Rinviare un incontro tra il Pd e Mdp a dopo le elezioni vorrebbe dire andare incontro a sconfitta certa. Questo è, sintetizzando, il pensiero di Piero Fassino, incaricato da Renzi per ricucire i rapporti del Partito Democratico con la sinistra in modo da poter formare una ampia coalizione in vista delle prossime elezioni. “Io insisto sulla necessità che ci si incontri, anche perché dire ci vediamo dopo elude un piccolo problema: prima del dopo ci sono le elezioni. Il tema è mettersi nelle condizioni di vincere le elezioni perché incontrarsi dopo per raccontarsi che le abbiamo perse non mi pare una grande idea”, ha detto Fassino invitando Pier Luigi Bersani al dialogo e a non rimandare la discussione al post-elezioni.

Domani Fassino incontrerà alcuni esponenti di Si e Mdp. In particolare, saranno Giulio Marcon, capogruppo di Sinistra italiana-Possibile alla Camera, e Maria Cecilia Guerra, capogruppo di Mdp al Senato, a incontrare l’ex sindaco di Torino. Fassino si augura un incontro “senza pregiudizi”, considerando che la speranza di un centrosinistra unito è “l’ultima a morire”. “Io continuo a lavorare e mi auguro che si possa avere con Mdp un incontro che possa far fare passi in avanti anche perché i temi che sono stati evocati sono temi su cui è possibile trovare un'intesa”.

Nessuno di questi temi – ha aggiunto Fassino – appare come un ostacolo per trovare un'intesa di tutto il centrosinistra. Si chiede maggior attenzione alla certezza dei diritti del lavoro, siamo d'accordo. Vediamo quali devono essere misure e strumenti in questa direzione. Si chiede maggiore protezione alle fasce deboli, discutiamo di questo. Alcune misure sono già nella legge di bilancio che il Parlamento sta approvando. Si chiede di approvare lo Ius Soli e la legge sul fine vita e noi siamo d'accordo, facciamolo insieme. Non vedo alcun tema su cui sia impossibile realizzare una convergenza. Per questo insisto sulla necessità di un confronto senza pregiudizi e senza tabù”.