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Condannato a 4 anni di carcere per stupro Marius Borg Høiby, figlio della principessa ereditaria di Norvegia

Marius Borg Høiby, figlio della principessa ereditaria di Norvegia Mette-Marit, è stato condannato a 4 anni di carcere per stupro, violenza domestica e altri reati. L’accusa aveva chiesto per il giovane una condanna a 7 anni e sette mesi di reclusione.
A sinistra, Marius Borg Høiby, figlio della principessa ereditaria di Norvegia Mette–Marit (a destra).
A sinistra, Marius Borg Høiby, figlio della principessa ereditaria di Norvegia Mette–Marit (a destra).

Marius Borg Høiby, figlio della principessa ereditaria di Norvegia Mette-Marit, è stato condannato a 4 anni di carcere per una serie di reati, tra i quali stupro e violenza domestica. Gli è stato inoltre imposto un ordine restrittivo di 2 anni nei confronti di una vittima di abusi.

La sentenza è stata emessa nella mattinata di oggi, lunedì 15 giugno, dal tribunale distrettuale di Oslo. Il giudice Jon Sverdrup Efjestad ha condannato il 29enne per aver aggredito la sua ex fidanzata, Nora Haukland, l'unica vittima il cui nome è stato reso pubblico. Høiby è stato assolto da altre accuse.

Tra le decine di reati di cui Høiby era accusato, commessi a partire dal 2018, figuravano infatti quattro stupri e aggressioni, diverse violazioni di ordini restrittivi, reati legati a droghe illegali e a gravi violazioni del codice della strada. 

Høiby si era dichiarato non colpevole per i reati più gravi, pur ammettendo alcune delle accuse minori, come il possesso di marijuana, aggressione e minacce. Ora potrà presentare ricorso contro la sentenza.

Il processo si è svolto in un momento difficile per la famiglia reale norvegese, che sta affrontando la grave malattia della madre di Høiby, la principessa ereditaria Mette-Marit, di recente finita sotto i riflettori anche per la sua amicizia con Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense condannato per abusi sessuali e traffico di minorenni e morto suicida in carcere nel 2019.

Per motivi di salute non specificati, Hoiby, in custodia cautelare dall'inizio di febbraio, non era fisicamente presente alla lettura della sentenza, che ha seguito in videoconferenza dalla sua cella.

L'accusa aveva chiesto una condanna a 7 anni e sette mesi di reclusione. La difesa, invece, l'assoluzione dall'accusa di stupro e una condanna a un anno e mezzo di reclusione per gli altri reati.

Il processo, che si è svolto dal 3 febbraio al 19 marzo, ha portato alla luce la vita di eccessi del giovane, catapultato sotto i riflettori all'età di 3 anni dalla relazione tra Mette-Marit e il principe Haakon, secondogenito e unico figlio maschio di re Harald V di Norvegia e della regina Sonja.

Il 29enne è nato da una precedente relazione della principessa ereditaria di Norvegia Mette-Marit, non detiene per questo alcun titolo e non è membro ufficiale della casa reale.

"Sono conosciuto principalmente come il figlio di mia madre, non per altro. Quindi, ho sempre avuto un fortissimo bisogno di riconoscimento. E questo si è tradotto in molto sesso, molta droga e molto alcol", aveva dichiarato durante il processo.

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