Quando il marito non rispondeva, lei picchiava il figlio di 2 anni e gli mandava le foto: genitori arrestati in Usa

Due genitori statunitensi sono finiti in carcere dopo che, secondo le autorità del Minnesota, la donna avrebbe picchiato il figlio di due anni e inviato le prove degli abusi al compagno perché lui non le rispondeva mentre era al lavoro. L'assurdo episodio ha portato alla luce una terribile storia di violenza domestica ai danni del piccolo che pare andasse avanti da molto tempo.
La polizia di Burnsville è intervenuta nell'abitazione della coppia dopo una segnalazione di una persona che aveva visto le foto del bimbo picchiato e ha deciso così di allertare le autorità temendo per l'incolumità del minore. "La persona che ha effettuato la segnalazione ha fornito agli agenti delle fotografie del bambino che mostravano lividi su tutto il corpo" ha spiegato la polizia locale.
La segnalazione quindi è stata presa molto sul serio e gli agenti hanno fatto scattare una perquisizione domiciliare nell'abitazione della coppia, nell'area metropolitana di Minneapolis, che ha confermato i sospetti. Secondo il comunicato stampa, gli agenti intervenuti sul posto hanno constatato che "il bambino presentava punti di sutura sulla fronte e numerosi lividi sul corpo" ed "estesi lividi su schiena, addome, fianchi, braccia, gambe e viso" segni evidenti di percosse e violenze.
Nessuno dei due genitori ha saputo fornire una spiegazione plausibile per le lesioni del piccolo e per loro è scattato quindi l'arresto per abusi su minore mentre il piccolo è stato allontanato dall'abitazione e affidato ai servizi sociali.
Dopo aver ottenuto un mandato di perquisizione per i telefoni cellulari dei genitori, gli investigatore hanno scoperto l'assurda abitudine per la quale la donna inviava al marito foto e video del bambino in lacrime mentre lei lo picchiava. "Per apparente rappresaglia, la donna ha sfogato la sua rabbia sul bambino scuotendolo, colpendolo, prendendolo a pugni ripetutamente e e minacciandolo di morte" hanno spiegato gli inquirenti, aggiungendo che sono stati rinvenuti foto e video del bambino in lacrime che documentando gli abusi nel momento stesso in cui si verificavano.
Non un episodio isolato bensì un comportamento abitudinario visto che dai messaggi è emerso che in almeno una decina di casi la donna inviava messaggi con foto e video al marito con riferimento al fare del male fisico al bambino e altre decine in cui affermava di averlo picchiato per rappresaglia contro il compagno.