Un successo che non intende arrestarsi. Stiamo parlando del mercato degli audiolibri che in Italia, negli ultimi anni, è cresciuto più del triplo. I motivi alla base di questo successo sono tanti, innanzitutto il fatto che fino a poco tempo fa era un mercato completamente vergine, mentre negli Stati Uniti e in Inghilterra comprare libri e ascoltarli letti dalla voce di qualche attore, famoso o meno, è una pratica molto diffusa da almeno trent'anni.

In generale, come conferma l'ultimo rapporto Nielsen, il mercato del libro nel nostro Paese nel suo complesso conferma la sua uscita dagli anni terribili della crisi. In Italia anche i dati dei primi dieci mesi dei canali trade confermano questa tendenza (e senza Amazon, ebook, e audiolibri): +1,5% contro il +0,3% nel corrispettivo periodo dell’anno scorso. Ma, per tornare agli audiolibri, qual è la situazione?

Uno degli editori più attivi sul mercato degli audiobook è Emons, che quest'anno compie dieci anni e festeggia il successo dei suoi audiolibri, con un catalogo di oltre 250 titoli.  Secondo i vertici della casa editrice, il fatturato nel mercato digitale fino a poco fa era del 15%, mentre negli ultimi due anni è diventato del 40%, il che è giustamente considerata "una svolta epocale", considerato l'aumento anche nelle librerie. Ma c'è di più. Col tempo editori e operatori del settore stanno comprendendo che l'ascolto non toglie nulla al libro cartaceo, il che rappresenta un'ottima base di partenza per programmare con serenità il futuro, non essendo stato dimostrato nessun contrasto tra le due tipologie di lettura.

La percezione, quindi, è che un mercato per l’audiolibro in Italia cominci a esistere, per quanto piccolo sia vale intorno al 2% del mercato totale). La situazione è molto lontana da quella della Germania, dove vale circa il 4 per cento e ha un fatturato di 150 milioni di euro e degli Stati Uniti, dove gli audiolibri rappresentano il 7 per cento del mercato e dal 2009 al 2014 sono cresciuti a una media del 12,7 per cento annuo.