Blue Origin sfida SpaceX: il lander rivale di Starship sulla Luna entro l’anno

La Blue Origin di Jeff Bezos vuole sbarcare sulla Luna entro la fine dell’anno con il suo Blue Moon, il lander rivale di Starship nel programma Artemis della NASA. L’azienda ha recentemente completato un test cruciale con la prima versione del lander, MK1 (Blue Moon Mark 1), chiamata “Endurance” ed è ora impegnata negli ultimi test pre-lancio.
La prova, condotta presso il Johnson Space Center della NASA a Houston, ha simulato le condizioni estreme dello spazio all’interno di una camera a vuoto, uno dei passaggi più delicati per la certificazione del sistema per le missioni lunari Artemis della NASA. Dopo il completamento del test, Blue Origin ha trasferito Endurance al Lunar Plant 1 in Florida, dove ora è impegnata nei test di compatibilità delle radiofrequenze, per garantire che i sistemi di comunicazione del veicolo non subiscano interferenze prima del volo.
Se tutto andrà secondo i piani, Endurance tenterà un allunaggio senza equipaggio entro la fine dell’anno. Durante il volo, il lander dovrà dimostrare diverse capacità fondamentali, tra cui la navigazione autonoma, il trasferimento di carburante criogenico, lo stoccaggio prolungato dei propellenti e la capacità di ritornare in orbita lunare. La missione trasporterà inoltre due carichi scientifici del programma Commercial Lunar Payload Services (CLPS) della NASA, l’iniziativa con cui l’Aagenzia collabora con aziende private per sviluppare tecnologie e infrastrutture destinate all’esplorazione lunare.
La corsa alla Luna tra Blue Moon e Starship
Blue Moon è uno dei due sistemi di atterraggio lunare commissionati dalla NASA per il programma Artemis insieme a Starship di SpaceX. L’obiettivo dell’Agenzia americana è riportare esseri umani sulla Luna entro la fine del decennio, ma sia Blue Origin sia SpaceX dovranno prima dimostrare l’affidabilità dei rispettivi veicoli attraverso una serie di prove, tra cui un allunaggio senza equipaggio.
La NASA punta attualmente al 2027 per la missione Artemis 3, che porterà quattro astronauti in orbita a bordo della capsula Orion. In quella fase, la NASA potrebbe utilizzare Blue Moon, Starship o entrambe le navicelle per le operazioni di rendezvous e attracco, a seconda dello stato di avanzamento dei programmi. Il ritorno sulla superficie lunare degli astronauti è invece previsto con la successiva missione Artemis 4, pianificata per il 2028.
Endurance rappresenta una versione preliminare del sistema Blue Moon: il modulo MK1 servirà infatti a preparare il terreno per il successivo MK2, la variante progettata da Blue Origin per il trasporto di astronauti sulla superficie lunare. Per l’azienda di Jeff Bezos resta inoltre da chiarire quando il razzo New Glenn, destinato a lanciare Endurance verso la Luna, tornerà operativo dopo il problema al secondo stadio emerso durante il suo ultimo volo di prova.
Nel frattempo, SpaceX mantiene un margine di vantaggio nello sviluppo operativo di Starship, che ha già effettuato diversi voli di prova e si prepara a un nuovo test nelle prossime settimane, nonostante la recente esplosione avvenuta durante un test alla Starbase in Texas. Anche il sistema di Elon Musk, tuttavia, deve ancora completare alcuni degli obiettivi richiesti dalla NASA per le missioni Artemis: non ha ancora completato un volo orbitale completo né una dimostrazione di allunaggio senza equipaggio.