La semaglutide in pillola riduce anche il consumo di alcol, oltre al peso: lo studio

La semaglutide, il farmaco “miracoloso” per perdere peso, nella formulazione orale è in grado di ridurre il consumo di alcol in individui affetti da disturbo da uso di alcol (Alcohol Use Disorder o AUD), una condizione patologica in cui le bevande alcoliche vengono assunte in modo eccessivo e incontrollato, con effetti devastanti su salute psicofisica, sfera sociale e sicurezza (personale e pubblica). È quanto emerso da un nuovo studio pubblicato sull'autorevole rivista scientifica American Journal of Psychiatry. Ciò che rende particolarmente significativi i risultati di questa ricerca vi è il fatto che si tratta di studio randomizzato a bracci paralleli, in doppio cieco e controllato con placebo, il gold standard della ricerca scientifica. Siamo dunque innanzi a un lavoro più approfondito e rigoroso degli studi osservazionali / di associazione che non fanno emergere rapporti di causa-effetto. In questo caso i pazienti che hanno assunto la semaglutide – nella formulazione orale, non iniettata – hanno effettivamente ridotto il consumo di alcol rispetto a quelli del gruppo placebo. Come sottolineato dagli autori della ricerca, in questi contesti anche una riduzione limitata può avere effetti molto benefici per il paziente e le loro famiglie.
A determinare che la semaglutide orale è in grado di ridurre il consumo di alcol in persone affette da disturbo da uso di alcol (AUD) è stato un team di ricerca della Facoltà di Medicina dell'Università del Colorado Anschutz di Aurora (Stati Uniti d'America). I ricercatori coordinati dal professor Joseph P. Schacht, docente presso il Dipartimento di Psichiatria dell'ateneo, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver coinvolto cinquanta persone con AUD in un apposito trial clinico. Sono stati suddivisi in due gruppi e hanno ricevuto semaglutide orale (3 o 7 milligrammi ogni giorno) oppure un placebo per otto settimane. Tutti i partecipanti erano pazienti con AUD da moderato a grave che cercavano aiuto per superare la condizione. I ricercatori, durante la sperimentazione, hanno valutato non solo il consumo di alcol, ma anche i giorni di binge drinking – quelli in cui si beve quantità spropositate di bevande alcoliche –, il craving per l'alcol (il desiderio irrefrenabile di bere) e le conseguenze negative legate a questo abuso, ad esempio nella qualità della vita, nelle relazioni e nella sicurezza. I partecipanti avevano tutti un indice di massa corporea (BMI) maggiore o uguale a 25 e consumavano almeno 28 drink a settimana (se uomini) o almeno 21 drink (se donne). Il 94 percento dei partecipanti ha completato il trattamento, mostrando un'elevata aderenza alla terapia, anche grazie alla formulazione orale della semaglutide.
Incrociando tutti i dati è emerso che i partecipanti trattati con semaglutide hanno mostrato una riduzione significativa nei giorni di binge drinking; numero di drink consumati ogni giorno; quantità di alcol per occasione di consumo; craving (ma non in laboratorio, solo naturale); conseguenze e comportamenti negativi legati all'alcol e anche dell'uso di cannabis. Il professor Schacht e colleghi hanno inoltre rilevato anche un miglioramento del livello di rischio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – il WHO Risk Drinking Level – di almeno 1 livello. In parole semplici, si tratta di un sistema standardizzato che determina il rischio sanitario associato al consumo di alcol, sulla base della quantità di alcol ingerita nell'arco di una settimana. La semaglutide non ha avuto alcun effetto sull'astinenza totale (tutti hanno continuato a bere). Il farmaco è stato ben tollerato e gli effetti collaterali segnalati sono stati perlopiù lievi e di tipo gastrointestinale; in un caso è emerso rash cutaneo e il paziente ha dovuto sospendere il trattamento.
“Questo studio suggerisce che la semaglutide orale potrebbe contribuire a ridurre il consumo eccessivo e dannoso di alcol, anche in persone che non stanno cercando di smettere completamente di bere”, ha affermato in un comunicato stampa il professor Schacht. “Potrebbe rappresentare una nuova opzione terapeutica per il disturbo da uso di alcol, in particolare per coloro che non hanno tratto beneficio dai farmaci esistenti, e potrebbe ridurre i danni alla salute e alla vita sociale correlati all'alcol. È importante sottolineare che anche una semplice riduzione del consumo eccessivo di alcol può portare a miglioramenti significativi per i pazienti e le loro famiglie”, ha aggiunto l'esperto. Con studi più approfonditi i ricercatori proveranno a determinare se la semaglutide possa effettivamente diventare un farmaco di prima linea per combattere l'abuso di alcol, inoltre proveranno a determinare il dosaggio migliore per lo scopo.
Sin da quando è stata progettata, la semaglutide ha dimostrato di essere uno dei farmaci più interessanti ed efficaci degli ultimi decenni. Inizialmente pensata per il trattamento del diabete di tipo 2, grazie alla capacità di regolare l'insulina e il senso di appetito, ha mostrato significativi benefici sulla perdita di peso, diventando immediatamente un punto di riferimento per chi desidera eliminare i chili di troppo (ma sempre sotto stretto controllo medico, alla luce dei potenziali e significativi effetti collaterali). Studi successivi hanno mostrato che la semaglutide (e altri farmaci della famiglia GLP-1 che imitano l'azione di uno o più ormoni, come la tirzepatide) sono associati a un rischio ridotto di malattie cardiovascolari, renali e ossee, oltre che di cancro e mortalità per tutte le cause. I ricercatori hanno anche rilevato la riduzione del dolore al ginocchio e quella del vizio del fumo. Sono tutti risultati incoraggianti sugli effetti benefici di questi nuovi farmaci sulla salute generale, ai quali ora si aggiunge anche la riduzione del consumo compulsivo di alcol. I dettagli della ricerca “Oral Semaglutide for Alcohol Use Disorder: A Randomized Clinical Trial” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica American Journal of Psychiatry.