Crollo ponte Morandi, condannato a 12 anni l’ex ad di Autostrade Castellucci: la sentenza di primo grado

Ci sono voluti otto anni perché arrivasse la prima sentenza del processo sulle responsabilità del crollo del ponte Morandi di Genova. Le vittime furono 43. I 57 imputati, quasi tutte persone che nel 2018 ricoprivano le alte cariche di Autostrade e di Spea, ovvero la società a cui erano state affidate le attività di sorveglianza e di ispezione della rete in concessione, erano a giudizio con l'accusa a vario titolo di omicidio colposo plurimo, crollo colposo e un complesso di 112 capi di imputazione. Il Tribunale di Genova ha condannato a 12 anni di reclusione l'ex ad di Aspi Giovanni Castellucci. Gli è stato riconosciuto il crollo colposo e omicidio stradale. Assorbito invece il reato di omicidio colposo semplice. La procura aveva chiesto 18 anni e 6 mesi. Cinque anni di reclusione per Mauro Coletta, ex direttore vigilanza sulle concessioni autostradali del Mit.
Condannati anche gli ex vertici di Aspi e di Spea. Michele Donferri Mitelli, ex numero tre di Aspi, responsabile delle manutenzioni dovrà scontare una pena di 11 anni. Il pm aveva chiesto per lui 15 anni e sei mesi. E ancora: 5 anni e sei mesi per Paolo Berti, ex numero due Aspi, ex direttore centrale delle operazioni. Per lui erano stati chiesti 12 anni e sei mesi. Condannato a cinque anni e sei mesi anche l'ex ad di Spea, Antonino Galatà.
La sentenza di primo grado arriva dopo quattro anni di processo. I magistrati Walter Cotugno e Marco Airoldi durante la requisitoria dello scorso autunno avevano sostenuto: "Non abbiamo trovato praticamente nessun elemento a favore di Castellucci. Un’enciclopedia di elementi negativi, uno più grave dell’altro. Quasi 20 anni di scelte a discapito della sicurezza, reiterate, ripetute". E ancora: "Castellucci gestiva Aspi come la gallina dalle uova d’oro. Garantiva prestigio personale, carriera. Dopo la tragedia di Acqualonga dimostra poca sensibilità. Castellucci non si poteva neanche nominare tra i dipendenti, come fosse Lord Voldemort".
L'avvocato Giovanni Paolo che difende Castellucci ha dichiarato dopo la lettura della sentenza: "Si è cercato il colpevole ma non la colpa. Castellucci è stato condannato senza colpa. La sua unica colpa è quella di essere innocente". E ancora: "Seguiteremo a combattere per la sua innocenza e siamo sicuri che l'appello rimedierà a quello che riteniamo un errore".
Così Egle Possetti, presidente e portavoce del Comitato parenti vittime e nel crollo lei ha perso la sorella, il cognato e il nipote, ha commentato così la sentenza: "Non siamo avvocati e non possiamo commentare. La condanna a 12 anni ci può stare ma dobbiamo capire tutto il resto perché c'erano tanti imputati. Direi che per lui va bene". Poi ha aggiunto:"Siamo soddisfatti, alla luce delle spiegazioni del nostro avvocato. I tre filoni sono stati coinvolti nelle pene: il filone Spea, Aspi e Mit. A me preoccupava non ci fosse e invece ha retto l'aggravante dell'omicidio stradale quindi la prescrizione sarà più a lungo termine".
Il sopravvissuto Davide Capello a Fanpage.it ha precisato: "Mi aspettavo che venissero confermate le richieste di pena dell’accusa. Per le 43 vittime e per i danni che hanno causato non credo che giustizia piena sia stata fatta. Non sono un avvocato, quindi devo ancora capire bene. Almeno le responsabilità sono state riconosciute ai vertici".
Intanto negli anni i familiari delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi, e chi ne è rimasto ferito, avevano ricevuto la maggior parte dei risarcimenti civili da Autostrade per l'Italia, che ammontano in tutto a circa 60 milioni di euro. Oggi per la lettura della sentenza di primo grado in aula si è presentata la sindaca di Genova Silvia Salis: è andata a stringere la mano ai parenti delle vittime. C'era anche il presidente del consiglio regionale Stefano Ballerari e il presidente del tribunale di Genova Enrico Ravera.
Durante il processo è stato accertato che nel tempo erano state confermate in più relazioni l'esigenza di una manutenzione. Il ponte era stato inaugurato nel 1967 dal progettista Riccardo Morandi che già nel 1979 aveva però riconosciuto l’insorgere di "fenomeni aggressivi di origine chimica" sulle superfici esterne e aveva raccomandato di proteggerle con apposite vernici. Da qui relazioni su relazioni che mettevano in dubbio la sicurezza dei cavi.
Recenti accertamenti sul ponte risalgono al 2009: avevano evidenziato problemi tanto che la relazione finale raccomandava di ripetere tutte le verifiche del caso almeno una volta l’anno. Ma nessun accertamento, tranne quello dell'ottobre 2015, è mai stato più eseguito. Il 14 agosto del 2018 il ponte è crollato.