Cambiamenti climatici

Fa talmente caldo che hanno chiuso il Monte Cervino

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A causa delle temperature delle ultime settimane il Cervino è diventato una montagna più fragile. Le rocce sono instabili, il rischio di frane è troppo grande. La Società Guide del Cervino ha deciso di bloccare le ascensioni organizzate.

Monte Cervino, altezza stimata 4.478 metri sopra il livello del mare. Una piramide di roccia. Una delle montagne più riconoscibili in tutto l’arco alpino. Il suo profilo è un triangolo che si muove verso il cielo, disegnato esattamente come farebbe un bambino. Da qualche ora questa montagna è ufficialmente chiusa al pubblico. Certo, è difficile applicare transenne e varchi di ingresso a un massiccio di roccia ma l’effetto è quello. Eppure l’effetto è esattamente questo. La Società Guide del Cervino ha deciso di bloccare l’accompagnamento dei clienti verso la vetta. Parliamo di una montagna complessa da scalare, anche seguendo le vie più semplici. Per questo l’attività delle guide che accompagnano clienti, anche esperti, è già un taglio netto al movimento sul Cervino. Ma non solo. La Società Guide del Cervino ha sconsigliato la scalata alla montagna anche agli alpinisti esperti, quelli che non avrebbero bisogno di guide per arrivare in cima.

Il Cervino non ha solo un versante italiano. Ha anche una parte Svizzera, dove viene chiamato spesso Matterhorn. Le guide Svizzere avevano preso una decisione simile a metà luglio, sospendendo le ascensioni sul loro versante. Tutte queste decisioni sono legate a un unico fattore: l’instabilità. L’ondata di caldo è arrivata anche sulle Alpi. A fine giugno la Capanna Margherita, il rifugio alpino più alto d’Europa aveva toccato un caldo record da 9,5° C. Parliamo di un rifugio situato sul massiccio del Monte Rosa, a 4.554 metri di quota. Il dato, accompagnato da altri record registrati in questa stagione, ha superato di 0,2° C il picco raggiunto nel 2016.

Le conseguenze di queste temperature si sono sentite molto sul Cervino. Il caldo ha reso instabile la montagna. Le sue rocce sono state battute da piogge torrenziali. Il calore ha sciolto il ghiaccio che teneva insieme il permafrost, quello strato di rocce e detriti che si trova in certi punti della montagna. Il freddo tiene saldo questo ecosistema. Se il ghiaccio si scioglie, le rocce si staccano e franano a valle. Se le piogge torrenziali arrivano fino a questi ecosistemi, la roccia si disgrega e diventa instabile. Questo lo avevamo già visto con le immagini delle cascate che a un certo punto erano comparse sul Cervino.

Le previsioni per i prossimi giorni, e per il futuro

L’ondata di calore non è finita. Molte previsioni concordano con il fatto che fino al 15 agosto non ci saranno molti margini di cambiamento. Poi la quarta ondata di calore dovrebbe lasciare il nostro territorio. Il problema è dopo. Negli ultimi mesi stiamo osservando la formazione del Super El Niño, una versione “mostruosa” di El Niño. Lo abbiamo spiegato in questo approfondimento: questo fenomeno è in grado di condizionare tutto il sistema climatico mondiale. Il rischio, se le previsioni si mantengono, è che il 2027 sarà persino peggio di questo 2026.

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