Tutti gli astronauti di Artemis 2 che hanno volato attorno alla Luna si sono ritirati, uno dopo l’altro
Tutti e quattro gli astronauti della storica missione Artemis 2 della NASA, che ha riportato l'essere umano in orbita attorno alla Luna e ha raggiunto la massima distanza dalla Terra per una missione spaziale umana, hanno appeso la tuta e il casco al chiodo. In sostanza, si sono ritirati dalle missioni attive per andare a ricoprire ruoli dirigenziali o di altro genere; pertanto, a meno di ripensamenti e di un cambio di status da parte dell'agenzia aerospaziale statunitense, non voleranno mai più “fra le stelle”. La notizia dell'abbandono all'operatività sta suscitando un certo clamore sui social network, alimentando anche assurde teorie del complotto.
L'ultima ad annunciare il ritiro è stata Christina Koch, che andrà a ricoprire il ruolo di vice capo ingegnere ad interim della NASA a partire da domenica primo novembre; prenderà il posto della dottoressa Katherine Van Hooser, che andrà in pensione «dopo 35 anni di onorato servizio». «Christina ha visto l'ingegneria della NASA da entrambi i lati: sviluppando sistemi complessi sulla Terra e affidando loro la sua vita nello spazio», ha affermato in un comunicato stampa l'amministratore della NASA Jared Isaacman. «Dopo aver trascorso quasi un anno vivendo e lavorando a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e aver contribuito a guidare gli Stati Uniti nel ritorno intorno alla Luna con la missione Artemis II quest'anno, porta con sé una straordinaria combinazione di competenze tecniche, esperienza operativa e capacità di giudizio per questo ruolo», ha aggiunto Isaacman.
Prima della dottoressa Koch avevano lasciato il prestigioso ruolo di astronauti attivi anche Reid Wiseman, Victor Glover e Jeremy Hansen; ciò significa che ha abbandonato il servizio attivo l'intero equipaggio di Artemis 2, partito alle 00:36 di giovedì 2 aprile 2026 alla volta della Luna dal Kennedy Space Center in Florida e rientrato sulla Terra dieci giorni dopo. Wiseman, comandante di Artemis 2, ha iniziato a ricoprire il ruolo di consulente e addestratore in vista delle future missioni spaziali, compresa Artemis 3, che avrà per protagonista anche l'astronauta italiano dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e colonnello dell'Aeronautica Militare Luca Parmitano. Glover, oltre al ruolo di consulente e tutor, andrà a lavorare presso la California Polytechnic State University (Cal Poly) di San Luis Obispo. Si riteneva che Glover sarebbe stato la prima persona nera a calpestare la regolite lunare, assieme alla prima donna; tuttavia, la NASA dovrà fare affidamento su un altro astronauta per Artemis 4 (quella dell'allunaggio) e le missioni future. Hansen, l'unico non appartenente alla NASA ma all'Agenzia spaziale canadese (CSA), ha espresso la volontà di entrare nella riserva dell'Aeronautica Reale Canadese, ma resterà nell'ambito dello spazio facendo da testimonial per le future missioni.
Il fatto che tutti e quattro gli astronauti abbiano deciso di abbandonare la carriera di astronauti attivi dopo una missione così importante, ma che ha solo fatto “assaggiare” la Luna, sta suscitando emozioni contrastanti tra gli appassionati di esplorazione spaziale. Perché astronauti così esperti dovrebbero rinunciare del tutto quando si prospetta una base di ricerca permanente sul suolo lunare e ci si prepara alla conquista di Marte? Dopo aver visto la Luna così da vicino, si chiedono in molti, sembra assurdo abbandonare il sogno di poter toccare con mano la regolite lunare e, chissà, magari quella marziana. Il discorso dell'età che fanno alcuni, tenendo presente che hanno tutti circa 50 anni, non sembra reggere, considerando anche quanto affermato a Fanpage.it da Luca Parmitano, che per il suo futuro, dopo Artemis 3, non si preclude nulla qualora ce ne fosse l'opportunità, né l'approdo sulla Luna né il Pianeta Rosso.
Tra le ragioni avanzate da alcuni vi è l'esposizione alle radiazioni, che è sicuramente importante a ridosso della Luna, ma che non sembra essere sufficiente a esaurire il monte previsto dalla soglia di sicurezza dei voli spaziali. Si ritiene invece che un solo viaggio verso Marte possa farlo, tanto che alcuni studi indicano anche un rischio significativo di dialisi e cancro all'intestino per gli astronauti al rientro sulla Terra. In quest'ottica, conquistare il Pianeta Rosso o restare stabilmente sulla Luna potrebbe sembrare solo un miraggio, se si considera che persone così preparate ed esperte decidano di rinunciare alle missioni spaziali attive dopo aver sorvolato la Luna. Non a caso, come abbiamo indicato, i social network si sono riempiti di assurde teorie del complotto, ma la realtà dei fatti sembra molto più semplice da spiegare.
Basti sapere che, dei ventiquattro astronauti delle missioni Apollo approdati sulla Luna, solo cinque sono tornati in orbita dopo la chiusura dello storico programma. Tre hanno eseguito una sola ulteriore missione nell'orbita bassa terrestre (LEO), mentre due ne hanno effettuate altre due sullo Space Shuttle. Non c'è da stupirsi che astronauti giunti al culmine della loro carriera e che abbiano raggiunto un traguardo così importante decidano di lasciare l'attività. I sacrifici necessari, la distanza dalla famiglia, i rischi intrinseci, lo stress e, chissà, forse anche un po' di timore dopo l'esperienza vissuta possono essere tutte spiegazioni valide per decidere di aprire un nuovo capitolo della propria vita.