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Intelligenza artificiale (IA)

IBM decide che un’intelligenza artificiale è meglio di 7.800 dipendenti: bloccate le assunzioni

Il Ceo di IBM Arvind Krishna ha spiegato che nei prossimi cinque anni il 30% delle posizioni di back-office verranno sostituite dall’intelligenza artificiale. Lo sviluppo di software sempre più elaborati sta coinvolgendo diverse professioni ma ci sono anche dei mestieri che non verranno toccati.
A cura di Valerio Berra
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Forse non è stato il miglior annuncio da dare nel giorno in cui in buona parte del mondo si celebra la Festa dei Lavoratori. Lo scorso 1° maggio, in un'intervista al quotidiano Bloomberg, il Ceo di IBM ha spiegato come la sua azienda sta ridisegnando il piano per le assunzioni previsto per il futuro. Arvind Krishna ha deciso che circa il 30% dei ruoli di back-office potrebbe essere sostituito dall’intelligenza artificiale entro i prossimi cinque anni. Nello specifico si parla di 7.800 dipendenti. Non è solo un annuncio catastrofico, l’azienda ha già deciso come muoversi: da questo momento le assunzioni verranno ridotte.

L’obiettivo quindi non è licenziare dipendenti ma semplicemente non sostituire quelli che smetteranno di lavorare per l’azienda. Secondo Krishna questo ruolo riguarderà soprattutto i dipendenti che non lavorano a contatto con gli esseri umani. Complessivamente il numero di persone che lavorano in azienda dovrebbe rimanere lo stesso, visto che ha aumentato il numero di assunzioni in altre aree. Secondo i dati dicembre 2022 il numero di lavoratori in IBM arriva a 288.300.

I lavori più a rischio con l’intelligenza artificiale

In qualche modo l’intelligenza artificiale esiste da anni nelle nostre tecnologie ma è solo negli ultimi mesi che anche il grande pubblico ha cominciato a scoprire di cosa possono essere capaci questi software. Il primo a svelare le potenzialità di questo mercato è stato ChatGPT, l’intelligenza artificiale sviluppata da OpenAi. Anche i software dedicati alle immagini hanno fatto il loro lavoro per stupire l’opinione pubblica, a partire da Midjourney che che ha cominciato a creare immagine finte facilmente scambiabili per vere.

Anche gli studi sui lavori a rischio con l’arrivo dell’intelligenza artificiale sono sempre più precisi. Nello specifico nello studio “GPTs are GPTs: An Early Look at the Labour Market Impact Potential of Large Language Models” pubblicato dall’Università della Pennsylvania viene stilato un elenco delle professioni che sono a rischio di sostituzione con l’arrivo sul mercato di ChatGPT. Alcune sono prevedibili, come ragionieri e revisori dei conti. Altre meno intuitive come matematici e data scientist. Sono al sicuro tutte le professioni in cui la manualità ha ancora un ruolo, come muratori, meccanici o cuochi.

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