I fatti più importanti del 22esimo giorno di conflitto:
- Draghi dopo Cdm: "Putin non vuole la pace. No fly zone sarebbe entrare in guerra"
- Capo negoziatore ucraino: "Possibile accordo con la Russia tra 10 giorni"
- Turchia: "Possibile incontro Putin-Zelensky"
- 21 persone uccise a Merefa, nella regione di Kharkiv
- Zelensky parlerà al Parlamento italiano martedì 22 marzo alle 11.00
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Oms: "Finora 43 attacchi contro strutture sanitarie ucraine"
Sono stati confermati 43 attacchi contro strutture sanitarie dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. Lo ha reso noto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, parlando al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. "In qualsiasi conflitto, gli attacchi contro le strutture sanitarie sono una violazione del diritto umanitario internazionale", ha dichiarato.
Macron aumenta le spese militari: "Francia sia pronta ad una guerra di alta intensità"

Secondo il presidente Emmanuel Macron “la Francia deve potenziare il suo esercito per essere pronta a rispondere ad una guerra di alta intensità che può tornare sul nostro continente”. Lo ha detto nel corso della conferenza stampa di presentazione della sua campagna elettorale in vista delle prossime elezioni presidenziali.
Camera Usa revoca alla Russia privilegi commerciali
La Camera Usa ha approvato, con 424 voti a favore e 8 contrari, il provvedimento che revoca alla Russia i suoi privilegi commerciali, aprendo la strada a dazi sui suoi prodotti. Il Senato dovrebbe valutare a breve la misura, che punta a isolare sempre di più la Russia sospendendo i suoi normali rapporti commerciali con gli Stati Uniti.
Casa Bianca: telefonata Biden-Xi "concordata insieme"
La portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha detto che la telefonata di domani tra il presidente Usa, Joe Biden, e quello cinese Xi Jinping è stata "concordata di comune accordo" durante l'incontro del consigliere per la sicurezza nazionale statunitense, Jake Sullivan, lunedì scorso con la sua controparte cinese, a Roma. Psaki ha aggiunto che la telefonata sarà "un'opportunità per valutare la posizione del presidente Xi Jinping".
Biden: "Putin è un dittatore omicida e un delinquente"
Vladimir Putin è un "dittatore omicida e un delinquente puro". Lo ha ribadito il presidente Usa Joe Biden, parlando a un evento a Capitol Hill in occasione della Festa di San Patrizio. Il presidente russo, ha detto Biden rincarando la dose, sta combattendo una "guerra immorale" contro il popolo ucraino.
Kiev: "Oggi evacuate 3.810 persone"
Oggi complessivamente sono state evacuate 3.810 persone: 2.000 da Mariupol che hanno raggiunto la città di Zaporizhzhia e 1.810 sono stati evacuati da Vorzel, Bucha, Hostomel, Scevchenkove, Borodyanka. Lo riferisce Kyryl Scevchenko, il vice del capo dell'ufficio presidente suo canale Telegram spiegando che nei centri abitati della regione di Kiev sono stati consegnati circa 40 tonnellate di alimentari e di medicine.
Sei persone uccise da bombe a grappolo in villaggio vicino Kharkiv
Almeno sei persone sono state uccise dalle bombe a grappolo lanciate in un villaggio a una cinquantina di chilometri a nord della città di Kharkiv, Kozacha Lopan. Lo ha riferito su Facebook il sindaco del vicino villaggio di Derguatchi, Vyatcheslav Zadorenko.
La giornalista russa arrestata per il cartello in tv: "Mio figlio dice che ho rovinato la famiglia"

"Mio figlio ha detto che ho rovinato le nostre vite. Se ho paura? Certo che ne ho, un'auto potrebbe anche investirmi mentre cammino, ma non voglio lasciare la Russia", così in un'intervista Marina Ovsyannikova, la giornalista russa accusata di cospirazione contro il governo di Putin.
Blinken: "D'accordo con Biden, Putin ha commesso crimini di guerra"
Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha affermato di essere d'accordo con le osservazioni di Joe Biden secondo cui il presidente russo Vladimir Putin è un "criminale di guerra" poiché le forze russe continuano ad attaccare le aree civili in Ucraina. "Ieri il presidente Biden ha affermato che, a suo avviso, in Ucraina sono stati commessi crimini di guerra. Personalmente sono d'accordo. Prendere di mira i civili è un crimine di guerra. Dopo la distruzione delle ultime tre settimane, trovo difficile concludere che i russi stiano facendo diversamente. Le conseguenze della guerra di Mosca si fanno sentire in tutto il mondo", ha detto, aggiungendo: "Non credo Putin voglia fermarsi. Siamo preoccupati che la Cina fornisca aiuti".
Zelensky ha insignito il sindaco di Melitopol con l'Ordine di III grado "Per il coraggio"

Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelenskyy ha insignito il sindaco di Melitopol Ivan Fedorov, che era stato sequestrato dalle forze russe, con l'Ordine di III grado "Per il coraggio".
Perché l’Ucraina sta usando i droni contro i russi secondo l'ex generale Landi
A Fanpage.it il generale ora in pensione Carlo Landi, già comandante del Reparto Sperimentale Volo dell’Aeronautica militare, ha spiegato perché l’Ucraina sta usando i droni contro i russi e quanto stanno aiutando a fermare l’invasione: "Non credo che la guerra possa essere decisa dai droni. Hanno una serie di missioni limitata: la superiorità aerea e le missioni di bombardamento le fanno ancora gli aerei da combattimento e i piloti. I droni aiutano sicuramente le truppe da terra ad avanzare ma sono comunque strumenti limitati e sono pochi. La tecnologia si evolverà e nei conflitti futuri avranno sicuramente un ruolo più decisivo".
Anche un cittadino americano ucciso durante i bombardamenti a Chernihiv
C'è anche un cittadino statunitense tra le persone morte oggi nella città di Chernihiv, nel nord dell'Ucraina, a causa dei bombardamenti russi, ha detto la polizia ucraina. La notizia è stata anche confermata dalle autorità Usa. "Per rispetto alla famiglia in questo momento difficile, non abbiamo ulteriori commenti", ha aggiunto un portavoce del Dipartimento di Stato.
Ministro della Difesa ucraino al Parlamento Ue: "I negoziati vanno male, serve la no fly zone"

L'esponente del governo Zelensky, Oleksii Reznikov, è intervenuto in collegamento con il Parlamento europeo, chiedendo all'Ue di inviare più armi ed imporre subito la no fly zone sull'Ucraina.
Draghi: "Sanzioni alla Russia hanno conseguenze anche su di noi"
"Putin non vuole la pace. Sanzioni hanno conseguenze anche su di noi". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi nel corso di una conferenza stampa al termine del Cdm. "È comprensibile la preoccupazione per quanto sta avvenendo in Ucraina: tutti cerchiamo la pace ma purtroppo il presidente russo Vladimir Putin non la vuole". E ancora: "Le sanzioni alla Russia hanno conseguenze anche su noi stessi: ma tanto siamo convinti che queste sanzioni siano appropriate e che possano essere rafforzate, tanto il governo è pronto per aiutare imprese e famiglie in questo momento difficile. Bisogna stare attenti: Zalensky chiede l'entrata delle forze Nato nello spazio areo ucraino e questo non è possibile perché significherebbe entrare in guerra, è uno dei punti chiave all'interno della Nato e su cui c'è unanimità o quasi a cominciare dagli Usa". Il premier ha anche annunciato che vedrà il presidente Usa "Biden al vertice Nato giovedì, poi andrò a Washington entro 2-3 mesi".
Infine, Draghi ha anche aggiunto che "se le cose continuassero a peggiorare dovremmo cominciare ad entrare in una logica di razionamenti" ma ha premesso che non siamo in questa situazione, ma che bisogna "prepararci a questa evenienza. Da qui a lanciare l'allarme" però "ce ne corre".
Macron: "Nelle prossime ore parlerò con Putin e Zelensky"
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha detto che parlerà di nuovo con Putin e Zelensky "nelle prossime ore". Macron, che oggi ha presentato il suo programma elettorale, ha anche fatto sapere di non escludere un viaggio a Kiev ma "al momento giusto" affinché la missione "sia utile a risolvere la crisi".
Autorità di Mariupol: "30mila persone sono fuggite, 80% delle case è distrutto"

