Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

L’omicidio di Garlasco diventa la pubblicità di un bar: “Alberto è venuto a trovarci”

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La Casa della Brioche è un locale di Garlasco specializzato, chiaramente, in brioche. Negli ultimi mesi ha iniziato a usare sui social un marketing sempre più aggressivo legato all’omicidio di Garlasco. Tutto sui social può diventare un meme, da adesso anche uno strumento di marketing. Abbiamo ricostruito tutti i passaggi di questa campagna.

Sui social i primi secondi di un video sono fondamentali. È l’occasione, l’istante messo a disposizione dall’algoritmo per consentire a chi è dall’altra parte dello schermo di guardarlo. Chiunque ha visto una tab di analisi dei social lo sa bene: la maggior parte degli utenti scrolla nei primi secondi, quelli che riescono ad arrivare alla fine sono pochissimi. In gergo tecnico è il gancio, l’hook se volete fare gli anglofoni. Non ci sono limiti. Nemmeno i casi di omicidio. La Casa Della Brioche è un locale di Garlasco. L’attenzione ai trend social si vede già dai prodotti che vengono venduti: brioche colorate con guarnizioni ottime da fotografare a favore dei social e ovviamente frutta realistica. L’account TikTok è attivo dal 2022 ma è negli ultimi mesi che nei video è stato introdotto un pattern molto chiaro, uno schema che ha permesso di arrivare a 18.000 follower e circa un milione di like. Alla base di tutto c’è l’omicidio di Chiara Poggi. I video sono curati, pieni di suoni e scritte in perfetto stile food vlog. Ormai è un’estetica molto definita nel settore. I ganci, molto spesso, partono proprio dal caso di Garlasco.

Vediamo qualche esempio. “Ma che Cappa di caldo fa a Garlasco? Rinfrescati con la nostra frutta realistica”, ovviamente il riferimento è alle sorelle Cappa. “Anche tu stai studiando per gli esami? È l’ora di concedersi una pausa”, uno dei nodi del processo di Garlasco riguardava gli orari in cui Alberto Stasi stava lavorando al pc per la sua tesi di laurea. “Oggi abbiamo nuovi sviluppi da Garlasco. La novità è questa: la brioche gigante”, abbastanza chiaro. “È agosto, siamo a Garlasco e come vedete non c’è un’anima. Ma una cosa è certa: la Casa della Brioche è aperta fino al 15 agosto”, l’omicidio di Chiara Poggi è avvenuto il 13 agosto. “Qui a Garlasco abbiamo un caso ancora aperto, nessuno riesce a decidere qual è la brioche più buona”, anche qui non c’è molto da aggiungere.

Non è un gioco in solitaria. Se dall’account vengono pubblicati ganci e riferimenti, gli utenti che commentano nei video cercano di rincorrere il meme. “Siete da prendere da e-sempio, ogni volta che vedo le vostre brioche vado in e-stasi, ma p-oggi siete aperti”. Oppure: “Oggi è il 13 agosto e ho pensato a voi e alla buon anima di Chiara Poggi”, “C’è un parcheggio per stare un po’ da solo a parlare in auto?”, “Aspetto il mio avvocato che torna dalle ferie e vengo ad assaggiare le vostre delizie”. Negli ultimi video poi i riferimenti sono ancora più espliciti: “Alberto è venuto a trovarci, e non è l’unico anche Paola, Rosa, Omar..”. In uno degli ultimi contenuti c’è direttamente una foto del ragazzo che presta il suo volto alla Casa della Brioche insieme a Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio.

Tutto diventa un meme

Che sui social tutto possa diventare un meme non è esattamente una novità dell’internet. Lo abbiamo già visto con Garlasco ma anche con altri casi di cronaca italiani, dall’omicidio di Yara Gambirasio, con il meme FreeBossetti o quello di Giulia Cecchettin con tutti gli edit su Filippo Turetta. Che dai meme si passi a una strategia di marketing studiata con ganci, editing e collegamenti continui agli sviluppi forse è una tendenza che ancora non avevamo visto con queste proporzioni.

@lacasadellabrioche

Ci state venendo a trovare proprio tutti! 📍 Via Don Gennaro, 15 🕰️ Lun-Dom: 06:00-19:00 #italia #pavia #garlasco #dolci brioche.

♬ audio originale – Lacasadellabrioche 🥐

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