Enorme cimitero di mammut trovato sotto un cantiere edile
Durante gli scavi per la costruzione di un grande edificio è stata fatta una scoperta straordinaria in Repubblica Ceca: dal terreno, infatti, sono emerse migliaia di ossa di mammut lanoso (Mammuthus primigenius), colossale pachiderma ricoperto da una folta pelliccia vissuto tra Pleistocene e Olocene. Quello emerso nel quartiere di Bukov, nella città di Ústí nad Labem sita nel cuore della Boemia settentrionale, è un vero e proprio cimitero dei mammut, dietro il quale si cela la mano dell'essere umano.
Si ritiene infatti che questo, tra i 29.000 e i 25.500 anni fa (nel periodo della cultura Gravettiana del Paleolitico superiore), fosse un luogo di macellazione delle carcasse degli animali. Non un vero e proprio insediamento fisso, ma uno molto frequentato perché ideale per la cattura dei mammut. La geografia del posto, tra gole strette e terreni paludosi, avrebbe infatti favorito trappole e abbattimento dei giganti preistorici. Tuttavia non si esclude che qui gli uomini e le donne dell'epoca trascinassero i corpi di animali morti per cause naturali, per poi trattarne carne, ossa e pelle.
Nel sito paleontologico di Ústí nad Labem, dove dovrebbe emergere un enorme palazzo di giustizia, non sono stati trovati solo i resti dei mammut e di altri animali (come rinoceronti lanosi, un cavallo, una lepre e una renna), ma anche di utensili per la lavorazione delle carcasse. Gli studiosi hanno infatti rinvenuto strumenti litici come lamelle a dorso, rettangoli gravettiani e microgravette, tutti legati alla sopracitata cultura Gravettiana che erano usati per tagliare elementi morbidi e duri come ossa, carne e pellame.
A suffragio dell'ipotesi che si trattasse di un sito di trattamento anche la presenza di incisioni di taglio sulle costole dei mammut, ossa disarticolate e fratture compatibili con la lavorazione di materiale fresco e anche la presenza di piccoli proiettili, probabilmente usati per abbattere gli animali. I ricercatori hanno trovato anche focolari, il pigmento ocra rossa – molto usato dagli uomini preistorici – e massi spostati e adagiati intenzionalmente. È stato persino trovato un pendente in avorio ottenuto dalle zanne di mammut. Tutto questo suggerisce anche l'ipotesi che questo luogo potesse essere sede di rituali, anche se i ricercatori non intendono sbilanciarsi in tal senso.
A descrivere questo cimitero dei mammut è stato team di ricerca internazionale guidato da scienziati cechi dell'Istituto di Archeologia – Accademia delle Scienze Ceca di Brno, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di vari istituti. Fra quelli coinvolti l'Istituto per il patrimonio archeologico della Boemia nordoccidentale; il Dipartimento di Archeologia – Facoltà di Filosofia dell'Università di Hradec Králové; l'Istituto di Scienze Archeologiche e l'HEAS dell'Università di Vienna. I paleontologi, coordinati dal professor Dominik Chlachula, sono stati contattati dagli archeologi impegnati negli scavi nel quartiere di Bukov quando sono emerse le prime ossa. Mai si sarebbero immaginati che dall'area di circa 1.000 metri quadrati sarebbe emerso un simile tesoro risalente al periodo appena precedente all'ultimo Massimo Glaciale (LGM) della glaciazione Würm,, verificatosi tra 25.000 e 19.000 anni fa. Durante i lavori, infatti, sono state rinvenute oltre 3.500 ossa di mammut, appartenenti ad almeno venti individui differenti. Purtroppo zanne e teste erano quelli meno comuni, evidentemente trattati altrove.
Le analisi su questi reperti hanno fatto emergere un elemento piuttosto interessante. I mammut uccisi avevano un'età compresa tra i 3 e i 35 anni, ma la massima concentrazione era composta da individui fra i 13 e i 24 anni. La maggior parte erano adulti maturi, ma ancora in fase di crescita. Questo è un dettaglio interessante, perché suggerisce che i cacciatori dell'epoca potessero prediligere i giovani maschi isolati (in dispersione da branchi) e qualche piccolo gruppo famigliare, piuttosto che gruppi numerosi. È solo un'ipotesi perché devono ancora essere condotte analisi ad hoc su genere ed eventuali rapporti fra gli esemplari, ma è interessante perché suggerisce una possibile “tattica” adottata dai nostri antenati, basata anche su una geografia favorevole ad agguati e trappole. Come indicato, però, non si può escludere del tutto che questo gruppo si nutrisse di animali morti per cause naturali, anche la giovane età di molti esemplari trovati suggerisce la caccia. I dettagli della ricerca “A New Late Gravettian Mammoth Bone Deposit in Bukov, Ústí nad Labem, North Bohemia” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Journal of Archaeological Science: Reports.