Le foto e il video della balenottera azzurra: l’abbiamo vista alle Azzorre. Tre esemplari nuotavano assieme

Nel 2024 vi abbiamo raccontato l'avventuroso incontro con due balenottere azzurre (Balaenoptera musculus) nelle acque delle Azzorre, nei pressi delle isole di Pico e Faial, un'esperienza particolarmente emozionante per modalità e condizioni meteomarine non proprio favorevoli. Quest'anno siamo tornati nel cuore dell'Oceano Atlantico e abbiamo avuto la fortuna – e il privilegio – di osservare nuovamente questi maestosi animali, i più grandi mai vissuti sulla Terra, compresi i dinosauri sauropodi (i cosiddetti “colli lunghi”) del Mesozoico, come i titanosauri di cui sono state recentemente trovate cento uova in Francia e l'enorme Nagatitan chaiyaphumensis scoperto in Thailandia.

Per fare un confronto, le balenottere azzurre più grandi mai misurate superavano i 33 metri di lunghezza per un peso stimato di circa 180 tonnellate. Si ritiene che il più grande dinosauro mai vissuto, il titanosauro Argentinosaurus rinvenuto in Patagonia, potesse raggiungere i 35 metri di lunghezza ma un peso di circa 90 tonnellate. Il primato della balenottera azzurra – in termini di massa – potrebbe essere messo in discussione dai resti fossili di Perucetus colossus, un cetaceo preistorico di cui vi raccontammo in questo articolo. Secondo le stime dei paleontologi dell'Università di Pisa e del Museo Statale di Storia Naturale di Stoccarda potrebbe aver raggiunto il peso clamoroso di 340 tonnellate.
Ciò che è certo è che le balenottere azzurre più grandi sono state tutte massacrate durante l'epoca della baleneria; quelle viventi non superano i 27-28 metri, secondo gli esperti, ma non si esclude che un giorno, grazie alla protezione che avviene anche in luoghi strategici come le Azzorre, queste meravigliose creature possano riconquistare le dimensioni di un tempo. Quest'anno, dicevamo, durante una serie di escursioni di whale watching nell'Oceano Atlantico abbiamo avuto la fortuna di avvistarne diversi esemplari.

L'uscita più fortunata in tal senso è stata quella di martedì 28 aprile, quando ci siamo imbattuti in ben tre esemplari che nuotavano l'uno accanto all'altro, molto vicini. Come ci ha raccontato lo skipper Michael Costa, riconosciuto come uno dei più abili ed esperti dell'arcipelago portoghese, in venti anni di uscite per l'osservazione e lo studio dei cetacei non aveva mai visto tre balenottere azzurre nuotare così ravvicinate fra di esse. Talvolta sono addirittura emerse simultaneamente per respirare. È stato uno spettacolo memorabile e potete vederne alcuni frammenti nel video che abbiamo condiviso con voi, in testa all'articolo. Al secondo 24, ad esempio, si vede una balenottera azzurra emergere alla destra del gommone che ci precedeva; poi pochi istanti dopo ne escono altre due un po' più lontane, sempre sulla destra. Le altre immagini fanno riferimento anche ad altri esemplari incontrati nei giorni successivi. Assieme a noi c'era anche Pirata, il cane ‘marinaio' che ama osservare le balene, sempre presente quando al timone c'è il suo proprietario Michael.

Dalle immagini che trovate nell'articolo vi sarete resi conto di un dettaglio: questi cetacei si chiamano balenottere azzurre, tuttavia il loro colore in emersione è prevalentemente grigio ardesia, con chiazze più o meno scure che costellano tutto il corpo. Il nome comune deriva dal fatto che quando si trovano sotto la superficie dell'acqua, viste dall'alto – come dal pontile di una nave – la loro sagoma appare effettivamente azzurra. È possibile notarlo nella fotografia poco più in basso che abbiamo scattato a uno degli esemplari più grandi che abbiamo avvistato, mentre emergeva per respirare. Le parti dell'animale sotto il pelo dell'acqua presentano una evidente tonalità azzurrina, che contrasta con quella grigia della testa e dello sfiatatoio, capace di sparare una colonna di vapore acqueo alta fino a 12 metri. È il soffio più grande e potente in assoluto, decisamente più forte di quello delle balenottere boreali (Balaenoptera borealis), un'altra specie di balena di cui abbiamo avvistato diversi esemplari, compreso uno con il "piercing" sulla pinna dorsale.

Le acque delle Azzorre – e in particolar modo dell'isola di Pico – sono riconosciute in tutto il mondo tra le più ricche in assoluto per specie di cetacei che possono essere avvistate, tra stanziali, migratrici e occasionali. Il capodoglio (Physeter macrocephalus) è presente tutto l'anno, mentre le balene, al netto di alcuni passaggi “fuori stagione”, danno spettacolo in particolar modo tra i mesi di marzo e maggio, quando transitano nelle acque pescose dell'arcipelago portoghese prima di dirigersi verso i freddi mari del nord, durante la migrazione primaverile.
Prima dell'estate, le balenottere azzurre ‘spariscono' perché non amano l'acqua al di sopra di una certa temperatura. “Tra i misticeti (cetacei con i fanoni) che abbiamo il privilegio di incontrare in primavera a Pico, la balenottera azzurra è senza dubbio la specie più sensibile alla temperatura dell'acqua”, ha spiegato a Fanpage.it Enrico Villa, responsabile della ricerca scientifica di CW Azores. “Quando la superficie dell'oceano raggiunge i 18 °C, l'animale più grande mai esistito sul nostro pianeta lascia lo ‘snack bar' Azzorre e riprende la sua migrazione verso le alti latitudini. Lì, in luoghi come Norvegia e Islanda, l'attenderà l'impareggiabile abbondanza di krill che caratterizza l'estate subartica”, ha chiosato l'esperto.
Ci troviamo già oltre la metà di maggio e gli avvistamenti delle balenottere azzurre continueranno ancora per qualche settimana, per poi riesplodere la prossima stagione. Ma come indicato, le balenottere azzurre sono solo una delle tantissime specie di cetacei avvistabili durante tutto l'anno nell'arcipelago del Portogallo. Sull'isola di Pico, fino a pochi decenni fa, la baleneria era un'industria florida che aiutava a sopravvivere molte persone (l'ultimo capodoglio è stato ucciso nel 1986); oggi questi animali danno ancora da vivere a molti, ma grazie al whale watching e alle altre attività che consentono lo studio e l'osservazione dei cetacei in natura, in quello che si è trasformato a tutti gli effetti in un vero e proprio paradiso.