video suggerito
video suggerito

Comune farmaco per asma e allergie efficace contro tumori aggressivi in laboratorio: lo studio su Nature Cancer

Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Cancer ha dimostrato che un comune farmaco per asma e allergie è risultato efficace contro tumori aggressivi e difficili da trattare in test di laboratorio.
A cura di Andrea Centini
0 CONDIVISIONI
Immagine

I ricercatori hanno dimostrato che il comune farmaco contro l'asma e le allergie montelukast si è rivelato molto efficace nel contrastare tumori aggressivi e difficili da trattare in test di laboratorio, sia su modelli animali sia su cellule tumorali umane in coltura. Tra le forme di cancro contro le quali il principio attivo ha mostrato un’azione positiva figurano il cancro al seno triplo negativo, alle ovaie, al colon-retto e alla prostata, oltre che il melanoma (un tipo di cancro della pelle). In sostanza, grazie al farmaco antiasmatico è stata rallentata la crescita tumorale, ripristinata l’azione antitumorale del sistema immunitario e superata la resistenza alla terapia anti PD1 (immunoterapia).

Sottolineiamo che i risultati sono stati ottenuti soltanto in laboratorio e siamo ben lontani da un trial clinico (con pazienti umani) di fase 3; ciò nonostante, poiché il farmaco è già stato approvato dalle principali autorità sanitarie – come la FDA – il passaggio alla sperimentazione clinica potrebbe essere molto più rapido rispetto ad altre molecole promettenti. Gli autori dello studio sono fiduciosi sul prosieguo della ricerca.

A determinare che il farmaco contro l’asma e le allergie montelukast si sia dimostrato efficace contro alcuni tumori aggressivi nei test di laboratorio è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati della Divisione di Ematologia e Oncologia del Robert H. Lurie Comprehensive Cancer Center della Scuola di Medicina Feinberg della Northwestern University (Stati Uniti), in collaborazione con i colleghi del Centro di Bioterapie del Primo Ospedale Affiliato dell’Università di Zhengzhou. Gli scienziati, coordinati dal professor Bin Zhang, docente di immunologia oncologica presso l’ateneo di Chicago, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto vari esperimenti di ingegneria genetica e con il montelukast.

Nello specifico, è stato determinato che il recettore CysLTR1 (cysteinyl leukotriene receptor 1), coinvolto nell’asma e nei processi infiammatori, gioca un ruolo fondamentale nella crescita tumorale promuovendo la produzione sostenuta di cellule mieloidi. Poiché il montelukast blocca questo recettore per combattere l’asma, gli scienziati hanno voluto verificare se, attraverso il farmaco – o tramite l’ablazione genetica del recettore – fosse possibile ottenere benefici contro i tumori aggressivi che lo sfruttano. Ed è esattamente ciò che è stato osservato.

Il professor Zhang e colleghi hanno determinato che alcuni tumori aggressivi, come quelli sopra indicati, sfruttano il gene CysLTR1 per innescare resistenza alle terapie. In particolare, è stato scoperto che i tumori "ingannano il sistema immunitario inducendolo a favorire la propria crescita attraverso l’aumento di un gruppo di globuli bianchi chiamati neutrofili", evidenziano gli esperti in un comunicato stampa. Questo processo è controllato proprio dal recettore CysLTR1, "che agisce come un interruttore di accensione/spegnimento".

I neutrofili, insieme alle cellule MDSC, sopprimono i linfociti T, catalizzano la crescita della massa tumorale e contribuiscono alla resistenza ai trattamenti immunoterapici. Ma se CysLTR1 viene bloccato farmacologicamente con il montelukast o attraverso l’ingegneria genetica, la crescita tumorale viene rallentata e il sistema immunitario viene spinto a combattere il cancro. “Quando abbiamo disattivato questo interruttore, geneticamente o con farmaci già esistenti, non solo abbiamo rallentato la crescita del tumore, ma abbiamo anche aiutato il sistema immunitario a recuperare la sua capacità di combattere il cancro”, ha affermato il professor Zhang. I risultati sono stati osservati sia in modelli murini sia su cellule tumorali umane in coltura. Nei topi migliorava anche la sopravvivenza e i trattamenti immunoterapici tornavano a essere efficaci anche laddove avevano smesso di funzionare.

Di fatto, l’inibizione di CysLTR1 accresce la sensibilità dei tumori alla terapia anti PD1 e migliora la risposta immunitaria contro di essi. Venivano eliminati anche i neutrofili immunosoppressori. “È importante sottolineare che, invece di limitarci a rimuovere questi globuli bianchi dannosi, siamo stati in grado di riprogrammarli trasformandoli in cellule che supportano la risposta immunitaria. Ciò significa che non stiamo semplicemente prendendo di mira il cancro, ma stiamo rieducando un tipo di cellule immunitarie, abbondanti nell’organismo, a combattere nuovamente il tumore”, ha affermato il professor Zhang.

Poiché i farmaci antagonisti di CysLTR1, come il montelukast, sono già approvati, ciò può accelerare la sperimentazione clinica e portare a nuovi approcci efficaci contro tumori difficili da trattare. I dettagli della ricerca “Targeting cysteinyl leukotriene receptor 1 reprograms tumor-promoting myelopoiesis and overcomes immune checkpoint therapy resistance” sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Cancer.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views