Sospesa per due giorni dalle lezioni a causa del colore dei suoi capelli. È la decisione presa da una scuola nei confronti di una studentessa di quindici anni, “colpevole” appunto di essersi presentata in classe con i capelli tinti di rosa. Protagonista di questa storia è la quindicenne Savannah Sharp di Stoke-on-Trent, nella contea di Staffordshire, in Inghilterra, accusata dalla St Peter's Academy di aver violato il regolamento scolastico. A rendere nota la storia di Savannah e la “punizione” della scuola è stata la madre della ragazza, a cui la decisione delle autorità scolastiche proprio non è andata giù. Secondo quanto riportano i media inglesi, infatti, Rachel ha interpretato la sospensione di sua figlia dalle lezioni come una “violazione del suo diritto di esprimersi”. E ha spiegato anche perché la quindicenne aveva scelto di avere i capelli rosa: “Mia figlia soffre di ansia e depressione e quello era un modo per tirarsi su, invece di fare dell'autolesionismo, – ha spiegato la mamma ai media locali. – Alle mie lamentele la scuola ha risposto di tingerle i capelli di nero, è una violazione del suo diritto di esprimersi".

La madre arrabbiata: "Il colore dei capelli non influisce sul suo comportamento" – Secondo la madre che, infuriata, ha chiesto al dirigente di sospendere la punizione, il colore dei capelli non ha alcun impatto sul suo comportamento. A suo dire, quei capelli rosa pallido l’avrebbero fatta sentire meglio con se stessa, mentre prima, a causa dei suoi disturbi, avrebbe praticato autolesionismo. E ancora, ha denunciato ai media la mamma di Savannah: “Non vedo come il colore dei suoi capelli possa influire sulla sua capacità di apprendimento; la punizione, invece, ha di nuovo influito sul suo umore, è molto arrabbiata e infastidita; non voleva perdere le lezioni di inglese e matematica". La donna ha ammesso di essere arrabbiata soprattutto perché la scuola conosce i problemi della figlia e in questo modo sicuramente non l'hanno aiutata.