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Pamela Codardini uccisa in Messico, nessuna autopsia: “Causa del decesso chiara quanto il movente”

La Farnesina è al lavoro per far tornare in Italia la salma di Pamela Codardini, la 35enne di origine veneta uccisa in Messico da un commando di sicari insieme al compagno 29enne Juan Yair Valdez Ruiz. Nessuna autopsia effettuata, un amico: “La causa del decesso è chiara almeno quanto il movente”.
A cura di Ida Artiaco
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Non è stata eseguita alcuna autopsia sul corpo di Pamela Codardini, la 35enne di origine veneta uccisa in Messico da un commando di sicari insieme al compagno 29enne Juan Yair Valdez Ruiz. Come riporta Il Corriere della Sera, infatti, secondo le autorità locali "la causa del decesso è chiara almeno quanto il movente", usando le parole di uno dei più cari amici della ragazza, Bryan Cardenas, il quale ha aggiunto: "L'unico interesse dello stato federale di Oaxaca ora è che si smetta di parlare della vicenda e la si dimentichi in fretta".

Perché? Le domande a cui dare risposta sono ancora tante ma ci sono pochi dubbi sul fatto che l'assassinio di Pamela a Ocotlán de Morelos rientri in una lotta tra cartelli diversi e sia legato ad un regolamento di conti nell'ambito della criminalità organizzata specializzata nel narcotraffico.

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Non è un caso che nello stesso weekend in cui la 35enne italiana e il compagno sono morti dalla Costa alle Valli Centrali ci siano stati ben 9 omicidi, messi a segno dai componenti di uno stesso gruppo "avversario" al cartello Los Medina, a cui, secondo le indagini dell’American Enterprise Institute, pare fosse legato il compagno di Codardini.

Sembra che Valdez Ruiz avesse rapporti con il capo del cartello, Alberto Jaime, che si è suicidato qualche mese fa all’interno del bagno del ristorante in cui era stato accerchiato dai federali. Ed altri componenti del gruppo, tra cui anche parenti del 29enne, sono scomparsi o sono stati eliminati.

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Intanto, la Farnesina è al lavoro per far tornare in Italia la salma di Pamela, che 11 fa perse il suo primo marito trucidato. Insieme alla console onoraria a Oaxaca, Ingrid Santilli Swanton, e alla Procura locale sta cercando per raccogliere il maggior numero di informazioni attorno alla vicenda e permettere ai parenti il riconoscimento del corpo della vittima, di cui è già stato celebrato il funerale in gran segreto, per poi procedere al rimpatrio della salma. Ma mancano conferme e dettagli.

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