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Come si arriva a vivere 100 anni: il prof Ongaro (specialista in longevità) spiega i valori da controllare

Siamo abituati a diagnosi, ricette, a rivolgerci al medico e a fare le analisi solo davanti alla comparsa di qualche sintomo. Ma per vivere a lungo bisogna lavorare di prevenzione. In che modo lo spiega il professor Filippo Ongaro.
Intervista a Filippo Ongaro
Medico specializzato in longevità
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Dalla ricerca della felicità a quella della longevità. Uno degli obiettivi di questi ultimi anni – e anche una delle direzioni che ha preso la ricerca scientifica – riguarda proprio il vivere più a lungo e in salute. Dagli studi sulla dieta dei centenari agli alimenti in grado di liberarci dall'infiammazione e rinforzare il sistema immunitario, dagli integratori ai decaloghi per le buone abitudini: la via per la longevità è lunga ma non è impossibile. Soprattutto se si lavora di prevenzione. La medicina funzionale e la medicina anti-ageing (entrambe arrivano arrivano direttamente dagli USA) si muovono proprio in tal senso: giocano d'anticipo. Non vanno alla ricerca di malattie, non stabiliscono diagnosi ma puntano in qualche modo a prescrivere ricette per la lunga vita. "Il corpo a volte ci inganna", spiega a Fanpage.it il professor Filippo Ongaro, ex medico dell'Esa e tra i primi ad essersi specializzato in queste discipline. "Riesce a mantenere un'apparenza di funzionamento normale anche quando sotto la superficie i processi di invecchiamento accelerato sono già attivi da anni. Possono esserci persone che si sentono benissimo con valori metabolici già compromessi, atleti con placche coronariche in formazione, cinquantenni energici con livelli ormonali da settantenni. La medicina funzionale non aspetta i sintomi: misura i processi quando sono ancora modificabili. È la differenza tra spegnere un incendio e non farlo mai partire.

Gli esami da fare per prevenire l'infiammazione cronica

Al di là della prevenzione a cui siamo già abituati tra screening e analisi di routine, la medicina funzionale stabilisce e quali sono le criticità, e indaga le principali cause dei processi di invecchiamento. "Prendiamo uno dei denominatori comuni di tutte le malattia degenerative: l'infiammazione cronica. Non ci sono sintomi, non dà dolore o febbre, lavora nell'ombra". Si tratta di un processo che si può tenere sotto controllo attraverso delle analisi del sangue. "I marker essenziali sono la proteina C reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP), l'omocisteina e la ferritina che non è solo un marker del ferro ma anche un indicatore infiammatorio, e il rapporto omega-3/omega-6 nel sangue, uno dei marker infiammatori più sottovalutati e più direttamente modificabili con l’alimentazione".

Come si controlla il metabolismo

Sentiamo parlare di metabolismo soprattutto in relazione al peso: un metabolismo veloce che brucia le calorie è l'obiettivo di chi aspira alla magrezza. Ma un metabolismo veloce ed efficiente è prima di tutto in grado di mantenerci in salute, ed è possibile tenerlo sotto controllo attraverso delle analisi del sangue specifiche. "Il punto di partenza è la glicemia a digiuno — ma da sola non basta. L'esame più importante e più trascurato è l‘insulina a digiuno". Poi ci sono altre valutazioni che servono ad avere un quadro ancora più completo: "Sono molto importanti alcune misurazioni come la massa grassa, la circonferenza addominale e il rapporto vita/fianchi. E ovviamente ci sono altri esami di imaging come l’ecografia epatica o l’ecodoppler dei tronchi sovra-aortici che sono molto importanti".

Ormoni: il linguaggio della comunicazione del corpo

Anche gli ormoni giocano un ruolo importante per la salute e il benessere: "Gli ormoni sono la lingua con cui il corpo comunica con sé stesso. Il loro declino con l'età non è un fatto neutro — è uno dei principali driver dell'invecchiamento accelerato. Nel profilo ormonale completo vanno misurati testosterone totale e libero e il diidrotestosterone negli uomini, poi c'è l'estradiolo, il cortisolo (l'ormone dello stress), e il profilo tiroideo completo. Ovviamente sono esami che vanno suggeriti e letti da un medico esperto nel contesto di una valutazione clinica completa".

Cosa ci dicono le analisi del nostro stile di vita

Questi esami clinici ci dicono molto anche del nostro stile di vita, delle nostre abitudini: "Sono un diario biologico — raccontano anni di abitudini con una precisione che nessuna anamnesi può raggiungere". Nella medicina convenzionale non esiste ancora una figura per questo tipo di valutazione. "La medicina è organizzata per specialità d'organo: il cardiologo guarda il cuore, il gastroenterologo l’intestino e così purtroppo il rischio è che nessuno veda il paziente nella sua interezza biologica. La medicina funzionale nasce esattamente per colmare questo vuoto ma non è una disciplina inquadrata in una specialità universitaria. E forse va considerata soprattutto come un nuovo sistema operativo di cui qualsiasi medico può dotarsi. Detto questo, l’internista, l’endocrinologo, il geriatra o il medico di base con formazione specifica e che abbia una cultura della prevenzione può gestire benissimo questo approccio proattivo. Ovviamente tutto questo poi si inquadra in un cambiamento dello stile di vita della persona che va redatto secondo le conoscenze attuali di psicologia comportamentale e del cambiamento. Personalmente credo che si formeranno sempre più team multi-disciplinari integrati e orientati alla prevenzione e questo renderà l’approccio molto più accessibile".

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