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Intelligenza artificiale (IA)

Tutti i lavori che non verranno rubati dall’intelligenza artificiale, a partire dagli idraulici

Secondo uno studio dell’Università della Pennsylvania sono poche le professioni che GPT non mette a rischio. Tra le più esposte ci sono quelle ad alto reddito.
A cura di Elisabetta Rosso
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Non ce ne accorgiamo ancora ma il mondo del lavoro sta per cambiare. Il Brave New World dell’intelligenza artificiale generativa è arrivato, e i primi indizi si possono leggere in uno studio pubblicato dai ricercatori dell’Università della Pennsylvania che hanno analizzato l’impatto delle tecnologie GPT (Generative Pre-trained Transformer) sul mercato del lavoro. I dati parlano chiaro, nel documento si legge che l’intelligenza artificiale generativa impatterà l‘80% della forza lavoro, mentre il 20% potrebbe subire un un cambiamento radicale. Cambieranno tempi, modi, stipendi, offerta di lavoro.

Alcune professioni sono davvero a rischio. "Lo studio ha rilevato che i posti di lavoro ad alto reddito potrebbero affrontare una maggiore esposizione da parte dei chatbot”, più al sicuro le professioni creative, resistono invece benissimo i lavori manuali che non verranno travolti dalla rivoluzione dell’IA. È chiaro la tecnologia non sostituirà gli umani ma il fenomeno potrebbe trascinare verso derive pericolose. Le aziende da sempre cercano soluzioni per ridurre i costi del lavoro. E GPT potrebbe offrire una soluzione sul piatto d’argento.

Quali professioni sono più a rischio?

Secondo lo studio, intitolato "GPTs are GPTs: An Early Look at the Labour Market Impact Potential of Large Language Models" in prima linea ci sono designer, ingegneri ed esperti di blockchain, per loro ChatGPT è una chimera che potrebbe condizionare tra il 94 e il 100% delle mansioni che svolgono quotidianamente. A seguire analisti finanziari, sondaggisti, matematici, autori di testi. Anche i giornalisti soprattutto chi si occupa di cronaca e autori di saggi. L’IA generativa infatti può essere un valido sostituto per la ricerca bibliografica e delle fonti. Una fine simile per i data scientist e gli assistenti amministrativi e legali. Negli Usa ChatGPT è già entrato in un’aula di tribunale e anche in Italia è riuscito a costruire un’arringa difensiva per un illecito civile.

"Se sei attualmente in una di queste occupazioni, dovresti pensare in modo proattivo ai modi in cui puoi utilizzare tecnologie come ChatGPT nel tuo lavoro", ha spiegato Robert Seamans, professore alla Leonard N. Stern School of Business della New York University a Fortune.

I lavori che GPT non può fare

I lavori creativi sono invece tutelati, a salvare è il senso critico. Quindi traduttori, poeti e compositori musicali, secondo lo studio, sono al momento meno esposti. In realtà esistono già per esempio software in grado di produrre brani musicali, per esempio Aiva, ma l'intelligenza artificiale non soppianterà gli artisti. Al massimo potrebbe diventare il nuovo colletto blu del mercato musicale. Creare jingle, sigle, brani “funzionali”, per evitare il continuo ricorso alla musica stock o library nelle sonorizzazioni audiovisive.

In realtà però sono davvero al sicuro solo i lavori manuali, quelli rimasti immutati spesso per secoli: agricoltori, autisti, meccanici, tecnici, elettricisti, idraulici, tuttofare, macellai, chef. Nello studio vengono anche citati i tagliapietre, ecco l’intelligenza artificiale non ha potere in questi ambiti al momento, proprio perché, non essendo così esposti all'innovazione tecnologica, risentono meno l’intrusione del grande progresso che avanza.

I rischi dietro la rivoluzione dell'intelligenza artificiale

L’altro grande aspetto che rivoluzionerà l’IA generativa è il tempo di lavoro. I ricercatori hanno stimato che per alcune professioni ridurrà del 50%, andando quindi a modificare anche l’organizzazione della forza lavoro. Una prima stortura del fenomeno si può osservare nel caso CNET, la testata infatti ha licenziato i suoi giornalisti e ha cominciato a pubblicare articoli scritti dall’intelligenza artificiale. Secondo The Verge , il caporedattore Connie Guglielmo è diventato il vicepresidente senior della strategia dei contenuti AI dell'azienda.

Un rapporto del Consiglio per il commercio e la tecnologia USA-UE pubblicato dalla Casa Bianca a dicembre 2022 ha spiegato che l'IA potrebbe potenzialmente "esporre ampie nuove fasce della forza lavoro a potenziali interruzioni". La grande differenza rispetto alle innovazioni tecnologiche del passato, che hanno coinvolto principalmente mansioni automatizzate, è “l’impatto che l’IA avrà sulle attività non di routine

Sempre nella Carta si legge che “gli Stati Uniti hanno annunciato un'iniziativa per creare una "Carta dei diritti" per l'IA che copra molte aree, come "la protezione dei consumatori e l'equità d’opportunità di lavoro, istruzione, alloggio e finanza e assistenza sanitaria”. Al momento però non è chiaro quali possono essere le iniziative reali per proteggere i lavoratori. Non solo, un sondaggio IBM e Morning Consult del 2022 ha mostrato che il 66% delle aziende in tutto il mondo stava investendo nell’intelligenza artificiale, prima ancora dell'esordio di ChatGPT. Il sondaggio ha anche spiegato che le ricerche da parte delle aziende sono state fatte per ridurre i costi e "automatizzare i processi chiave".

 La lista delle professioni al sicuro da GPT

  • Operatori agricoli
  • Atleti e concorrenti sportivi
  • Meccanici
  • Muratori
  • Cuochi
  • Baristi
  • Elettricisti
  • Carpentieri
  • Idraulici
  • Macellai

La lista delle professioni più a rischio

  • Matematici
  • Analisti finanziari
  • Scrittori e Autori
  • Designer
  • Data scientist
  • Assistenti legali
  • Ragionieri
  • Revisore dei conti
  • Giornalisti
  • Assistenti amministrativi
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