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Tumore al pancreas, vaccino a mRNA efficace: a 6 anni dall’intervento ancora in vita 90% dei pazienti responsivi

Un vaccino a mRNA sperimentale si è dimostrato molto efficace contro il cancro al pancreas: il 90 percento dei pazienti che ha sviluppato una risposta immunitaria è ancora in vita a sei anni dall’intervento chirurgico per l’asportazione del tumore. Speranze contro una delle neoplasie più aggressive e letali.
A cura di Andrea Centini
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Il vaccino a mRNA sperimentale cevumeran, messo a punto dalle società biotecnologiche BioNTech e Genentech (gruppo Roche), secondo i medici può fare la differenza contro il cancro al pancreas, uno dei tumori più aggressivi, difficili da trattare e mortali in assoluto. In occasione del congresso annuale dell'American Association for Cancer Research, infatti, sono stati presentati i risultati a lungo termine molto promettenti di un trial clinico di Fase 1 sul vaccino, un piccolo studio i cui esiti potrebbero rappresentare una svolta per numerosi pazienti. I ricercatori hanno osservato che 7 pazienti su 8 fra coloro che hanno sviluppato una risposta immunitaria grazie al vaccino sono ancora in vita a 6 anni di distanza dall'intervento chirurgico per l'asportazione della massa tumorale.

L'operazione, oltre che dal supporto del vaccino sperimentale (identificativi BNT122 e RO7198457), è stata accompagnata anche dal trattamento con un farmaco immunoterapico – l'anticorpo monoclonale atezolizumab (Tecentriq), un inibitore dei checkpoint immunitari – e la chemioterapia. Poiché la sopravvivenza a cinque anni per questa letale malattia oncologica è di appena il 13 percento, come evidenziato dall'America Cancer Society, in questo caso siamo innanzi a un risultato estremamente rilevante, con circa il 90 percento dei pazienti responsivi ancora in vita. Naturalmente tale risultato dovrà essere confermato nei trial clinici successivi, con un più ampio numero di pazienti.

A testare e dimostrare l'efficacia del vaccino a mRNA cevumeran contro il cancro al pancreas è stato un team di medici e ricercatori del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York guidato dal professor Vinod P. Balachandran, direttore dell'Olayan Center for Cancer Vaccines (OCCV) e chirurgo specializzato nel trattamento di tumori a pancreas, vie biliari e cistifellea. Nella ricerca sono stati coinvolti 16 pazienti con diagnosi di adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC), che colpisce la testa dell'organo. Questa forma rappresenta circa il 90 percento dei casi di tumore del pancreas, come spiegato dall'Associazione Italiana per la Ricerca su Cancro (AIRC). Il vaccino sperimentale cevumeran viene personalizzato per ciascun paziente, perché i ricercatori lo plasmano contro i “neoantigeni” di ciascun tumore, che vengono identificati dopo il sequenziamento del genoma tumorale. Dopo aver individuato questi bersagli, i ricercatori ne inseriscono il progetto nel vaccino a mRNA che, analogamente a quanto avveniva con la proteina S o Spike del coronavirus SARS-CoV-2 responsabile della pandemia di COVID-19, addestra e stimola il sistema immunitario a colpire le cellule tumorali. Il cevumeran è un vaccino terapeutico da somministrare dopo la diagnosi, non a scopo preventivo come quello anti Covid.

In 8 dei 16 pazienti coinvolti nello studio di Fase 1, il vaccino ha innescato specifiche cellule immunitarie a riconoscere il tumore e ha così indotto l'organismo a produrre linfociti T che hanno la capacità di uccidere le cellule malate. Sette dei pazienti che hanno risposto al vaccino, pari all'87,5 percento, sono ancora vivi a sei anni dall'intervento chirurgico per l'asportazione del tumore, rispetto soltanto ai due fra coloro che non hanno innescato la risposta immunitaria. “Questi primi risultati dimostrano che questo nuovo approccio immunoterapico ha il potenziale per fare la differenza nella lotta contro uno dei tumori più letali”, ha affermato il professor Balachandran in un comunicato stampa. “Gli ultimi dati di questo piccolo studio suggeriscono che i vaccini possono stimolare in modo significativo il sistema immunitario in alcuni pazienti affetti da tumore al pancreas, e questi pazienti continuano a stare bene anche anni dopo la vaccinazione”, ha aggiunto il chirurgo.

È doveroso sottolineare che il vaccino è stato testato su pazienti che avevano ricevuto una diagnosi precoce del cancro al pancreas (in genere avviene in fase già avanzata), inoltre il campione è troppo piccolo per poter trarre conclusioni definitive. Proprio per questo è già in corso un trial clinico di Fase 2 con centinaia di pazienti che si concluderà nel 2031. Recentemente un team di ricerca spagnolo del Centro Nacional de Investigaciones Oncológicas (CNIO) di Madrid guidato dal professor Mariano Barbacid Montalbán è riuscito per la prima volta a ottenere la remissione completa dal cancro al pancreas, sebbene solo su modelli murini.

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