Sul programma degli F35 i dubbi rimangono molti. L’Italia salderà presto il suo debito – da 389 milioni di euro – con Lockeed Martin. Ma nel governo rimangono forti “perplessità”. E la volontà dell’esecutivo sembra ancora essere quella di rivedere il programma. Al ribasso. Una volontà che si scontra con il parere dei militari, a partire dal capo di Stato Maggiore dell’aeronautica militare, il generale Alberto Rosso, che oggi, in audizione alla Camera, ha parlato di “forte preoccupazione” di fronte all’incertezza del governo nei confronti del programma. D’altronde, Rosso non ha dubbi: “L’F35 è l’unica soluzione perseguibile. L’alternativa sarebbe certamente costituita da mezzi più vecchi, superati e più costosi”. Per Rosso quella degli F35 è stata una vera e propria “rivoluzione culturale” nel suo campo. Motivo per cui il rallentamento del programma viene criticato dal generale. Che aggiunge: “I piloti ne sono entusiasti, ha capacità che sfiorano la fantascienza, è un mezzo che fa crescere tutta l’aeronautica”. Ad oggi sono in servizio 11 F35 in Italia e presto diventeranno 12. Con 25 piloti qualificati e 250 specialisti per la manutenzione.

L’Italia e gli F35

L’Italia ha aderito al programma degli F35 nel 1998, con il governo guidato da Romano Prodi. Inizialmente era previsto l’acquisto di 131 velivoli, da mettere a disposizione di aeronautica e marina. Poi l’accordo è stato rivisto e si è deciso di scendere a 90, nel 2012. Il Movimento 5 Stelle, ora al governo, si è sempre detto contrario al programma. Ma una volta arrivato a Palazzo Chigi il M5s ha capito che uscire dal programma era impossibile. O magari semplicemente sbagliato. C’è da considerare anche il fatto che in Italia, a Cameri, vengono prodotte parti del velivolo, dando lavoro a centinaia di addetti.

Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha chiesto di recente una valutazione tecnica del programma. Nel frattempo aveva bloccato i 389 milioni di euro di fatture per i lotti ordinati dal governo precedente. Oggi fonti di governo hanno fatto sapere che a breve Trenta firmerà il provvedimento per autorizzare il pagamento. Nonostante restino “perplessità” su un progetto che “va ridiscusso”. Quindi dopo il pagamento ci sarà da valutare come andare avanti. Il compito di ridiscutere il programma spetterà a Conte e Trump. E l’ipotesi di un nuovo taglio sembra quella più probabile, almeno nelle volontà di Palazzo Chigi.