Il comune di Verona ha deciso di comprare e distribuire, in tutte le scuole superiori e le biblioteche, un fumetto sulla storia di Sergio Ramelli, militante neofascista ucciso nel '75. Il nome dietro questa iniziativa sarebbe quello di Andrea Bacciga, l'uomo definito vicino ai movimenti dell'ultradestra veronese. Lo stesso che la scorsa estate ha rivolto il saluto romano a un gruppo di femministe nella sala consiliare e che ha partecipato alle celebrazioni per la morte di Ramelli, deponendo una corona di fiori a forma di croce celtica nella via intitolata a lui a Verona. L'opposizione ha protestato duramente contro la decisione di distribuire il fumetto. Fanpage.it ha contattato Federico Benini, esponente locale del Partito Democratico, che ha commentato: "Questa amministrazione comunale si occupa solo di questi temi, come se fossero gli unici problemi di Verona. Il punto – ha continuato Benini – è che qui non si vuole educare le nuove generazioni per condannare un gesto di violenza, qui si vuole mettere sullo stesso livello i fascisti e gli antifascisti, dicendo che anche gli antifascisti hanno fatto dei danni".

Questa iniziativa, secondo l'esponente del Partito Democratico, è perfettamente in linea con le altre proposte di Bacciga, come "presentare una mozione in consiglio comunale per chiedere che non venga più festeggiato il 25 aprile a Verona, che non si spenda più un euro per la festa della Liberazione – ha continuato Benini – siamo sempre all’interno di questa propaganda del comune, che vuole riabilitare i fascisti che questa amministrazione esalta senza vergogna". Ogni anno a Verona si svolge una commemorazione nella via intitolata a Ramelli, ma "nonostante sia un episodio infelice delle pagine di storia di Verona – ha sottolineato Benini – non è che ora debba diventare un martire per equiparare fascisti e antifascisti. L'amministrazione comunale strumentalizza la figura di Ramelli per scopi personali".

Ma la cosa più grave, secondo l'esponente del Pd, è che "questa amministrazione non produce azioni amministrative, ma fa solamente ordini del giorno e mozioni di questo stampo propagandista". Ad esempio, ha continuato Benini, "oggi pomeriggio c’è il consiglio comunale alle 19 e si deve votare un ordine del giorno di Bacciga per chiedere di non chiamare più i genitori ‘a e b' ma padre e madre, ma questa non è una cosa sulla quale il comune di Verona ha competenza". Nel frattempo, ha concluso Benini, "i veronesi sono tutti stanchi di vedere queste azioni di propaganda mentre la città invece è ferma".