Julian Assange ha ricevuto una condanna a 50 settimane di reclusione dal tribunale britannico di Southwark per una violazione delle condizioni della libertà provvisoria risalente al 2012, l’anno in cui il fondatore di Wikileaks si rifugiò nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra dove è stato arrestato il mese scorso, dopo che il Paese Lenin Moreno ha deciso di terminare l'asilo che gli aveva concesso sette anni fa. L’udienza per l’estradizione negli Usa (dove rischia 5 anni per presunta pirateria informatica) è fissata per domani al tribunale di Westminster.

L'arresto di Assange

Julian Assange, già condannato per molestie sessuali e violenza sessuale in Svezia nel 2010, si era nascosto nell'Ambasciata dell'Ecuador nel giugno 2012, temendo l'estradizione nel Paese scandinavo da parte dei giudici britannici. La mattina dello scorso 11 aprile è stato arrestato in base ad un mandato del 2012, quando invece di consegnarsi a Scotland Yard per essere estradato in Svezia ed essere interrogato in merito alle accuse di stupro, aveva trovato asilo n'edificio nel distretto londinese di Knightsbridge. Lo stesso giorno il tribunale londinese ha giudicato Assange colpevole di aver violato i termini della libertà provvisoria.

Perché l'Ecuador ha ritirato l'asilo

La decisione da parte di Moreno di non dare più protezione ad Assange è legata al fatto che quest'ultimo avrebbe violato ripetutamente le condizioni di asilo nell’ambasciata ecuadoriana a Londra. Il presidente l'ha accusato di essere coinvolto nella sottrazione e diffusione sui social media di diverse sue foto private e personali, dove sono ritratti membri della sua famiglia e stanze della sua casa. "Assange non può mentire e tanto meno hackerare telefoni e account privati", e non può "intervenire nelle politiche di un paese, o peggio, di paesi amici" ha detto Moreno.