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Intelligenza artificiale (IA)

Questa primavera mi vesto solo come vuole l’intelligenza artificiale: l’armocromia di ChatGPT

Ho trovato sui social un prompt per chiedere all’intelligenza artificiale quali vestiti mettermi. È come una consulenza di armocromia, fatta però da ChatGPT. Ora so cosa mettere per tutta la prossima stagione.
A cura di Daniele Polidoro
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Durante il solito scrolling quotidiano degli ultimi giorni, mi è capitato di vedere dei post sui social che hanno catturato la mia attenzione: il mio occhio pigro, tipico di chi sta per scivolare dolcemente nella pennichella pomeridiana, è stato risvegliato da rettangolini colorati e posizionati in una palette in gradiente. Batto le ciglia e, quasi inconsapevolmente, passo dallo stravaccamento del post caffè alla posizione del pro gamer, con lo smartphone al posto del joypad.

Leggo il copy e scopro che quella griglia di quadratini colorati con la faccia di una totale sconosciuta, sono stati realizzati con un prompt sparato su ChatGPT Immagini 2.0: il modello che migliora la gestione del testo dentro le immagini, i font e soprattutto il ragionamento visivo. Quello che stavo vedendo, infatti, non era semplicemente un post ben ordinato o una serigrafia in stile Andy Warhol, ma una seduta di consulenza di immagine a tutti gli effetti. Se c’è sempre stata la certezza che l’IA potesse togliere il lavoro a noi giornalisti, adesso anche Enzo Miccio e Carla Gozzi devono iniziare a tremare.

Come realizzare la propria consulenza di armocromia su ChatGPT

Sotto il post che ho visto, c’era questo prompt: “Crea un grafico di analisi del colore personale utilizzando questo ritratto. Mostra un confronto dei colori degli abiti per evidenziare quali colori si addicono meglio al soggetto. Crea un grafico di analisi dell'acconciatura utilizzando questo ritratto. Mostra un confronto affiancando delle acconciature per evidenziare quali si addicono meglio al soggetto”. Ho eliminato la parte sul make up, ma vedendo i risultati forse me ne sono pentito. Dopo il classico copia-incolla senza leggere una riga del prompt ho caricato nello stesso messaggio anche una foto. Nonostante nella mia vita abbia pronunciato la parola “armocromia” molto meno spesso di termini come “precipitevolissimevolmente”, non so per quale motivo, sentivo di non poter rinunciare al mio schemino.

Nel giro di pochi secondi avevo una palette coerente con il mio incarnato. Accanto, una guida completa anche sui tagli di capelli e barba. Quello che è uscito somigliava a una scheda da consulenza d’immagine sintetica. Non una simulazione fantasy, ma un layout credibile, ordinato, pensato per prendere decisioni pratiche. Il grafio mostrava il mio volto con acconciature e abiti dai colori diversi, classificandoli tra quelli che mi stanno meglio, quelli accettabili e quelli da evitare. Non che mi abbia convinto più di tanto, data la mia scarsa autostima, ma il fatto di diventare una sorta di Barbie a cui cambiare vestiti e capelli mi ha incollato allo schermo. Forse dovrei parlarne con la mia psicologa.

CHATGPT | Il risultato del prompt scritto su ChatGPT
CHATGPT | Il risultato del prompt scritto su ChatGPT

Una guida organizzata nei minimi dettagli

Non è solo una questione di generare delle immagini, ma di vederle sotto i propri occhi organizzate in questa maniera. Il nuovo modello riesce a mettere il testo nei posti giusti, mantenere la coerenza tra le varianti del volto, costruire confronti visivi leggibili. Una volta capito il meccanismo ho provato a spingermi oltre. Ho chiesto una guida sugli outfit, dal tempo libero al lavoro informale, sempre partendo dalla mia foto. Poi ho ristretto il campo alla stagione primaverile. ChatGPT ha costruito una sequenza di combinazioni plausibili: felpa leggera e chino per il weekend, overshirt e jeans chiari per uscire, maglione sottile e sneakers pulite per il quotidiano, camicia e giacca leggera per l’ufficio. Tutto coerente tra palette, tessuti e contesti. A pensarci potrei prepararmi i vestiti già la sera prima, seguendo lo schemino: evitando lunghe mezz’ore a guardare l’armadio come quando contempli il frigorifero vuoto quando cerchi una birra.

Negli ultimi giorni queste piccole schede personalizzate stanno comparendo sempre più spesso online. Su Reddit circolano thread dedicati solo all’armocromia generata con ChatGPT. Su TikTok c’è chi si fa analizzare il viso per scegliere la montatura degli occhiali o la lunghezza della barba. Su X si vedono collage comparativi tra palette stagionali costruiti con lo stesso schema grafico. Il formato è sempre quello: una foto, un prompt fatto bene e la guida per migliorare l’aspetto fisico è fatto. E nonostante in giro si dica che la versione 2.0 di Images faccia ancora molti errori, mi sembra che per questo set sia abbastanza accurata.

È una trasformazione silenziosa ma evidente. ChatGPT non viene più usato solo per scrivere o rispondere a domande. Sempre più spesso diventa uno strumento per costruire materiali visivi su misura, piccoli strumenti decisionali personali. Palette cromatiche, simulazioni di tagli di capelli, guide stagionali per vestirsi meglio. Tutte cose che fino a poco tempo fa richiedevano tempo, ricerca e spesso anche qualcuno che lo facesse di mestiere. Io avevo iniziato per curiosità. Alla fine mi sono ritrovato con una guida completa su cosa indossare questa primavera. Probabilmente non sarà l’IA a farci fuori, ma la nostra pigrizia.

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