Il Ponte sullo Stretto di Messina può uccidere decine di migliaia di uccelli migratori ogni anno

Immagine
Rondine. Credit: Andrea Centini
Decine di migliaia di uccelli migratori potrebbero morire ogni anno a causa del ponte sullo Stretto di Messina, la cui costruzione è prevista su una delle rotte migratorie più importanti al mondo. Numerose associazioni, compresa la Lipu, hanno inviato una lettera alla Commissione Europea per chiedere lo stop al progetto, incompatibile con la conservazione degli uccelli.

Il ponte sullo Stretto di Messina rischia di uccidere decine di migliaia di uccelli migratori ogni anno, a causa della sua costruzione (per ora sulla carta) in un punto nevralgico sulla rotta migratoria afro-euroasiatica, tra le più importanti al mondo. È quanto evidenziato da BirdLife International e decine di organizzazioni partner – compresa la Lipu-BirdLife Italia, legata sin dal 1994 – dopo aver analizzato a fondo la documentazione relativa all'opera. Per questa ragione hanno deciso di inoltrare una lettera di sensibilizzazione alla commissaria europea per l'Ambiente Jessika Roswall e al segretario esecutivo della Convenzione sulle Specie Migratrici (CMS) Andy Raine, al fine di chiedere lo stop alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.

Immagine
Cicogna bianca. Credit: Andrea Centini

La morte di centinaia di rapaci e decine di migliaia di passeriformi è una conseguenza stimata dai promotori del progetto e già giudicata come non accettabile dalla Commissione Tecnica VIA-VAS del Ministero dell'Ambiente, alla luce del coinvolgimento di un sito protetto di rilevanza mondiale. È stato infatti dato parere negativo di Valutazione di incidenza (VincA), una procedura prevista dalle direttive europee – Habitat e Uccelli – per verificare se un'opera possa danneggiare un sito della rete Natura 2000 (ZPS e SIC/ZSC), come lo è quello in cui dovrebbe sorgere il ponte. In sostanza, l'impatto ambientale negativo dell'opera è ampiamente noto e di fatto già respinto da organismi tecnici. Tuttavia, a seguito di un'approfondita analisi del progetto, le associazioni ambientaliste sottolineano che tale impatto possa essere sostanzialmente peggiore di quanto previsto. "I dati forniti dal proponente sono fortemente sottostimati", afferma la Lipu.

Immagine
Falco pecchiaiolo. Credit: Andrea Centini

Ogni anno il sito è attraversato da milioni di uccelli migratori e le conseguenze sarebbero drammatiche per moltissimi di essi. I firmatari della lettera evidenziano che rondini, gruccioni, gru, cicogne bianche, cicogne nere, falchi pecchiaioli e altre specie sarebbero fortemente colpiti dalla presenza di quest'opera. Anche uccelli gravemente minacciati – come il capovaccaio e l'albanella pallida – sarebbero esposti al suo impatto. Si ritiene che il ponte possa determinare mortalità diretta e indiretta degli uccelli migratori per diverse ragioni, che spaziano dalle collisioni con i cavi di sostegno alla perdita di preziose aree di sosta e alimentazione, fino alle alterazioni comportamentali – come il disorientamento e l'attrazione – catalizzati dall'illuminazione della struttura.

Immagine
Gruccione. Credit: Andrea Centini

In condizioni meteo sfavorevoli, le associazioni calcolano che ogni primavera potrebbero morire più di 500 rapaci e oltre 84.000 passeriformi e altri migratori notturni; in autunno si stimano invece oltre 130 rapaci e 9.500 migratori notturni uccisi. Inoltre, circa 230.000 passeriformi e circa 28.000 limicoli dovrebbero affrontare soste non programmate ed essere esposti a un significativo stress fisico, che andrebbe ad aggiungersi a quello già provocato del cambiamento climatico, tra siccità, incendi, ondate di calore estreme e molto altro ancora. Senza dimenticare il bracconaggio e la preapertura della caccia, che terrorizza gli uccelli nelle aree di sosta e alimentazione prima del grande viaggio. Le conseguenze sugli animali sarebbero particolarmente gravi durante il maltempo e in presenza di forti venti, storicamente presenti sul tratto di mare che unisce Sicilia e Calabria.

Per tutte queste ragioni le 79 associazioni firmatarie della lettera hanno deciso di segnalare l'inopportunità dell'opera alla Commissione europea e ad altre autorità competenti, forti anche del parere dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), secondo cui è impossibile compensare la perdita dei numerosi uccelli a causa del progetto, di fatto incompatibile con la conservazione dell'avifauna. “L’Italia – afferma Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia – ha una grande responsabilità nella tutela delle rotte migratorie tra Eurasia ed Africa, responsabilità che si deve tradurre in scelte politiche ed economiche rispettose dei meccanismi della natura, dai quali dipende la nostra stessa sopravvivenza.

Immagine
Upupa. Credit: Andrea Centini

A rendere controversa la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina vi è anche lo stato del contesto urbano che lo circonderebbe. “In caso di forte terremoto, il ponte sullo Stretto di Messina rischia di unire due cimiteri”, aveva commentato amaramente a Fanpage.it il geologo, primo ricercatore del CNR e divulgatore scientifico Mario Tozzi, sottolineando il significativo rischio sismico dell'area e l'inadeguatezza degli edifici. Il conduttore di Sapiens sostiene che i miliardi di euro stanziati per il progetto dovrebbero essere dirottati proprio per rendere sicure le case dei residenti. Il ponte, del resto, potrebbe essere una delle poche cose a restare in piedi in caso di sisma di magnitudo molto elevata. Basti ricordare l'esito del terremoto di Messina del 28 dicembre 1908, una scossa di magnitudo 7.1 che uccise un terzo della popolazione di Reggio Calabria e metà di quella di Messina, per un totale di circa 120.000 morti.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views