Alberto Mario Soldatini, Vittorio Somenzi. Aliante, 1953. Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, inv. 4. ©Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Foto: L. Romano
in foto: Una delle macchine di Leonardo in mostra alle Scuderie del Quirinale. Alberto Mario Soldatini, Vittorio Somenzi. Aliante, 1953. Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, inv. 4. ©Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Foto: L. Romano

L’anno dedicato a Leonardo da Vinci è arrivato, e le numerose iniziative pensate per il cinquecentenario della morte del grande maestro sono ormai alle porte: la città di Roma è una delle prime ad inaugurare una delle mostre più attese della stagione, presso le Scuderie del Quirinale. Oltre 200 opere, dai disegni originali ai modelli storici delle macchine progettate da Leonardo, per l’esposizione “Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza”, aperta da oggi, mercoledì 13 marzo, fino al prossimo 30 giugno.

“Leonardo in città”: alle Scuderie del Quirinale

La mostra è organizzata in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” e la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, e rientra nel più ampio programma dell’iniziativa “Leonardo in città”, che coinvolgerà altre importanti istituzioni culturali e museali della Capitale, come la Biblioteca Angelica e il Teatro Argentina. Per l’occasione, grazie all’importante collaborazione con il museo e la biblioteca milanesi, arrivano per la prima volta a Roma alcune opere uniche, alcune delle quali tornano ad essere esposte al pubblico dopo il restauro: il percorso espositivo, curato da Claudio Giorgione, ripercorre l’opera ingegneristica di Leonardo alla luce del ricco scambio culturale che la sua figura favorì negli anni a cavallo fra XV e XVI secolo.

Le opere in mostra, fra scienza e tecnologia

Leonardo da Vinci, Argano a leva, 1478–1480. Codice Atlantico f 30v. Milano, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, ©Veneranda Biblioteca Ambrosiana
in foto: Leonardo da Vinci, Argano a leva, 1478–1480. Codice Atlantico f 30v. Milano, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, ©Veneranda Biblioteca Ambrosiana

Non si parlerà soltanto del periodo milanese del maestro, grazie ai prestiti provenienti dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, ma anche e soprattutto dei viaggi di Leonardo a Roma e della sua formazione fiorentina, dove dal 1469 da Vinci ebbe l’opportunità di lavorare nella bottega del Verrocchio, gettando le basi per la sua particolarissima concezione umanistica, artistica e scientifica. E proprio sulla scienza, e sull’innovazione che Leonardo rappresentò per il pensiero Rinascimentale, si concentra la mostra delle Scuderie del Quirinale.

Manoscritti, disegni e stampe originali provenienti dal Codice Atlantico conservato presso la Biblioteca Ambrosiana arricchiscono lo sguardo sul Leonardo scienziato, di cui peraltro il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia è la più emblematica rappresentazione: da qui giungono i modelli storici replicati sulla base dei disegni e delle progettazioni originali del maestro, come la vite aerea o le varie versioni di aliante realizzate nel 1953 da Alberto Mario Soldatini e Vittorio Somenzi. Oltre alle bellissime macchine, la mostra espone anche, per la prima volta dopo anni, i portelli originali della chiesa di San Marco del Naviglio di Milano: a conferma dello strettissimo legame che in Leonardo univa arte e scienza.

Moltissime sono le testimonianze provenienti da altri importanti musei d’Italia e d’Europa: giunge dalla Biblioteca Laurenziana l’unico volume in nostro possesso che sappiamo appartenuto con certezza alla biblioteca personale del maestro, ovvero un trattato di Francesco di Giorgio, mentre da Ginevra arriva il preziosissimo manoscritto del De Divina Proportione di Luca Pacioli, illustrato proprio da Leonardo da Vinci. A completare il percorso anche l’eccezionale collaborazione di Thomas Cian, l’artista che ha realizzato il volto di Leonardo per la campagna pubblicitaria della mostra, insieme ad uno speciale contributo dello scrittore Marco Malvaldi.