"Quando ho visto il primo video di Fanpage.it ho fatto un pensiero. Vive e prospera un sistema che io stesso ingenuamente ritenevo superato". A parlare è Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione in uno dei passaggi dell'intervista rilasciata al Mattino sulla questione legata allo scandalo rifiuti e corruzioni su cui sta indagando la Procura di Napoli dopo la video inchiesta "Bloody Money" condotta dal giornale diretto da Francesco Piccinini. Nomi illustri della politica campana sono stati tirati in ballo, da Luciano Passariello a Roberto De Luca, secondogenito del governatore Vincenzo. Cantone lo aveva già dichiarato nei giorni scorsi, all'indomani dello scoppio del caso, quando, più che sulla vicenda giudiziaria aveva posto l'accento proprio sulla questione della gestione illecita dei rifiuti. "A parte le vicende che riguardano la corruzione, questo dato degli sversamenti abusivi dimostra che purtroppo la nostra terra rischia di essere ancora una volta il ricettacolo di attività illecite di tale pericolosità".

"Vedere il filmato in cui un delinquente criminale afferma di smaltire i fanghi buttandoli nelle fogne, mi ha colpito molto. Dopo l'emergenza della Terra dei Fuochi, abbiamo creduto che certi meccanismi di smaltimento illegale – ha sottolineato ancora Cantone – appartenessero al passato. Ci accorgiamo ora che un pezzo dello smaltimento dei rifiuti avviene in modo irregolare", definendosi "basito" per quanto osservato in quei filmati.

Come funziona questo sistema? "Tu portami il tubi, dice uno dei personaggi filmati, noi lo mettiamo nelle fognature", ha continuato l'ex magistrato. Cantone ha anche evidenziato, come, nonostante su richiesta del presidente della Regione sia stato sottoscritto un protocollo di vigilanza collaborativa affinché il controllo delle cosiddette ecoballe avvenga in maniera rigorosa, "non esiste nessun sistema che possa escludere atti corruttivi". E sulla SMA, la società che si occupa a livello regionale dello smaltimento dei fanghi, ha detto: "Noi non ce ne siamo occupati. È totalmente controllata dalla regione Campania, nei mesi corsi abbiamo fatto delle ispezioni, il sistema degli appalti è risultato essere molto problematico, gli esiti di quel controllo li abbiamo trasmessi alla Procura della Repubblica di Napoli".