Patrick George Zaky, lo studente egiziano che stava svolgendo un master all'università di Bologna prima di essere arrestato venerdì scorso all'aeroporto de Il Cairo, è stato ammanettato e torturato per 17 ore con colpi allo stomaco, alla schiena e con scariche elettriche inflitte dalla forze di sicurezza egiziane. A rivelarlo è Amnesty International, sostenendo che il giovane è stato interrogato per via del suo lavoro sui diritti umani: "Secondo il suo avvocato, i funzionari dell’Agenzia di sicurezza nazionale (Nsa) hanno tenuto Patrick bendato e ammanettato per tutto l’interrogatorio durato 17 ore all’aeroporto e poi in una struttura della Nsa non resa nota, a Mansoura".

L'arresto di Patrick George Zaky è solo l'ultimo esempio di violazione dei diritti umani da parte del regime egiziano di Abdel Fattah al-Sisi, sistematicamente impegnato nel reprimere i dissidenti politici e tutti coloro che si sospetta possano avere posizioni critiche verso il governo. “L’arresto arbitrario e la tortura di Patrick Zaky rappresentano un altro esempio della sistematica repressione dello stato egiziano nei confronti di coloro che sono considerati oppositori e difensori dei diritti umani, una repressione che raggiunge livelli sempre più spudorati”, ha spiegato Amnesty, che nei giorni scorsi ha lanciato una petizione in cui si chiede la liberazione di Zaki e che ha superato le 10mila firme.

Nel frattempo l'Italia e l'Unione Europea hanno assicurato che stanno monitorando la situazione, anche se non sono state intraprese iniziative nei confronti del governo del Cairo. La principale difficoltà sarebbe legata al fatto che Zaki è un cittadino egiziano, in Europa solo per ragioni di studio legati al programma Erasmus Mundus, aspetto sottolineato anche dal ministero dell’Interno egiziano per rivendicare il proprio diritto all’incarcerazione preventiva dello studente legata alle accuse a suo carico. Il ventisettenne è accusato di diffusione di notizie false, incitamento a manifestazioni non autorizzate per principi contrari alla costituzione egiziana, utilizzo dei media per danneggiare la sicurezza nazionale e rovesciare il governo egiziano, propaganda per i gruppi terroristici e uso della violenza.