Cento uova di dinosauro scoperte in Francia, paleontologo Bertozzo: “Eccezionale, ma non inatteso”

“Fino ad ora avevamo trovato solo nidi distanziati di diverse decine di metri e contenenti in media da quattro a sei uova, a volte un massimo di dieci, ma cento…Non avevo mai visto niente del genere!”. È con queste parole piene di entusiasmo che il paleontologo e geologo Alain Cabot, in un'intervista rilasciata a futura-sciences.com, ha commentato l'eccezionale ritrovamento di circa cento uova di dinosauro nella regione di Mèze (dipartimento dell'Hérault, Occitania), nel sud della Francia. Il sito paleontologico, che si estende per una cinquantina di chilometri quadrati, è noto da 30 anni come uno dei più ricchi e significativi d'Europa per questo genere di fossili. Secondo il dottor Cabot dovrebbe essere collocato al terzo posto per importanza a livello mondiale, dopo il deserto del Gobi in Cina e Mongolia e lo Stato del Montana negli Stati Uniti. In un'intervista al Times lo studioso ha affermato che nel sud della Francia ci sono milioni di uova di dinosauro e potremmo essere innanzi al più grande giacimento del mondo.
Il sito in questione, dove sono state trovate uova di almeno dieci specie diverse, risale all'ultima fase del Mesozoico, ovvero al Cretaceo superiore, che si è concluso drammaticamente con l'impatto dell'asteroide dell'Evento di Chicxulub, responsabile dell'estinzione dei dinosauri non aviani e del 75 percento delle specie animali del periodo. Più nello specifico, il sito fossilifero francese abbraccia una finestra temporale compresa tra i 74 e i 66 milioni di anni fa. Fu proprio il dottor Cabot che qui, nel 1996, lavorando come geologo in esplorazione, si accorse dell'importanza dell'area dal punto di vista paleontologico, rinvenendo le prime uova. La scoperta fece rapidamente il giro del mondo e, come riportato da futura, iniziarono subito i saccheggi. Fu così che per proteggere il sito venne rapidamente istituito un museo all'aria aperta, oggi noto come Musée Parc des dinosaures de Mèze e diretto proprio dal paleontologo. Nonostante il sito sia un “cantiere” a cielo aperto da decenni, ci sono ancora diverse zone da scoprire ed esplorare. Cabot e i suoi collaboratori si sono imbattuti nel centinaio di uova durante una nuova indagine avviata nell'ottobre del 2025.
I paleontologi ritengono che la maggior parte di queste uova appartenga a dei sauropodi, i dinosauri erbivori popolarmente conosciuti come “colli lunghi”. Più nello specifico, sarebbero state deposte da titanosauri, giganti noti soprattutto per i fossili della Patagonia. Quelli che un tempo vivevano nell'attuale territorio europeo e che avrebbero deposto le uova erano lunghi 12-15 metri per 15-20 tonnellate di peso, dunque grandi, ma non quanto i giganti del gruppo alla stregua Dreadnoughtus, Patagotitan e Argentinosaurus (che potevano arrivare a 90 tonnellate). Le uova nella stragrande maggioranza dei casi si sarebbero schiuse (95 percento); la speranza dei ricercatori è riuscire a trovare il fossile di un embrione o di uno sventurato neonato per poterle attribuire con precisione a una specie, ma sarebbe un ritrovamento estremamente raro ed eccezionale.
“La scoperta di così tante uova di – possibilmente – sauropodi è eccezionale, ma non inaspettata, almeno da un punto di vista biologico. Sappiamo che i sauropodi titanosauri nidificassero in colonie, come suggerito dal sito di Auca Mahuevo in Argentina, depositando un elevato numero di uova”, ha affermato a Fanpage.it il dottor Filippo Bertozzo, paleontologo presso il Royal Belgian Institute of Natural Sciences di Bruxelles (Belgio) che ha recentemente scoperto e nominato una nuova specie di dinosauro iguanodonte, Cariocecus bocagei. “L'aspetto veramente inatteso della scoperta francese – prosegue l'esperto – sembrerebbe essere la quantità di uova fossilizzate, con un esteso areale di nidificazione. Sono curioso di vedere gli studi futuri su questo ritrovamento per capire se le uova sono state deposte in un singolo momento o se segue un comportamento migratorio ripetuto (come visto in Argentina), come anche capire se queste uova appartengono tutte ad una singola specie o più. Questa scoperta rappresenta un'importante finestra sul passato, in particolare sulla biologia riproduttiva di questi enormi dinosauri, ma solo studi futuri ci potranno rivelare quale e quante nuove informazioni apprenderemo.”
A tal proposito, il dottor Cabot ha dichiarato che serviranno generazioni e generazioni di paleontologi per poter studiare tutto il materiale emerso dal sito della Francia meridionale. Segnaliamo che proprio in questi giorni è stata annunciata la scoperta di una nuova specie di dinosauro sauropode, Nagatitan chaiyaphumensis, i cui resti fossili sono stati recuperati in Thailandia.