Dopo giorni di ansia, attesa e paura, sono ore decisive per il piccolo Julen, il bambino di due anni caduto in un profondo e stretti pozzo ormai due settimane fa a Totalán, nei pressi di Málaga, in Spagna. Dopo lo scavo del tunnel parallelo, infatti, da giovedì pomeriggio  i minatori esperti di salvataggio che attendevano da giorni sul posto hanno avviato finalmente i lavori per scavare l'ultimo tratto in orizzontale che porterà alla zona dove si pensa sia il piccolo. Si tratta di uno scavo ancora più complesso perché per gli ultimi metri si deve avanzare per forza di cose con strumentazione a  mano. Il duro compito è affidato a una squadra di otto uomini che si alterneranno due alla volta calandosi nel profondo pozzo con una capsula come quella usata nel 2010 per il salvataggio dei minatori cileni e che farà da ascensore.

Le stime parlano di almeno 24 ore per unire la cavità parallela al pozzo in cui si trova Julen ma purtroppo potrebbero esserci dei ritardi a causa della durezza del terreno e dei materiali trovati lungo il percorso e che hanno già rallentato lo scavo del tunnel parallelo. La prima coppia è scesa nel tunnel alle 17.30 di giovedì e si è subito imbattuta nel terreno duro. "Il terreno non aiuta molto" hanno ammesso infatti i membri della squadra di soccorso che dopo sforzi vani hanno dovuto ricorrere anche a micro cariche esplosive per avere ragione della dura roccia e lo faranno ancora nel caso dovessero incontrare ulteriori difficoltà nel loro percorso.

Una situazione complessa che ha reso necessario anche l'intervento degli esperti genieri della Guardia Civil e dei vigili del fuoco. Secondo le prime notizie, i minatori sono riusciti a scavare fino a questa mattina un tunnel di circa un metro e mezzo dei circa quattro necessari a raggiungere Yulen, senza fermarsi un attimo. La squadra di soccorso infatti dopo aver scavato deve allargare il diametro del buco e puntellare la cavità per evitare crolli. "Il nostro motto è che nessun minatore rimane in miniera e per noi ora questa è una miniera" hanno spiegato i soccorritori.

Intanto all'esterno l'ansia cresce col passare delle ore. La famiglia del piccolo Yulen è stata in attesa fino a notte fonda partecipando a una veglia di preghiera poco lontano dall'ingresso del tunnel. I genitori del minore, José Roselló e Victoria García, dal momento dell'incidete il 13 gennaio scorso non hanno mai lasciato l'area, assistiti dalla popolazione locale. La speranza è che possa esserci un miracolo e che il bimbo sia ancora vivo. All'esterno attende da giorni anche una ambulanza con apparati di rianimazione e poco lontano è stato allestito anche uno spazio per far atterrare l'eliambulanza quando sarà necessario.