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Le foto della balenottera boreale, la balena più veloce al mondo: l’abbiamo vista nell’Oceano Atlantico

Nei giorni scorsi, nelle acque delle Azzorre, abbiamo e incontrato e fotografato diversi esemplari di balenottera boreale, la balena più veloce del mondo. Il racconto e gli scatti dall’Oceano Atlantico.
A cura di Andrea Centini
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Una balenottera boreale emerge dall’Oceano Atlantico per respirare. Credit: Andrea Centini
Una balenottera boreale emerge dall’Oceano Atlantico per respirare. Credit: Andrea Centini

Tra le 14 specie di misticeti, i grandi cetacei con i fanoni, la balenottera boreale (Balaenoptera borealis) è considerata la più veloce in assoluto negli sprint, essendo capace di scatti fulminei fino a 55 chilometri orari. Non riesce a sostenere questo ritmo a lungo, ma come “centometrista” è sicuramente più capace dell'imponente balenottera azzurra (Balaenoptera musculus), quella che mantiene la velocità più alta nella media. La balenottera boreale, del resto, ha un corpo slanciato, affusolato e molto idrodinamico, quasi anguilliforme. La spiccata agilità fra le onde è stata a lungo la sua salvezza durante l'epoca della baleneria, fin quando l'introduzione del motore a vapore – e dunque di baleniere sempre più veloci – non l'ha coinvolta nella mattanza.

Balenottera boreale. Credit: Andrea Centini
Balenottera boreale. Credit: Andrea Centini

Oggi la specie è classificata come in pericolo di estinzione (codice EN, endangered) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), tuttavia, secondo l'ultimo monitoraggio condotto nel 2018, la popolazione globale sta incrementando e si stimano circa 50.000 individui adulti. Un segnale positivo e di speranza, dopo i massacrai perpetrati fino a pochi decenni fa.

Noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare e fotografare questi magnifici animali più volte nell'Oceano Atlantico, nelle acque innanzi all'isola di Pico (Azzorre), un vero e proprio paradiso per i cetacei e dunque anche per il whale watching. Nei giorni scorsi ci siamo imbattuti in diversi esemplari, compresi una mamma con un piccolo, che inizialmente era stato scambiato come una possibile balenottera minore (Balaenoptera acutorostrata). Ricordiamo che la balenottera boreale, pur avendo un'ampia distribuzione nei mari e negli oceani del mondo, non è presente nel Mar Mediterraneo.

Dettaglio dello sfiatatoio di una balenottera boreale. Si nota bene anche la cresta sulla testa. Credit: Andrea Centini
Dettaglio dello sfiatatoio di una balenottera boreale. Si nota bene anche la cresta sulla testa. Credit: Andrea Centini

Ciò che rende particolarmente emozionanti gli avvistamenti di questi mammiferi marini è il fatto che di tanto in tanto tirano fuori la testa dall'acqua, mostrando la caratteristica mandibola arcuata. Sono balenottere piuttosto simili alla nostra balenottera comune (Balaenoptera physalus), sebbene un po' più piccole e con alcune caratteristiche morfologiche che permettono di distinguerle. La più evidente è sicuramente la colorazione delle mandibole, che è grigio scuro e uniforme nelle boreali, mentre nelle comuni presenta una curiosa asimmetria cromatica (la destra e bianca). Anche la pinna dorsale – generalmente alta e falcata, posizionata più avanti – può essere preziosa per un rapido riconoscimento, così come la presenza della cresta tra il rostro (la punta del “muso”) e gli sfiatatoi, che nella boreale è decisamente più alta e netta di quella presente nella comune. Più difficile distinguere una boreale da una balenottera di Bryde, dove il criterio diagnostico distintivo è la presenza di tre creste sulla testa.

Balenottera boreale. Credit: Andrea Centini
Balenottera boreale. Credit: Andrea Centini

Le balenottere boreali possono arrivare al massimo a una ventina di metri di lunghezza, per un peso di una trentina di tonnellate circa. La colorazione è in genere grigio scuro quasi uniforme sul dorso e più chiara con macchie nella zona ventrale. In alcuni casi possono essere presenti delle vistose chiazze sulla pelle, come si nota nella fotografia sottostante; possono essere generate da diatomee, parassiti, interazioni con predatori e altri animali o oggetti, così come riflettere in parte dei pattern specifici del singolo individuo.

Le macchie sul dorso di una balenottera boreale. Credit: Andrea Centini
Le macchie sul dorso di una balenottera boreale. Credit: Andrea Centini

L'aspetto, come specificato, è elegante e slanciato, e si manifesta in tutto il suo splendore soprattutto quando la balenottera esce per respirare e il mare è un po' mosso: ciò permette di osservare una porzione più ampia del fianco e, spesso, anche della testa, anche se raramente si possono ammirare gli occhi, posti subito dietro la “chiusura” della mandibola. Il soffio è generalmente più debole ed espanso rispetto a quello colonnare di balene più grandi come la comune e l'azzurra.

Balenottera boreale. Credit: Andrea Centini
Balenottera boreale. Credit: Andrea Centini

Nei giorni scorsi abbiamo avuto il privilegio di incontrare diversi esemplari nel cuore dell'Oceano Atlantico, durante la migrazione che questi cetacei compiono in primavera verso le più fredde e pescose acque settentrionali. Le acque intorno alle isole Azzorre, e in particolar modo quelle dell'isola di Pico, sono tra le migliori al mondo dove potere avvistare le balenottere boreali, dato che sono ricche del loro cibo preferito – piccoli crostacei come il krill, ma anche pesce azzurro – che sfruttano per rifocillarsi durante il lungo viaggio dalle acque subtropicali e temperate dell'areale invernale. Non a caso la balenottera boreale è conosciuta in portoghese come “baleia sardinheira” – la balena delle sardine – proprio perché insegue i banchi di questi piccoli pesci per nutrirsene.

Dettaglio dello sfiatatoio di una balenottera boreale. Credit: Andrea Centini
Dettaglio dello sfiatatoio di una balenottera boreale. Credit: Andrea Centini

L'incontro più emozionante è stato indubbiamente quello con la mamma e il suo piccolo di cui, che hanno nuotato piuttosto lentamente al fianco del gommone per diversi minuti. Le fotografie migliori, però, le abbiamo scattate a un gruppo di tre esemplari nelle acque innanzi all'isola di Faial, vicinissima a Pico. In questo caso le tre balenottere boreali sono rimaste in superficie più a lungo e, complice anche l'illuminazione più favorevole, ci hanno permesso di scattare alcune foto del dorso utili all'identificazione. Le abbiamo girate al team di ricerca di CW Azores per inserirle nell'apposito database e confrontarle con quelle già presenti. È possibile, infatti, che questi splendidi animali siano già transitati da queste parti e siano già stati fotografati.

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