Chi è Luca Parmitano, l’astronauta italiano in Artemis III della NASA: le missioni sulla ISS e l’incidente del casco

Luca Parmitano sarà il pilota di Artemis III, la missione con cui la NASA testerà in orbita terrestre tecnologie e procedure destinate alle future esplorazioni lunari. Con l’annuncio dell’equipaggio, l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è diventato il primo italiano a ottenere un ruolo operativo in una missione del programma Artemis e il primo europeo a essere chiamato a gestire, insieme al comandante Randy Bresnik, le complesse operazioni di volo della navicella Orion.
Durante la presentazione dell’equipaggio, Parmitano ha ricordato il percorso che lo ha portato fino a questo traguardo, definendo l’Italia la sua “piattaforma di lancio”: dal sistema educativo all’Aeronautica Militare, che gli ha fornito gli strumenti professionali, fino all’Agenzia Spaziale Italiana, che gli ha affidato il suo primo volo di lunga durata. L’astronauta ha poi ringraziato l’Agenzia Spaziale Europea per la formazione, il supporto e le opportunità ricevute dal suo ingresso nell’ESA, e la NASA per la leadership nel programma che punta a riportare l’umanità sulla Luna.
Chi è Luca Parmitano
Luca Parmitano è uno degli astronauti più esperti dell'Agenzia Spaziale Europea. Nato a Paternò, in Sicilia, il 27 settembre 1976, è stato selezionato dall'ESA nel maggio 2009 e nel corso della sua attività ha partecipato a due missioni di lunga durata verso la Stazione Spaziale Internazionale, trascorrendo complessivamente 366 giorni nello spazio.

Prima di entrare nel Corpo degli astronauti europei, si è formato all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, laureandosi in Scienze Politiche all’Università Federico II di Napoli. Nel 2007 è stato selezionato dall’Aeronautica Militare Italiana per diventare pilota collaudatore e ha accumulato oltre 2.000 ore di volo su circa 40 diversi tipi di aeromobili, venendo promosso al grado di Colonnello dell’Aeeronatica Militare nel 2019.
Nel corso della sua attività come astronauta ha trascorso 366 giorni nello spazio, partecipando a due missioni di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale, Volare e Beyond. Nel 2013 è diventato il primo italiano a effettuare una passeggiata spaziale, mentre nel 2019 è entrato nella storia come primo astronauta italiano a comandare la ISS durante l’Expedition 61.
Durante queste due missioni, ha supportato centinaia di esperimenti ed effettuato sei passeggiate spaziali per un totale di oltre 30 ore trascorse in attività extraveicolari.
L’incidente del casco pieno d’acqua durante la passeggiata spaziale
Tra gli episodi più noti della sua carriera c’è l’incidente avvenuto il 16 luglio 2013 durante la sua seconda passeggiata spaziale all’esterno della ISSe. Mentre era impegnato in un’attività extraveicolare, dell’acqua proveniente dal sistema di raffreddamento della tuta iniziò ad accumularsi all’interno del casco, trasformando quella che inizialmente sembrava una situazione gestibile in una delle emergenze più pericolose mai affrontate durante una passeggiata spaziale.
“All’inizio non ho capito subito cosa stesse succedendo, sentivo dell’acqua dietro la nuca ed ero preoccupato di aver rotto qualcosa” ha ricordato Parmitano in una recente intervista alla tv italiana. Dopo aver segnalato il problema al controllo di missione, l’acqua continuava però ad aumentare e, dopo circa 40 minuti, il direttore di volo ordinò di interrompere l’attività e di ritornare nella Stazione.

Ma la situazione divenne critica proprio durante il rientro, mentre il Sole tramontava dietro l’orizzonte terrestre. “Mi sono trovato capovolto per una manovra necessaria per poter tornare indietro e l’acqua mi ha coperto occhi, orecchie e naso, isolandomi del tutto” ha spiegato Parmitano. “Non vedevo niente e non sentivo più niente. Potevo respirare con la bocca ma non sapevo quanto tempo avessi prima che il casco si riempisse del tutto”.
Parmitano è comunque riuscito a raggiungere il portello della Stazione Spaziale Internazionale. “Ci ho messo circa otto minuti per rientrare in emergenza, ma a me sono sembrati un’eternità”. Secondo le ricostruzioni, si stima che nel suo casco si fossero accumulati circa un litro e mezzo d’acqua.
Da comandante della ISS ad Artemis III
Dopo il ritorno dalla missione Beyond e l'esperienza al comando della Stazione Spaziale Internazionale, Parmitano ha lavorato come ufficiale di collegamento dell’ESA presso il Johnson Space Center della NASA a Houston, ricoprendo il ruolo di CAPCOM e addestrando gli astronauti dell’ESA per le passeggiate spaziali e le operazioni robotiche. Nel 2025 ha inoltre partecipato all’Underway Recovery Test 12 della NASA, un’esercitazione al largo delle coste della California che ha simulato l’ammaraggio della capsula Orion e le operazioni necessarie per il recupero dell’equipaggio del programma Artemis.

La nomina a pilota della missione Artemis III rappresenta ora uno degli incarichi più prestigiosi della sua carriera spaziale. La missione, prevista non prima del 2027, vedrà l’astronauta italiano volare insieme al comandante Randy Bresnik e agli specialisti di missione Andre Douglas e Frank Rubio in una missione di circa due settimane in orbita terrestre bassa. Il volo servirà a testare procedure e tecnologie destinate alle future missioni lunari, comprese le manovre di avvicinamento e attracco con uno o entrambi i lander sviluppati da SpaceX e Blue Origin, oltre alle verifiche integrate dei sistemi di supporto vitale, comunicazione e propulsione e alle prove delle nuove tute xEVA per le attività extraveicolari.
Nel commentare il suo nuovo incarico, Parmitano ha sottolineato l’importanza del contributo che l’equipaggio potrà offrire alle future esplorazioni lunari. “Come pilota collaudatore, questa è davvero una missione da sogno, poiché potremo contribuire a testare i sistemi e a sviluppare procedure affinché i futuri equipaggi possano spingersi oltre e, in definitiva, riportare l’umanità sulla Luna”.