Circa 30mila civili sono fuggiti dalla città ucraina assediata di Mariupol, hanno fatto sapere le autorità locali, aggiungendo che "l'80% degli alloggi residenziali è stato distrutto", riferisce AFP. Ma sono circa 350mila i residenti che si nascondono nei rifugi e negli scantinati della città presa di mira dai bombardamenti russi degli ultimi giorni, hanno spiegato sempre i funzionari, descrivendo la situazione come "critica".
Il Consiglio d'Europa sospende le relazioni con la Bielorussia
Il comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, presieduto dall'Italia, ha deciso di sospendere tutte le relazioni con la Bielorussia perché il Paese sta attivamente partecipando all'aggressione della Russia contro l'Ucraina. Minsk non potrà più partecipare ad alcuna riunione o attività dell'organizzazione, né continuare a partecipare ad organismi come la Commissione di Venezia. Il comitato ha invece deciso di rafforzare le relazioni con la società civile bielorussa e con l'opposizione in esilio.
Il ministro Franceschini: "Italia pronta a ricostruire il teatro di Mariupol"
"L'Italia pronta a ricostruire il Teatro di Mariupol. Approvata dal Consiglio dei ministri la mia proposta di offrire all'Ucraina mezzi e risorse per riedificarlo appena sarà possibile. I teatri di ogni paese appartengono a tutta l'umanità. #WorldHeritage". Lo annuncia su Twitter il ministro della Cultura, Dario Franceschini.

Colloquio tra Papa Francesco e il cancelliere Scholz: "Necessario cessare le ostilità"
Papa Francesco ha avuto ieri un colloquio telefonico con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Lo ha confermato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni. Durante il colloquio, ha detto Bruni, entrambi "hanno convenuto circa l'assoluta necessità di cessare le ostilità e di cercare una soluzione pacifica del conflitto".
C’è davvero il rischio di un incidente missilistico al confine Polonia-Ucraina?

Risponde Annalisa Girardi, vice capo di politica di Fanpage.it
Alcuni giorni fa un bombardamento russo a Leopoli ha causato decine di morti e feriti. L'esercito di Mosca ha anche attaccato la base militare di Yavoriv, dove è collocato il Centro internazionale per la pace e la sicurezza: si tratta della base militare dove l'anno scorso si erano svolte esercitazioni militari ucraine in coordinamento con la Nato. Sono luoghi a pochi chilometri dal confine con la Polonia: un missile russo, in altre parole, sarebbe potuto arrivarci senza sforzi. Ed è tornata la paura di un'escalation del conflitto che porti al diretto coinvolgimento della Nato. Si tratta di un rischio che è sempre alto, per quanto l'Alleanza Atlantica abbia sempre ribadito di non avere alcuna intenzione a entrare in guerra contro la Russia di Putin, pur confermando il suo sostegno all'Ucraina. Rischio che si sta cercando di evitare, ad esempio, negando l'istituzione di una No Fly Zone, come aveva invece richiesto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, o affermando di essere pronti ad accogliere Kiev all'interno dell'Alleanza. Evitare un allargamento del conflitto significa scongiurare una terza guerra mondiale. Chiaramente, però, la situazione è delicatissima: se infatti l'attacco russo arrivasse a Ovest fino in Polonia oppure a Sud, in Romania, entrambi due Paesi Nato, tutta l'Alleanza sarebbe costretta a rispondere, come stabilito dall'articolo 5 del Trattato.
La Russia sta davvero commettendo dei crimini di guerra in Ucraina? Cosa significa?

