Melanoma, vaccino a mRNA efficace in studio di Fase 3. Moderna: “Momento cruciale contro il cancro”

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I risultati preliminari di uno studio di Fase 3 mostrano una notevole efficacia della terapia Intismeran Autogene Plus KEYTRUDA® contro il melanoma. Si tratta di un vaccino terapeutico messo a punto da Moderna e Merck. Come funziona e perché può rappresentare una svolta nella lotta ai tumori.

Si parla da anni di vaccini a mRNA (RNA messaggero) per combattere il cancro, in particolar modo il melanoma, un aggressivo tumore della pelle: ora siamo a un passo da una terapia rivoluzionaria contro questa malattia oncologica. Per la prima volta, infatti, uno studio di Fase 3 in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo – il gold standard della ricerca scientifica – ha dimostrato la notevole efficacia del trattamento Intismeran Autogene Plus KEYTRUDA®, messo a punto dalla società biotecnologica Moderna – divenuta molto famosa grazie al vaccino anti Covid “Spikevax” – e dal colosso farmaceutico tedesco Merck.

Come suggerisce il complesso nome della terapia, si tratta di una combinazione di farmaci che dà vita a un potente vaccino terapeutico, cioè che va somministrato non per prevenire, ma per curare una patologia. Da una parte c'è l'anticorpo monoclonale umanizzato pembrolizumab (nome commerciale Keytruda), un farmaco antitumorale anti PD-1 (acronimo di proteina 1 della morte cellulare programmata) già utilizzato contro vari tumori, che agisce potenziando il sistema immunitario a riconoscere e combattere le cellule cancerose. Dall'altra vi è Intismeran autogene, una terapia neoantigenica individualizzata (INT) messa a punto da entrambe le aziende e basata su campioni tumorali dei pazienti. In sostanza, siamo innanzi alla punta di diamante della medicina personalizzata, in cui il profilo delle mutazioni – o “firma mutazionale” – del melanoma del singolo paziente viene utilizzato per creare un vaccino unico e specifico per ciascun paziente. Come spiegato da Moderna e Merck, esso codifica fino a un massimo di 34 neoantigeni differenti, per dar vita a un farmaco ultra-personalizzato.

Intismeran Autogene Plus KEYTRUDA® è come un missile a ricerca contro il cancro, ma non una neoplasia generica, ma quello specifica del paziente, che viene colpita con una precisione senza precedenti proprio grazie ai neoantigeni specifici. Attraverso la tecnologia a mRNA, infatti, le sequenze dei neoantigeni vengono generate nell'organismo – come i frammenti della proteina S o Spike del vaccino anti Covid – e presentate al sistema immunitario, che le riconosce e inizia ad armare un esercito di cellule o linfociti T specializzato contro cellule cancerose del melanoma che presentano un profilo univoco. Questo processo, coadiuvato dall'azione dell'anticorpo monoclonale anti PD-1, dà vita a una risposta immunitaria antitumorale potentissima, come evidenziano i risultati preliminari dello studio di Fase 3 INTerpath-001 appena presentati da Moderna e Merck. È doveroso sottolineare che non è stato ancora pubblicato un articolo scientifico, quindi i risultati non sono stati sottoposti a revisione paritaria, tuttavia, alla luce dei precedenti traguardi, è difficile immaginare in cambiamenti significativi nella pubblicazione. Ma è importante tenere a mente che si tratta di risultati preliminari.

I ricercatori si sono concentrati su due endpoint principali, ovvero Recurrence-Free Survival (RFS) e Distant Metastasis-Free Survival (DMFS), che in italiano possono essere tradotti come Sopravvivenza libera da recidiva e Sopravvivenza libera da metastasi a distanza. Entrambi sono risultati sensibilmente superiori col trattamento Intismeran Autogene Plus KEYTRUDA® rispetto al solo Keytruda. In parole semplici, durante il periodo di follow-up, più pazienti del gruppo di intervento non hanno mostrato la ricomparsa del tumore, non hanno sviluppato metastasi in organi lontani dal tumore primario (in questo caso il melanoma) e non sono morti per tutte le cause. Come indicato da Merck, il nuovo trattamento è il “primo e unico regime di combinazione a dimostrare miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti” per i due endpoint primari sopraindicati. Anche i profili di sicurezza del trattamento sono risultati in linea con quelli dei precedenti trial clinici, facendo emergere una buona tollerabilità della terapia. Nella Fase 2b dello studio era stata registrata una riduzione del rischio del 49 percento di recidiva o morte e del 59 percento del rischio di metastasi a distanza o morte rispetto al solo Keytruda. Nel nuovo studio sono stati coinvolti circa 1.100 pazienti con melanoma completamente resecato con intervento chirurgico e nello stadio compreso tra il IIB e il IV.

Moderna evidenzia che fino ad oggi lo sviluppo di un farmaco antitumorale basato sulla specifica firma genetica delle mutazioni del cancro del paziente sembrava fantascienza, ma grazie alla piattaforma a mRNA ciò è stato reso possibile. “Questi risultati di Fase 3 rappresentano un momento cruciale per la ricerca sul cancro. Per molti anni, l'idea di creare una terapia a mRNA progettata specificamente per il tumore di un singolo paziente è rimasta un'aspirazione. Ora stiamo contribuendo a trasformare questa visione in realtà”, ha affermato Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna. “Insieme a Merck, abbiamo iniziato a dimostrare il potenziale trasformativo di questa tecnologia per rispondere a esigenze critiche ancora insoddisfatte nel contesto adiuvante del melanoma. Siamo profondamente grati ai pazienti, ai ricercatori e ai team di studio il cui contributo rende possibile questo progresso”, ha aggiunto il dirigente. “Intervenendo precocemente nel corso della malattia, quando molti tumori sono considerati più curabili, l'obiettivo della terapia adiuvante somministrata dopo l'intervento chirurgico è quello di aumentare le possibilità di guarigione per un maggior numero di pazienti”, gli ha fatto eco il dottor Dean Y. Li, presidente dei Merck Research Laboratories. I risultati finali saranno presentati nel corso di un prossimo congresso internazionale.

Si ritiene che i vaccini a mRNA non solo diventeranno efficaci contro molteplici forme di tumore, ma anche contro malattie cardiovascolari e altre patologie. Il dirigente medico di Moderna Paul Burton aveva affermato al Guardian che entro il 2030 avremo vaccini contro varie malattie potenzialmente in grado di salvare milioni di vite.

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