Le foto delle stenelle striate, i delfini più giocosi del Mediterraneo: le abbiamo incontrate davanti a Genova
Il cetaceo più comune nel Mar Mediterraneo è la stenella striata (Stenella coeruleolba), un delfino di piccole dimensioni – i maschi più grandi arrivano a circa 2,7 metri di lunghezza per 160 kg di peso – che vive nelle acque temperate e tropicali di tutto il mondo. Da quando abbiamo iniziato ad appassionarci alla vita dei mammiferi marini e a compiere escursioni per avvistarli, oltre venti anni fa, abbiamo avuto il privilegio di incontrare tantissime stenelle striate, in talune occasioni anche “super branchi” composti da oltre mille esemplari. L'avvistamento più emozionante in assoluto ci è capitato nelle acque dell'isola di Pico, una delle nove perle delle Azzorre nel cuore dell'Oceano Atlantico, quando attorno al nostro gommone iniziarono a saltare in modo spettacolare e sincronizzato decine di esemplari. Potete vedere le immagini – un po' mosse – che registrammo quel giorno della primavera 2019 qui di seguito.
Ma non serve recarsi nell'Atlantico per vedere questi animali: le stenelle striate, infatti, possono essere facilmente incontrate anche nei nostri mari, dove fra l'altro hanno un comportamento molto meno elusivo che nell'oceano. Il luogo migliore in assoluto per gli avvistamenti in Italia è il Mar Ligure, che abbraccia il prezioso Santuario dei Cetacei “Pelagos”. La ragione è semplice: le stenelle striate sono delfini pelagici, cioè che vivono in alto mare e in acque profonde, non sono costieri come i tursiopi (Tursiops truncatus); poiché il Mar Ligure scende a grandi profondità a poca distanza dalla costa, non è necessario allontanarsi molto dal porto di Genova – o da altre città della Liguria – per avere l'opportunità di incontrare questi delfini.
I luoghi più fruttuosi sono senza dubbio quelli nei pressi dei grandi canyon sottomarini (come quello “scavato” dal Polcevera), zone che pullulano di nutrienti e biodiversità grazie al fenomeno dell'upwelling. Durante le uscite di whale watching della durata di circa 4 ore, quando si è fortunati è possibile incontrare anche 4 o 5 pod (gruppi famigliari) di questi animali, come ci è capitato in un'uscita a bordo della nave Sagittario lo scorso 13 agosto. Durante l'escursione abbiamo avuto anche la fortuna di avvistare e fotografare una grande tartaruga marina (Caretta caretta), che aveva il carapace segnato da una grossa cicatrice, forse causata dal morso di uno squalo quando era piccola.
Ciò che rende le stenelle striate sempre belle ed emozionanti da ammirare è la loro innata giocosità. Talvolta si incontrano esemplari schivi, in particolar modo durante il delicato periodo della riproduzione e quando sono presenti neonati da proteggere, ma nella maggior parte dei casi i pod sono ben disposti a lanciarsi in spettacolari acrobazie. Non a caso, quando li si incontra, i capitani delle navi – mantenendosi a distanza di sicurezza – generano onde circolari con le imbarcazioni per invitarli a saltare e surfare. Questi piccoli cetacei amano farlo, non si tratta assolutamente di un'intrusione “a gamba tesa” nella loro etologia. Sono animali estremamente sociali e intelligenti: se vogliono fare una cosa la fanno, e spiccare salti a tutta velocità tra le onde di una nave è un'attività che adorano (o perlomeno che adora la stragrande maggioranza degli esemplari). Possiamo affermarlo dopo decenni di avvistamenti nel Mediterraneo, soprattutto nel Mari Ligure, ma abbiamo incontrato le stenelle striate anche al largo della Sardegna – nel canyon di Caprera – e nei pressi delle Isole Pontine.
La stenella striata è una specie classificata con codice LC (rischio minimo) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), ma gli scienziati non sanno esattamente quante ne vivono nei mari e negli oceani del mondo. IUCN Italia ha però fatto una stima – non corretta per i tempi di immersione – di circa 180.000-200.000 esemplari per il Mar Mediterraneo, suddivisa nel seguente modo: “Quasi 90.000 individui tra il Santuario Pelagos e il Mar Tirreno centrale, 40.000 nel Tirreno meridionale, e 30.000 nel Mar Ionio (Lauriano et al. 2011) e oltre 20.000 in Adriatico meridionale (Fortuna et al. 2011).”
Durante i nostri incontri, grazie all'esperienza accumulata nel corso di tanti anni, abbiamo imparato a scattare ai delfini alcune fotografie interessanti, come quelle che trovate in questo articolo. Fotografare una stenella striata non è semplice perché sono animali molto veloci e talvolta “spuntano” dove meno te l'aspetti, ma col tempo siamo riusciti a trovare un buon equilibrio tra impostazioni della fotocamera (con tempi fino a 1/4000) e la fortuna di trovarsi al posto giusto e al momento giusto. Chiaramente non sempre la luce è delle migliori, perché gli animali sono liberi in natura, saltano dove e quando vogliono e non siamo su un set fotografico. Ciò che conta davvero ed essere grati di poter ammirare queste splendide creature nel proprio habitat naturale.
Le foto che trovate in questo articolo sono relative a due uscite di whale watching effettuate nel Mar Ligure il 13 e il 14 agosto 2026 (la prima, come indicato, sulla nave Sagittario, la seconda sulla Rodi Jet). Dagli scatti si possono notare le bellissime strie scure che attraversano i lati del corpo – attraversando gli occhi – e il ventre leggermente rosato. Sono animali veramente stupendi e incontrarli è sempre una grandissima emozione.
Le stenelle striate, naturalmente, non sono gli unici cetacei che si possono incontrare durante le uscite di whale watching in Italia, come mostrano gli scatti ai due bellissimi zifi (Ziphius cavirostris) o balene dal becco d'oca che abbiamo avvistato durante la seconda escursione dei giorni scorsi. Nel Mar Mediterraneo vivono abitualmente otto specie di cetacei; tutte, con maggiore o minore frequenza, possono essere incontrate durante le escursioni di avvistamento cetacei. Oltre alle già citata stenella striata e al tursiope ricordiamo la balenottera comune (Balaenoptera physalus), il secondo animale più grande della Terra dopo la balenottera azzurra (Balaenopter musculus) che abbiamo visto diverse volte alle Azzorre: capodoglio (Physeter macrocephalus); tursiope (Tursiops truncatus), il delfino per antonomasia come Flipper; grampo (Grampus griseus); delfino comune (Delphinus delphis), di nome ma non di fatto nel Mare Nostrum, dove è piuttosto raro; e globicefalo (Globicephala melas), purtroppo famoso per le mattanze alle isole Faroe e per gli spiaggiamenti di massa.
