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Ruba un cellulare e finisce in carcere senza senza data di rilascio: “Sono passati 14 anni, si è già dato fuoco”

Thomas White è finito in carcere nel 2012 dopo una condanna a 2 anni, ma non è mai uscito. E’ uno degli ultimi condannati al “carcere a tempo indeterminato”. Come lui, in Gran Bretagna, ci sono ancora 2.400 persone.
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La sua pena avrebbe dovuto essere di due anni per il furto di un cellulare in strada avvenuto nel 2012. A 14 anni di distanza, però, non solo non è ancora uscito, ma non sa neanche quando lascerà la cella. E' la storia di Thomas White, 43 anni, uno degli ultimi condannati "a tempo indefinito" della Gran Bretagna, secondo il sistema dell'Imprisonment for Public Protection.

Durante la sua lunga detenzione, White ha messo in atto numerosi e gravi gesti di autolesionismi dallo sbattere ripetutamente la testa contro il muro fino al cercare di darsi fuoco. Nonostante la denuncia dell'Onu, però, la sua situazione non cambia a causa di un cavillo della giustizia inglese.

La sorella: "Ora la tortura ricomincerà"

Nel 2012 Thomas White rubò un cellulare a un passante in strada. Un gesto dettato non dalla necessità economica, ma da un disturbo di natura psichiatrica. All'inizio gli venne comminata una pena a due anni di reclusione, dopo 14 anni di distanza da quella sentenza è ancora in carcere. La sua detenzione, in ragione del particolare stato mentale, ha visto l'alternanza di carcere e ospedale psichiatrico giudiziario.

Si trovava in una di queste strutture da 6 anni quando è arrivata l'ultima decisione del giudice: doveva tornare in cella. Sua sorella, la pastora Clara White, ora teme che l'autolesionismo possa ripresentarsi un una forma ancora più grave: "Ora la sua tortura ricomincerà da capo", ha detto all'Indipendent.

Delle 207 persone che come Thomas stavano scontando la pena a tempo indeterminato in un ospedale psichiatrico per poi finire in carcere, 96 si sono tolte la vita.

Andare in carcere a tempo indeterminato

La scelta della parola "tortura" non è casuale. Anche l'Onu è intervenuto per sanzionare la Gran Bretagna in relazione all'uso dell'Imprisonment for Public Protection, un meccanismo che consente di incarcerare gli autori di piccoli reati per un tempo indefinito, di molto superiore alla pena originaria. E' nato nel 2004 per dare ai giudici la facoltà di allontanare dalla società gli individui ritenuti socialmente pericolosi e irrecuperabili, a prescindere dalla gravità del crimine commesso.

Questo meccanismo si è rivelato lesivo dei diritti umani, e per questo è stato abolito nel 2012 dal governo di David Cameron. L'abolizione, però, non ha effetti retroattivi e ad oggi sono ancora 2.400 le persone private della libertà che non sanno quando usciranno. Tra loro c'è White, uno degli ultimi condannati con il meccanismo dell'Imprisonment for Public Protection.

Il paradosso è che più tempo il detenuto con fragilità mentali viene rinchiuso in cella senza conoscere il termine della pena, più basse saranno le sue possibilità di reinserimento nella società. Proprio su questo punto gioca il Ministero della Giustizia inglese. Recentemrnte sollecitato in relazione alla vicenda di White, un portavoce ha dichiarato: “Siamo determinati a compiere ulteriori progressi verso un rilascio sicuro e sostenibile per coloro che sono stati condannati a questa pena, ma non in un modo che comprometta la sicurezza pubblica”.

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