Una cannuccia di metallo le si è conficcata nel cervello dopo aver attraversato il bulbo oculare. Una morta orribile quella della 60enne, Elena Struthers-Gardner, ex fantina, ora in pensione. La tragedia è avvenuta a Poole, nel Dorset inglese, lo scorso mese di novembre, ma è tornata d’attualità in questi giorni dopo che è stato pubblicato il rapporto del medico legale incaricato di seguire l’indagine. La vittima aveva problemi di mobilità ormai da molti anni dopo una gravissima caduta da cavallo all’età di 21 anni che l’aveva resa invalida. Pare stesse camminando in casa portando con sé un barattolo di vetro pieno di vodka e succo d’arancia. All’interno c’era la cannuccia. Ad un certo punto è collassata a terra e quello strumento all’apparenza innocuo le ha trapassato l’occhio sinistro perforandole il cervello.

Elena era sposata con Mandy. Proprio quest’ultima ha fatto la tragica scoperta: “Sono andata in cucina e ho trovato Lena distesa sul pavimento. Emetteva strani suoni con la bocca. La sua tazza di vetro era ancora intatta sul pavimento. Ho chiamato il 999 e ho chiesto un’ambulanza. Mentre ero al telefono, Lena sembrava aver smesso di respirare. Solo in quel momento mi sono accorta che la cannuccia aveva attraversato il suo occhio sinistro”. La signora Struthers-Gardner è stata portata di corsa all’ospedale di Southampton nell’Hampshire. La moglie ha raccontato ancora: “Mi è stato rapidamente comunicato che a causa della gravità della sua ferita era molto improbabile che sarebbe sopravvissuta. Abbiamo visto un paio di specialisti e ci hanno detto che non c’era niente che potevano fare”. A confermarlo è stato il medico David Parham, che ha effettuato l’esame post-mortem sulla vittima, e che ha specificato come causa del decesso una lesione traumatica al cervello provocata dalla cannuccia penetrata “attraverso la palpebra sinistra e il bulbo oculare sinistro”.

Robin Struthers, il fratello della vittima, ha chiesto un parere ad un esperto che, nel commentare l’uso delle cannucce di metallo, ha spiegato: “Possono essere facilmente letali”. L’esperto ha concluso dicendo che “non dovrebbero essere usate da persone che hanno problemi di mobilità”.