"Non ci arrenderemo mai, non concederemo mai la vittoria: Fermeremo il furto dei voti” così il Presidente Usa uscente Donald Trump ha ribadito davanti a migliaia di sostenitori di non voler accettare la sconfitta alle ultime elezioni presidenziali che hanno decretato la vittoria dello sfidante Joe biden. Il motivo è sempre lo stesso: l’accusa di ipotetici brogli elettorali mai provati. Nel giorno in cui esce nuovamente sconfitto dalle urne con i ballottaggi in Georgia che danno il controllo del Senato ai Democratici, Trump ha deciso di rimanere attaccata alla sua poltrona chiamando questa volta in causa il suo vice Mike Pence con una richiesta che rischia dimetterlo in seria difficoltà: non convalidare l’elezione di Biden alla Casa bianca.

Pence scarica Trump

“Se Mike Pence fa la cosa giusta vinciamo le elezioni" ha dichiarato pubblicamente ai suoi Trump riferendosi al fatto che il suo vice deve ratificare formalmente il voto delle ultime presidenziali in qualità di presidente del Congresso. Un puro atto formale che però Trump ha cercato di trasformare i qualcosa di altro in un ultimo disperato tentativo di delegittimare Biden. Un tentativo che però è andato subito a vuoto visto che questa volta lo ha scaricato lo stesso Pence. "La presidenza appartiene agli americani. Non ritengo che i padri fondatori volessero investire il vicepresidente con l'autorità unilaterale di decidere quali voti devono essere contati e quali no", ha dichiarato l’ex vice presidente in una nota.

Donal Trump e lo strappo con i repubblicani

Sempre più solo, Trump però non sembra volersi arrendere all’evidenza. Anche il voto di ieri in Georgia in cui venivano assegnati altri due seggi al Senato  è stato bollato come truccato dai rivali. Durante il comizio alla marcia di Washington, infatti, il tycoon ha sottolineato che i voti dei dem sono stati "rubati" e "truccati”. "Questa volta è andata un po' meglio perché avevamo più occhi per controllare le elezioni ma sono riusciti a truccarle lo stesso", ha detto Trump che si è smarcato anche dal suo partito che ormai non lo segue più in questa campagna. “È la fine del partito repubblicano, non la nostra" ha dichiarato. "Questa manifestazione dovrebbe mandare un messaggio: questo non è più i loro partito repubblicano. Questo è il partito repubblicano di Donald Trump. Questo è il partito repubblicano che metterà l'America al primo posto" ha rincarato la dose il figlio Donald Junior, confermando lo strappo finale.