Giulia di Sabatino
in foto: Giulia di Sabatino

Un anno prima di morire fatta a pezzi dalle auto sotto un cavalcavia della A14, Giulia di Sabatino era stata vittima di una violenta aggressione. Una foto agghiacciante mostrata in diretta durante la puntata del 5 ottobre del programma "Chi l'ha visto?" mostra profondi graffi ed ecchimosi sul collo della ragazza, all'epoca 17enne. L'aggressione subita un anno prima della morte ha a che fare con la terribile fine della 19enne? È quello che stanno cercando di scoprire gli inquirenti che ora hanno messo sotto la lente la cerchia di frequentazioni della giovane. A scattare quella foto era stata la mamma di Giulia, alla quale la ragazza aveva chiesto di non denunciare l'episodio all'uscita dall'ospedale. "Si è fatta male da sola, questa ragazza è da richiudere" aveva detto Celeste, la cugina della 19enne, con la quale la ragazza usciva insieme alla sorella Vanessa e a un'altra amica: anche quest'ultima una sera era tornata a casa con graffi e lividi. La ragazza, si scoprirà poi, era stata violentata.

La morte di Giulia

I resti della 19enne sono stati stati trovati il 1° settembre 2015 sotto un cavalcavia della A14, a pochi chilometri da Tortoreto (Teramo). Secondo la ricostruzione della Procura –  che indaga per istigazione al suicidio – la ragazza sarebbe morta precipitando dal viadotto sull'asfalto, dove poi il passaggio delle auto ha finito per dilaniarne il corpo fino a renderlo irriconoscibile. Quella sera Giulia era uscita dopo il lavoro lasciando a casa il cellulare e lo stipendio ritirato nel locale dove lavorava e che stava per lasciare per trasferirsi a Londra.

Omicidio o suicidio?

Cosa è successo tra l'uscita dal lavoro e le cinque del mattino, ora della morte? Giulia è caduta o e stata spinta dal cavalcavia? Mentre la famiglia si interroga su queste domande, intanto, due persone sono finite nel registro degli indagati per istigazione al suicidio. Sono i due uomini che l'hanno incontrata prima della sua morte: un quarantenne che le ha dato un passaggio in auto dal bowling fino al cavalcavia e un giovane alla guida di una Panda rossa. Quest'ultimo si è presentato alle forze dell'ordine dopo quattro mesi dai fatti e ripetuti appelli a farsi avanti e testimoniare. Il ragazzo ha raccontato  di aver fatto salire Giulia in auto e di averla riaccompagnata sullo stesso cavalcavia a notte fonda, dopo aver avuto con lei un rapporto sessuale. Un testimone riferisce di averlo visto litigare con Giulia e strattonarla, circostanza che il giovane, però, non conferma. Il quarantenne e il ragazzo della Panda rossa sono gli unici indagati nell'inchiesta per istigazione al suicidio.

La pista pedopornografica

Aggressioni, violenza sessuale, segreti: il mondo della 19enne Giulia di Sabatino e dei suoi coetanei, dopo mesi di ricerche, appare assai diverso da quello che si immagina debba frequentare una ragazza di 19 anni. Proprio in questo contesto è nata un'indagine parallela a quella per la morte di Giulia. La Procura di Teramo ha aperto un fascicolo per pedopornografia. Come molte adolescenti, Giulia di Sabatino aveva inviato delle foto senza veli a un amico, su sua richiesta. Le immagini, ritrovate di recente sul cellulare della ragazza e ora sono state acquisite dalla Procura di Teramo, venivano fatte circolare su WhatsApp da Giuseppe, amico 26enne di Giulia e suo fidanzato per un periodo. Il giovane è ora indagato nel nuovo filone di inchiesta. Secondo quanto ipotizzato il 26enne avrebbe chiesto anche alle amiche di Giulia di mandargli foto hot.