Morta a 42 anni Kyle Kennedy, nipote di Robert: l’ultima vittima della “maledizione” di famiglia
Kyle Kennedy, nipote di Robert F. Kennedy, è morta a 42 anni nella sua abitazione di Westwood, in Massachusetts. Il decesso risale al 21 settembre, ma la notizia è stata diffusa nelle ultime ore dalla rivista People. La causa della morte non è ancora stata accertata: nel certificato, ottenuto dalla rivista, viene indicata come "in attesa di determinazione" e le circostanze restano oggetto di indagine.
Kyle era figlia di Michael Kennedy, uno degli undici figli di Robert ed Ethel Kennedy, e di Victoria Denise Gifford. La sua vita professionale si era sviluppata lontano dalla politica: dopo aver studiato Storia alla Georgetown University e aver conseguito un master in Educazione della prima infanzia alla Pace University, aveva lavorato con bambini svantaggiati e con disabilità. Nel 2020 una grave lesione al midollo spinale l'aveva lasciata paralizzata.
Nel 2012 aveva sposato Liam Kerr a Boston. La coppia aveva avuto tre figli: i gemelli Conor e Josephine, con la bambina morta pochi giorni dopo la nascita, e Declan, nato due anni più tardi. Il necrologio indica Kerr come suo ex marito. Anche il padre Michael era morto prematuramente: nel 1997, a 39 anni, aveva perso la vita in un incidente sugli sci ad Aspen, in Colorado.
Le morti che hanno segnato la famiglia Kennedy
La scomparsa di Kyle si aggiunge a una lunga serie di tragedie che hanno coinvolto diverse generazioni del clan, dando origine all'espressione "maledizione dei Kennedy". Una formula giornalistica, diventata parte del racconto pubblico della famiglia, che riunisce vicende molto diverse tra loro.
Tra le prime morti ci furono quelle di Joseph P. Kennedy Jr., fratello maggiore di John e Robert, ucciso nel 1944 a 29 anni durante una missione militare nella Seconda guerra mondiale, e della sorella Kathleen, detta Kick, morta a 28 anni in un incidente aereo in Francia nel 1948.
Poi quella più nota: il 22 novembre 1963 fu assassinato a Dallas il presidente John Fitzgerald Kennedy, a 46 anni. Cinque anni più tardi, il 5 giugno 1968, anche il fratello Robert venne ferito a colpi d'arma da fuoco a Los Angeles, durante la campagna per le primarie presidenziali. Morì il giorno seguente, a 42 anni.
La serie di lutti colpì anche i figli di Robert ed Ethel. David Kennedy morì nel 1984, a 28 anni, per un'overdose. Michael, padre di Kyle, perse la vita nel 1997 in un incidente sugli sci. Nel 2019 Saoirse Kennedy Hill, nipote di Robert, fu trovata morta a 22 anni nella residenza di famiglia a Hyannis Port, sul Cape Cod. Le autorità attribuirono il decesso a un'overdose accidentale.
Le altre morti: da John-John a Tatiana Schlossberg
Nel luglio 1999 John Fitzgerald Kennedy Jr., figlio del presidente, precipitò nell'Atlantico con l'aereo che pilotava. Aveva 38 anni. Con lui morirono la moglie Carolyn Bessette e la cognata Lauren Bessette.
Nel 2011 Kara Kennedy, figlia del senatore Edward "Ted" Kennedy, morì a 51 anni per un infarto. L'anno successivo Mary Richardson Kennedy, ex moglie di Robert F. Kennedy Jr., morì suicida nella sua abitazione nello Stato di New York. Nel 2020 Maeve Kennedy Townsend McKean, nipote di Robert, e il figlio Gideon, di otto anni, persero la vita dopo essere usciti in canoa nella baia di Chesapeake, nel Maryland.
L'ultimo lutto prima di quello di Kyle era stato quello di Tatiana Schlossberg, figlia di Caroline Kennedy e nipote di John Fitzgerald Kennedy. Giornalista e autrice, aveva raccontato pubblicamente la sua battaglia contro una forma di leucemia. È morta a 35 anni nel dicembre 2025.
La "maledizione" evocata da Ted Kennedy
L'espressione è rimasta legata anche a un episodio del luglio 1969. A Chappaquiddick, in Massachusetts, l'auto guidata da Ted Kennedy finì in un canale. Il senatore riuscì a salvarsi, mentre Mary Jo Kopechne, ex collaboratrice della campagna di Robert Kennedy, morì intrappolata nell'abitacolo.

Nel discorso televisivo del 25 luglio, Ted si interrogò sulla possibilità che una "terribile maledizione" gravasse sulla famiglia. Le sue parole arrivarono dopo gli assassinii dei fratelli John e Robert e contribuirono a fissare nell'immaginario pubblico l'idea di una dinastia perseguitata da una successione di tragedie.