suo stato e abbiamo cercato inutilmente documentazione sanitaria sulla gravidanza, ma Faith non aveva nulla con sé. Allora l'abbiamo portata in ospedale per un controllo ma i medici, ancora increduli, ci hanno detto: ‘Questa donna sta partorendo'. E dopo poche ore è nata la piccola splendida Aliya".

Una storia a lieto fine, che nessuno avrebbe mai potuto immaginare viste le condizioni in cui la neomamma è arrivata in Puglia, insieme ad altri migranti allontanati dal centro di accoglienza capitolino. "Faith ha 20 anni – si legge sulla pagina Facebook dell'Arci Lecce -. Ci è stata mandata in fretta e furia dal Cara di Castelnuovo di Porto, scesa dal treno subito in ospedale per partorire. Non aveva documentazione sanitaria, nulla. I bravissimi medici di Galatina sono rimasti sbigottiti dal fatto che sia stata messa su un treno in quelle condizioni. È nata Aliya, una meraviglia e questo a noi basta, ma qualcuno dovrà fare i conti con la propria coscienza". Sempre Anna ha poi sottolineato come "è facile immaginare che quella bambina sia il frutto di una violenza. Che ne sarà ora di Aliya e della sua mamma? "È richiedente asilo ma adesso resterà con noi in uno Sprar, ci prenderemo cura di lei e della piccola. Ma non è ammissibile che, per la fretta si possano trattare le persone in questo modo".