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Non trovano vena per l’iniezione letale, sospesa condanna a morte di Tony Carruthers: “Si contorceva, scena orribile”

Le autorità Usa avevano fissato a giovedì il giorno dell’uccisione dell’uomo ma durante la procedura del 21 maggio qualcosa è andato storto. Gli addetti non sono riusciti a trovare la vena causando sofferenze atroci al detenuto prima di interrompere la procedura dopo un’ora e mezza.
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Il governatore del Tennessee ha sospeso per un anno la condanna a morte di Tony Carruthers dopo un terribile fallito tentativo di eseguire la pena capitale con iniezione letale. Lo Stato americano aveva fissato a giovedì il giorno dell’uccisione dell’uomo ma durante la procedura del 21 maggio qualcosa è andato storto. Gli addetti non sono riusciti a trovare la vena causando sofferenze atroci al detenuto prima di interrompere la procedura dopo un'ora e mezza.

"Si contorceva e gemeva mentre i funzionari cercavano di trovare una vena, è stata una scena orribile" ha raccontato l’avvocata Maria DeLiberato che ha assistito al tentativo di esecuzione nel carcere di massima sicurezza di Riverbend, a Nashville.

Dopo la terribile scena, il legale del detenuto ha chiesto subito a un tribunale federale e alla Corte Suprema del Tennessee di sospendere l'esecuzione, affermando che i continui tentativi di accedere a una vena costituiscono una "punizione crudele e inusuale". Una richiesta accolta poco dopo dal governatore dello Stato che ha sospeso l’esecuzione per un anno.

Dopo la diffusione della notizia, il Dipartimento penitenziario del Tennessee ha emesso un comunicato spiegando che il personale medico aveva rapidamente inserito un accesso venoso primario, ma non è riuscito a trovare una vena idonea per un accesso di riserva, come previsto dal protocollo di esecuzione statale. Anche i tentativi di inserire un catetere venoso centrale sono falliti e le autorità hanno quindi annullato l'esecuzione.

La vicenda ha riacceso le speranze per evitare la pena di morte a Tony Carruthers al centro di numerose istanze da parte di organizzazioni umanitarie come Amnesty International che denunciano gravi violazioni nel processo che aveva portato alla sua condanna.

Il 57enne è stato condannato a morte dopo essere stato riconosciuto colpevole dei rapimenti e degli omicidi di Marcellos Anderson, di sua madre Delois Anderson e di Frederick Tucker, avvenuti nel 1994. Secondo l’accusa, Anderson era uno spacciatore di droga e che Carruthers stava cercando di assumere il controllo del traffico illegale di stupefacenti nel loro quartiere a Memphis.

Secondo la difesa e le organizzazioni umanitarie, però, non ci sono prove fisiche che collegano l’uomo agli omicidi ma è stato condannato principalmente sulla base delle testimonianze di persone che affermavano di averlo sentito confessare o discutere dei crimini e che si sono rivelati informatori della polizia. Inoltre l’uomo è stato costretto a difendersi da solo durante il processo dopo essersi ripetutamente lamentato degli avvocati d'ufficio e aver minacciato di fare del male ad alcuni di loro.

Secondo l’attuale difesa, Tony Carruthers ha una grave disabilità mentale e la "paranoia e i deliri" che gli fanno credere di essere vittima di un complotto a cui partecipano anche gli avvocati per fargli pagare milioni di dollari, gli hanno impedito di collaborare con il difensore d'ufficio. Il giudice però ha considerato tale comportamento come volontario e offensivo nei confronti della Corte. Nonostante documenti che attestino un disturbo schizoaffettivo di tipo bipolare e gravi danni cerebrali la richiesta di grazie finora è stata rigettata.

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