Risponde Chiara Ammendola, redattrice cronaca estera di Fanpage.it
La Corte penale internazionale all'Aia, il tribunale che si occupa di individuare gli eventuali crimini internazionali che violano i codici di condotta da tenere durante le operazione belliche, ha aperto un'inchiesta sui comportamenti assunti dalla Russia nella guerra in corso in Ucraina. A denunciare la violazione dei codici accusando il governo di Mosca di crimini di guerra è stata la stessa Ucraina secondo cui le truppe russe avrebbero utilizzato armi vietate e avrebbero inoltre colpito obiettivi civili. Nello specifico la Russia, dall'inizio della guerra lo scorso 24 febbraio, avrebbe non solo attaccato città come Mariupol mentre erano in corso le evacuazioni dei civili, avrebbe bombardato un asilo a Okhtyrka, nell’est dell’Ucraina, e avrebbe utilizzato le bombe a grappolo a Kharkiv e quelle termobariche in aree densamente popolate dai civili.
Il procuratore capo della Corte, Karim Asad Ahmad Khan, ha accolto la richiesta del governo di Kiev sottolineando che "ci sono a tutti gli effetti delle basi per credere che la Russia abbia commesso crimini di guerra dallo scoppio del conflitto. E di conseguenza tutti i presupposti per aprire un'indagine". L'inchiesta andrà avanti per accertare la veridicità delle accuse mosse dall'Ucraina e sottoporre eventualmente a processo i leader militari russi e lo stesso presidente russo Vladimir Putin che rischia una condanna all'ergastolo come già accaduto in passato a Slobodan Milosevic, ex presidente della Serbia accusato di crimini di guerra in Croazia, oppure a Radovan Karadzic, ex presidente della repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina.
C'è una distinzione importante da fare che riguarda i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità. Secondo il diritto internazionale, quindi l'insieme di norme che valgono per l'intera comunità internazionale, il crimine di guerra è un atto che viola le leggi del diritto bellico e chi lo compie viene identificato personalmente come criminale di guerra. Sono considerati crimini di guerra l'utilizzo di armi vietate, saccheggi e il maltrattamento o la tortura dei prigionieri. Un crimine contro l'umanità invece riguarda gli atti compiuti contro la popolazione civile come deportazioni, uccisioni di massa e torture. Entrambi sono definiti dallo Statuto della Corte Penale Internazionale.
Capo negoziatore ucraino: "Possibile un accordo entro 10 giorni"
"Potrebbero essere necessari da pochi giorni a una settimana e mezza per trovare un accordo sui punti controversi" nei negoziati tra le delegazioni russa e ucraina. Lo ha detto il capo negoziatore ucraino Mykhailo Podolyak in un'intervista ai media polacchi. "La firma di un accordo di pace porrà fine alla fase acuta del conflitto, ci permetterà di onorare tutti coloro che sono stati uccisi e iniziare la ricostruzione del Paese", ha aggiunto.
Come mai le sanzioni non stanno fermando Putin?

Risponde Ida Artiaco, redattrice cronaca estera di Fanpage.it.
Non sappiamo ancora se le sanzioni imposte dall'Occidente al presidente russo Vladimir Putin serviranno a fermarlo. Al momento, la sua offensiva in Ucraina continua ma sul lungo periodo ancora nessuno può prevedere come evolverà la situazione.
Certo è che il numero uno del Cremlino non ha nascosto di essere rimasto profondamente infastidito dalle sanzioni imposte, sia alle aziende russe e banche che ad una serie di oligarchi a lui vicini: "Io consiglierei di non esacerbare la situazione, non introdurre nessuna restrizione, noi continueremo a rispettare i nostri obblighi", aveva detto lo scorso 4 marzo. Ancora ieri, intervenendo sulla televisione russa durante la trasmissione di una riunione di governo, ha paragonato le sanzioni occidentali allo sterminio degli ebrei compiuto dai nazisti. "Cercando di cancellare la Russia l’Occidente ha gettato la sua maschera di civilizzazione e ha cominciato ad agire in modo bellicoso, dimostrando la sua vera natura: è una cosa comparabile ai pogrom che i nazisti perpetrarono contro gli ebrei negli anni ’30 del ‘900", ha dichiarato.
Come ha spiegato l'europarlamentare del Movimento Cinque Stelle Fabio Massimo Castaldo a Fanpage.it, "abbiamo fatto saltare una parte dei piani di Vladimir Putin che si basavano proprio su un'azione disgregata e disarticolata dell'Europa. Sperava di vedere un contraddittorio molto violento. Invece la risposta sanzionatoria è stata probabilmente la più dura di sempre". Al momento, l'Unione europea da sola ha varato quattro pacchetti di sanzioni, molte delle quali ancora non fanno sentire il loro effetto, ed è pronta ad aumentarli se l'offensiva russa in Ucraina dovesse continuare. È dunque una questione di tempo. La speranza è che possano costringere Putin a fermarsi prima che l'economia russa vada a rotoli.
Lo ha confermato a Fanpage.it l’economista Marcello Messori, secondo il quale la Russia non rischia un collasso nel breve periodo: "Ha sicuramente difficoltà di gestione dei circuiti finanziari, però non dobbiamo illuderci che le sanzioni adottate fino ad ora portino a un collasso a breve termine". Ma ciò potrebbe avvenire a partire dal 15 aprile. "Non credo che nell'immediato – ha aggiunto – la Russia rischi un collasso. Anche perché la Russia ha altri mercati di sbocco, a cominciare da una parte dell'Asia. Nel lungo periodo poi io credo che essere emarginati da gran parte dei sistemi economici avanzati avrebbe un costo davvero elevato. Ma nel lungo periodo possono intervenire molti fattori, soprattutto di tipo non economico, e non è facile fare una previsione".
A Mariupol distrutto il 90% degli edifici
Le autorità di Mariupol hanno affermato che il 90% degli edifici della città è stato distrutto dalle forze russe nei bombardamenti quotidiani della città. Ne dà notizia la Bbc.
Lo yacht dell’oligarca ex agente del KGB bloccato in Norvegia: “Nessuno vuole fornire carburante”
Lo yacht dell’oligarca russo ex agente del KGB Vladimir Strzhalkovsky è bloccato in Norvegia senza carburante per poter ripartire. L’imbarcazione, non interessata dalle sanzioni, da giorni non ha disponibilità di carburante per riaccendere i motori. “Nessuno vuole rifornirlo per solidarietà all’Ucraina”. L'articolo.
La storia di Olga, medico e mamma di 12 figli morta al fronte in Ucraina

