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Programma Artemis

Nei piani della Nasa per la Luna ora c’è un altro obiettivo: accendere un fuoco in gravità ridotta

La Nasa vuole studiare come si comportano le fiamme libere sulla superficie della Luna. Parliamo di un’analisi fondamentale: servirà per muoversi meglio nelle prossime missioni, quando gli astronauti arriveranno sulla superficie del nostro satellite. Il comportamento del fuoco in gravità ridotta è diverso da quello a cui siamo abituati.
A cura di Valerio Berra
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Quando accendiamo un fiammifero sulla Terra il comportamento della fiamma è molto prevedibile. Inizia la combustione. Il fuoco comincia a crepitare. La fiamma avvolge la parte superiore del fiammifero e ricrea una forma che ricalca quella di una goccia. Certo, c’è qualche variazione in caso di vento o a seconda dei materiali usati ma nulla che non possa essere previsto. Ma siamo sicuri di poter prevedere con la stessa sicurezza il comportamento di una fiamma libera sulla Luna?

È partendo da qui che è nata la missione Flammability of Material on the Moon. L’abbreviazione è FM2. L’obiettivo è quello di studiare il comportamento delle fiamme libere in ambiente lunare. Ovviamente parliamo di condizioni completamente diverse da quelle sulla Terra. La gravità lunare è circa un sesto di quella terrestre. Nello specifico sulla Luna c'è un’accelerazione di gravità in superficie attorno a 1,622 m/s² contro i 9,81 m/s² che registriamo sulla Terra. I piani dell’esperimento si possono vedere su un paper pubblicato sul portale dell’USRA, l’Universities Space Research Association.

La missione FM2 si concentrerà proprio sulla gravità. L’obiettivo è capire come cambia il comportamento dei materiali in queste condizioni. Gli studi saranno concentrati su quello che può succedere in queste condizioni di gravità ridotta all’interno dei moduli dove staranno gli astronauti. Fuori da questi moduli è difficile che succeda qualcosa. Così come per l'Homo sapiens è impossibile respirare sul suolo lunare, per le fiamme è difficile propagarsi liberamente: non c'è abbastanza ossigeno. Secondo le analisi fatte fino a questo momento non si potrebbe nemmeno parlare direttamente di atmosfera per la Luna, visto che si tratta giusto di un velo sottile formato da sodio, potassio argon e radon. Dovrebbe esserci anche del vapore acqueo, anche se non è chiaro in che percentuali.

Le fasi della missione FM2: il lancio entro la fine del 2026

Secondo le informazioni riportate da Gizmodo, il lancio della missione dedicata al comportamento degli incendi nello spazio è previsto per la fine del 2026. Nello specifico durante la Flammability of Material on the Moon verranno lanciati dei campioni di combustibile solido per studiare il loro comportamento con la gravità lunare. Tutti i campioni saranno all’interno di una camera a combustione protetta: le fiamme verranno analizzate in un ambiente controllato per registrare tutti i dati possibili. Un passaggio importante anche prima di Artemis III e Artemis IV, le prossime fasi del programma Artemis che dovrebbero riportare l’uomo sulla Luna.

I prossimi obiettivi del Programma Artemis

Nei disegni iniziali della Nasa, dopo la missione Artemis II doveva arrivare il passo decisivo. Artemis III avrebbe dovuto riportare di nuovo qualche esemplare della nostra specie sulla superficie della Luna. Al momento i piani sono diversi. Artemis III dovrebbe arrivare circa a metà del 2027 ma non è previsto nessuno sbarco sulla Luna: sarà una missione di prova in cui verranno testate alcune componenti dei moduli lunari. A fine 2028 è prevista Artemis IV, la missione in cui effettivamente il primo equipaggio di esseri umani arriverà sul nostro satellite dopo il programma Apollo.

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