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Tensione al discorso di Trump sullo Stato dell’Unione, Democratici attaccano: “Hai ucciso degli americani”

Durante il discorso sullo Stato dell’Unione di Donald Trump – il più lungo della storia – non sono mancati i momenti di tensione. Un deputato è stato cacciato per aver ricordato il video razzista sugli Obama postato dalla Casa Bianca. Quando il presidente ha parlato del Minnesota, una parlamentare ha attaccato ricordando l’ICE: “Hai ucciso degli americani”.
A cura di Luca Pons
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È stato il discorso sullo stato dell'Unione più lungo di sempre: Donald Trump ha parlato per un'ora e 47 minuti (prima il record era di Bill Clinton con 90 minuti), e come sempre ha toccato moltissimi argomenti saltando da una questione all'altra. Era un'occasione particolarmente attesa, sia perché è il 250esimo anniversario dalla nascita del Paese, sia perché Trump sta attraversando un momento molto delicato. Il suo indice di gradimento, secondo diversi sondaggi, è sceso sotto il 40%; la Corte Suprema ha bocciato i suoi vecchi dazi; gli Epstein Files continuano a fare scalpore, con le prime conseguenze legali in Europa. E a novembre si voterà per le elezioni di midterm, o di metà mandato, in cui i Repubblicani rischiano di perdere il controllo della Camera.

Tra i Democratici molti sono si sono presentati in segno di protesta: quasi 40 parlamentari hanno dato ‘buca' al presidente. Tra gli assenti di spicco c'è stato anche Elon Musk, che l'anno scorso aveva un posto d'onore di fianco ai figli di Trump. Non sono mancati i momenti di tensione e gli scontri, nonostante per buona parte dell'intervento i Dem abbiano deciso di restare in silenzio.

Cosa ha detto Trump sullo stato dell'Unione

Il tycoon ha iniziato il discorso dicendo "la nostra nazione è tornata" e parlando di una "età dell'oro dell'America". Per tutta la prima parte si è concentrato sulle questioni economiche interne – ovvero il tema su cui l'elettorato americano è più sensibile. "Ho ereditato l'inflazione più alta della storia ma in pochi mesi l'abbiamo fatta calare", ha detto, spesso esagerando i dati effettivi. Più volte ha fatto riferimento al fatto che la borsa Wall Street è cresciuta parecchio nell'ultimo anno.

Il primo passaggio sulla politica estera è arrivato con un riferimento al Venezuela, ora diventato "il nostro nuovo amico e alleato" dopo la cattura dell'ex presidente Nicolas Maduro (che Trump non ha citato) da parte delle forze armate statunitensi. L'inquilino della Casa Bianca ha anche ripetuto di aver "messo fine a otto guerre", un'affermazione estremamente esagerata rispetto agli effettivi successi della sua politica estera.

È tornato anche ad attaccare l'Iran, anche se non ha annunciato nuove offensive. Ha definito Teheran lo "sponsor numero uno del terrore", affermando: "Ora stiamo negoziando, vogliono un accordo ma non avranno mai un'arma nucleare", e "hanno già sviluppato missili che possono colpire l'Europa e gli Usa". Solo dopo oltre un'ora di discorso ha citato l'Ucraina: "Stiamo duramente per porre fine alla nona guerra, quella fatta di uccisioni e stragi in corso tra Russia e Ucraina, dove ogni mese muoiono 25mila soldati".

Immancabile il riferimento ai dazi. Erano presenti quattro giudici della Corte Suprema (tra cui tre di quelli che hanno votato per definire le tariffe illegali, che hanno subito gli attacchi diretti del presidente negli scorsi giorni), e Trump ha mantenuto toni leggermente più moderati rispetto alla sua prima reazione alla sentenza. Ha parlato di una decisione "infelice" e "deludente", ma si è detto ottimista perché "quasi tutti i Paesi e le aziende vogliono mantenere l'accordo, sapendo che il potere legale che possiedo potrebbe rendere l'accordo molto peggiore per loro". Ha anche assicurato che "non sarà necessaria alcuna azione del Congresso": una buona notizia per i Repubblicani, che in buona parte non sono entusiasti delle tariffe.

Lo scontro con i Democratici che ricordano l'ICE: "Hai ucciso degli americani, vergogna"

Numerose le contestazioni avvenute durante il discorso, anche se il clima è stato meno teso rispetto allo scorso anno. Molti Democratici non si sono presentati affatto, mentre altri si sono fatti sentire. Il deputato Al Green, 79 anni, che l'hanno scorso aveva attaccato verbalmente Trump, questa volta ha esposto un cartello non appena il presidente è entrato in sala: "Le persone nere non sono scimmie", c'era scritto. Un evidente riferimento al video razzista postato da Trump con Barack e Michelle Obama. Nel giro di pochi minuti, Green è stato portato fuori dall'Aula dalla sicurezza.

Un altro momento di tensione è arrivato quando Trump ha iniziato ad attaccare con evidenti toni razzisti sulla questione dell'immigrazione. Soprattutto le deputate Rashida Tlaib e Ilhan Omar, a loro volta vittime più volte degli insulti del presidente negli anni, hanno gridato più volte contestando il discorso.

Trump ha parlato del Minnesota chiamando gli immigrati somali presenti nello Stato "pirati". A un certo punto, il presidente ha chiesto di alzarsi in piedi a tutti coloro che ritengono che il governo debba "proteggere i cittadini americani, non gli immigrati illegali". Quando i Democratici, in protesta, sono rimasti seduti, Trump ha attaccato: "Dovreste vergognarvi".

Omar (deputata somalo-americana che è stata eletta proprio in Minnesota) ha contrattaccato: "Tu hai ucciso degli americani. Sei tu che dovresti vergognarti". Parlava delle uccisioni di almeno due cittadini statunitensi a Minneapolis per mano di agenti dell'ICE, la ‘milizia' che fa riferimento al dipartimento di Sicurezza interna che Trump ha potenziato ed espanso moltissimo, inviandola poi a Minneapolis, dove ha effettuato delle operazioni di polizia violente e spesso senza regole.

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