“Ho perso 30 chili con un farmaco dimagrante, ne ho ripresi 7 appena l’ho sospeso”
Perdere 30 chili grazie a un farmaco e poi vederne tornare una parte dopo aver interrotto la terapia. È quello che è successo a Francesca, 31 anni di Milano, che dopo circa un anno e mezzo di trattamento con Wegovy ha ripreso 7 chili. La sua esperienza racconta una delle questioni più discusse legate ai nuovi medicinali per il dimagrimento come l’Ozempic: cosa succede quando (e se) si smette di assumerli? Negli ultimi anni farmaci come semaglutide e tirzepatide sono finiti al centro del dibattito pubblico, tra aspettative, polemiche e timori sugli effetti collaterali. Ma oltre alla perdita di peso, c'è un aspetto spesso meno raccontato: l'obesità è una condizione cronica e interrompere il trattamento può significare fare i conti con il ritorno della fame e con il recupero dei chili persi. Un fenomeno che ha una spiegazione biologica, come chiarisce a Fanpage.it Patrizia Rovere Querini, primario dell’Unità Operativa di Medicina generale a indirizzo salute metabolica e invecchiamento, coordinatrice del Centro d’Eccellenza per la Salute Metabolica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e associato di Medicina Interna all’Università Vita-Salute San Raffaele. Se anche tu come Francesca hai una storia simile da raccontare, puoi scrivere alla mail segnalazioni@fanpage.it o compilare il form che trovi cliccando qui.
Prima di iniziare la terapia, Francesca aveva già provato diverse volte a perdere peso, rivolgendosi sia a dietologi sia a nutrizionisti. Riuscire a seguire un'alimentazione controllata, però, non era semplice e con il tempo finiva per abbandonare i percorsi intrapresi. Si era rivolta a una specialista anche per tenere sotto controllo l'ipotiroidismo autoimmune, ma inizialmente aveva in mente un obiettivo diverso: trovare una dieta che potesse aiutarla a dimagrire. È stata la stessa specialista, dietologa ed endocrinologa, a proporle una terapia farmacologica, dopo aver valutato la sua situazione clinica e il suo indice di massa corporea. All'inizio Francesca era scettica: non aveva mai pensato di ricorrere a un farmaco per perdere peso. Dopo anni di tentativi, però, ha deciso di fidarsi del consiglio medico: "Mi sono detta che, se in tutti questi anni non ero mai riuscita a perdere peso, e ora avevo trovato qualcosa che poteva aiutarmi, perché non approfittarne?", racconta.
Nel settembre 2024 ha iniziato ad assumere Wegovy, un farmaco a base di semaglutide. Nel corso del trattamento, durato circa un anno e mezzo, ha perso complessivamente 30 chili. Un risultato importante, ma che non è arrivato senza difficoltà. "Questo farmaco ti crea un senso di sazietà tale che non ti permette di andare oltre quando mangi", spiega. Le capitava spesso di non riuscire a finire quello che aveva nel piatto, anche quando si trattava di cibi che le piacevano tantissimo. Tra gli effetti indesiderati ha sperimentato soprattutto la nausea, che al mattino era diventata così intensa da impedirle di assumere il farmaco liquido che prendeva per l'ipotiroidismo. Per questo, dopo averne parlato con i medici, ha modificato la terapia per la tiroide, passando a una formulazione in compresse. Ha avuto anche episodi di pressione bassa e tachicardia, oltre a una sorta di reflusso particolarmente sgradevole. La forte sensazione di sazietà, inoltre, rendeva difficile mangiare anche quando avrebbe voluto. Francesca ricorda in particolare un episodio in cui, prima di un concerto, aveva provato a mangiare come faceva abitualmente, ma durante il concerto si era sentita male dopo essersi forzata a finire il pasto. Precisa che lo svenimento avvenuto in quell'occasione non era stato necessariamente causato direttamente dal farmaco, ma che la difficoltà a mangiare quantità normali era una delle conseguenze con cui doveva fare i conti.
Quando ha iniziato il trattamento, Francesca immaginava di seguirlo per circa un anno. Nel tempo, però, ha ricevuto indicazioni diverse da parte degli specialisti sulla durata della terapia. In un primo momento le era stato detto che, vista la giovane età, avrebbe potuto interromperla. Successivamente le è stato spiegato che l'obesità è una malattia cronica e che, proprio per questo, il trattamento potrebbe dover proseguire a lungo. "Questa cosa non mi era sicuramente stata detta prima di iniziare il percorso, perché altrimenti avrei ragionato più a fondo sul percorso che avrei intrapreso, sotto diversi punti di vista", racconta. A pesare sulla decisione c'era anche il costo: il farmaco non è coperto dal Servizio sanitario nazionale e la spesa aumenta con il dosaggio. Dopo aver perso i 30 chili e aver raggiunto il normopeso, Francesca ha deciso di interrompere la terapia, confrontandosi con la specialista che la seguiva in quel momento. Nelle prime settimane dopo la sospensione non ha notato grandi cambiamenti. Nei mesi successivi, invece, ha ripreso circa 7 chili. Non attribuisce però tutto al cosiddetto "effetto rebound", ovvero il recupero di peso che può verificarsi dopo la sospensione del farmaco: riconosce che anche le proprie abitudini alimentari hanno avuto un ruolo. "Ho ripreso 7 chili, ma sicuramente in parte perché non ho mangiato bene. Mi rendo conto che è quello il motivo principale", spiega. Secondo Francesca, uno dei limiti del percorso è stato proprio non aver lavorato abbastanza sul rapporto con il cibo.
Il farmaco le aveva permesso di mangiare meno e di perdere peso, ma non necessariamente di modificare le proprie abitudini. "Wegovy è molto utile, ma non ti libera la testa dai soliti istinti", osserva. Per questo ritiene importante affiancare alla terapia anche un lavoro psicologico, quando necessario, per comprendere le ragioni che possono portare a utilizzare il cibo come forma di sfogo. Nonostante le difficoltà, non considera completamente negativa la propria esperienza e, se tornasse indietro, ripeterebbe il trattamento: "Lo rifarei, perché altrimenti non sarei riuscita a perdere 30 chili. Però forse gestirei meglio quel periodo: ci metterei un po' più di testa mentre sto facendo la terapia, cosa che effettivamente il farmaco da solo non può fare". Il consiglio che si sente di dare a chi sta pensando di iniziare è soprattutto quello di informarsi e rivolgersi a professionisti qualificati: "È importante fare tutte le domande del caso, prendersi del tempo e avere un quadro completo prima di decidere. Bisogna sapere anche quali possono essere gli effetti collaterali e quanto può durare il percorso, perché a me all’inizio non era stato detto".