La storia di Olga Semidyanova, medico e mamma di 12 figli, di cui 6 adottati: è morta a 48 anni al fronte in Ucraina tra le regioni di Donetsk e Zaporizhzhya dove combatteva contro i russi. L’appello della famiglia: “Ridateci almeno il suo corpo”.
Guerra Ucraina: 21 persone uccise a Merefa, nella regione di Kharkiv

A seguito dei bombardamenti della città di Merefa nella regione di Kharkiv, 21 persone sono state uccise e altre 25 sono rimaste ferite. Dei feriti, 10 sarebbero in gravi condizioni. Lo riferisce "Ukrainska Pravda" citando l'ufficio del procuratore regionale di Kharkiv. "Una scuola e un centro culturale sono stati distrutti. 21 persone sono rimaste uccise e 25 ferite, di
cui 10 in gravi condizioni ", viene spiegato.
Ucraina, Human Rights Watch: "Bombe a grappolo russe su Mykolaiv in tre date diverse"
I russi hanno lanciato bombe a grappolo sulla città di Mykolaiv in almeno tre diverse date. Lo denuncia Human Rights Watch (Hrw) secondo la quale gli attacchi sarebbero avvenuti il
7, l'11 e il 13 marzo. Analizzando i filmati circolati sui social e le testimonianze raccolte, Human Rights Watch ha detto che quelli condotti a Mykolaiv "potrebbero equivalere a crimini di
guerra". L'ong afferma che "le bombe a grappolo rappresentano una minaccia immediata per i civili durante il conflitto spargendo in modo casuale submunizioni o bombe su una vasta area. Continuano a rappresentare una minaccia dopo il conflitto lasciando resti, comprese le bombe che non esplodono nell'impatto e diventano di fatto mine antiuomo".
Zelensky visita feriti in ospedale: "Si proteggevano a vicenda con i loro corpi"
Il presidente ucraino Zelensky è tornato in ospedale per visitare i feriti dei bombardamenti russi. In un video diffuso su Facebook si vede Zelensky che si ferma a salutare e parlare con alcune persone costrette in ospedale. “Si proteggevano a vicenda con i loro corpi” si legge su Facebook.
Fonti: "Ancora non pagate le cedole dei bond russi: pagamento da 117 milioni era atteso ieri"
Alcuni degli obbligazionisti dei due eurobond russi che attendevano ieri il pagamento di due cedole per circa 117 milioni di dollari, al momento, non avrebbero ancora ricevuto l'accredito. Lo dice all'Ansa una fonte finanziaria, dopo che oggi Mosca aveva allontanato l'ipotesi di un default, affermando di aver adempiuto all'obbligo di pagamento a una banca corrispondente estera e che avrebbe dato notizia dell'accredito dei fondi agli investitori da parte di Citibank. Nei giorni scorsi la Russia aveva fatto temere il default affermando che avrebbe pagato gli investitori dei Paesi ‘ostili' in rubli. Mosca ha poi accettato di pagarli in dollari e derogato alle sue ‘contro-sanzioni' che impedivano il deflusso di capitali dal Paese. I fondi potrebbero essere temporaneamente bloccati in attesa del via libera delle autorità statunitensi.